Economia e Territorio

L'EDITORIALE. Autocoscienza e qualità: ecco perchè l'accordo firmato oggi tra l'unione industriale di Caserta e le associazione degli agricoltori sulla mozzarella di bufale Dop rappresenta un fatto storico

Ovviamente la pubblicistica corrente in queste lande desolate non sarà in grado di cogliere gli aspetti radicalmenti inniovativi, relativi un'assunzione di responsabilità da parte dei produttori, che non si era mai espressa con questa chiarezza


"ok, noi siamo pronti a fare il nostro dovere ma... a condizione che..." E' stato questo atteggiamento, appartenente alla sfera socio-antropologica di questi territori, a frenarne lo sviluppo economico, a rappresentare il problema della produttività, connesso a quello della competitività, sempre come dipendente da una entità ordinatrice, da uno Stato, lontano, sordo e inafferrabile, non in grado di cogliere le proverbiali criticità del territorio. Con queste lagne, con questo vittimismo cialtrone e pelandrone, il sud ha contribuito a distruggere l'economia nazionale perchè, inutile girarci intorno, chi conosce, per esperienza diretta o per erudizione documentale, quelle che sono state la legge 64 o la cassa del mezzogiorno, ben sa anche di cosa stiamo parlando. Venire a conoscenza oggi dei contenuti del documento firmato dalla Confindustria e delle associazioni di categoria del settore primario, significa incrociare un raggio di sole dentro a una stanza buia da decenni. Il raggio di sole di una presa di coscienza, di un assunzione di responsabilità, rispetto a quello che Kennedy affermava  più di 50 anni fa e che ha costituito la base del successo di quella società: "Non ti chiedere cosa l'America...ecc. ecc." Morelli, De Simone,Coppola e Puoti dicono con chiarezza che esistono dei rigidi requisiti, affinchè la mozzarella di bufala Campana e Casertana possa entrare nell'albo d'oro delle prelibatezze del mondo. Non basta che il latte sia buono, che venga munto da bufale di razza mediterranea, ma occorre che entro 60 ore venga lavorato con modalità precise e discriminanti rispetto allo status di Dop. Tutto il latte, che pur buono,supererà questo spazio temporale che ne magnifica e che ne massimizza le caratteristiche organolettiche, non andrà buttato, ma diventerà l'ingrediente per mozzarella di bufala, pure buona ma non in grado di esprimere quelle caratteristiche di qualità che le consentono di fregiarsi del marchio Dop. Marcare questa differenza, i cui confini sono stati per troppi anni evanescenti, significa sacrificare alcune ragioni relative alla quantità, sottendendole alla scommessa di una qualità che grazie a questa scelta rigida e rigorosa di definizione dei requisiti, offrirà lo strumento a chi si occupa di comunicazione e di marketing per enfatizzare, ma su basi solidissime, la qualità suprema del prodotto, con tutte le conseguenze positive che un processo di questo tipo potrà determinare nel momento in cui un'offerta ben orientata andrà ad incrociare una domanda del pregio del made in italy che nel corso degli anni, è destinata ad incrementarsi ancor di più, grazie alla crescita esponenziale delle nuove economie dell'area del  Brics, ma non solo. Ecco perchè il documento firmato oggi da industriali e agricoltori casertani è molto importante. Gianluigi guarino