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CASERTA. Prima del botto delle 12:45, vi raccontiamo le puntate precedenti di una città in cui il popolo è talmente fesso da subire di tutto. IL CASO PUBLISERVIZI

Come si fa per i grandi eventi televisivi, questi vengono preceduti da atti introduttivi, anche propedeutici alla corretta comprensione di quello che sarà il senso dell'evento. Dunque approfittiamo dell'occasione, in attesa del momento topico, per ritorna


CASERTA - Prima di introdurre una notizia che riteniamo molto seria per la città di Caserta, che ribadirà, se ce ne fosse ancora bisogno, quali sono i potentati, le ristrette oligarchie economiche e politiche che hanno costruito, attorno alla debole struttura economico-finanziaria del Comune un feudo che è anche zona franca, in cui lo stato di diritto, l'affermazione delle regole, sono, in pratica, aboliti, prima di darvi questa notizia, è utile, a nostro avviso, procedere ad una due diligence, a un inventario degli stati di fatto relativi al quattrino reale della città, che abita in pochissime  ben definite dimore. Publiservizi l'avrebbero dovuta ribattezzare "Omniaservizi", perchè non ce n'è uno, di quelli in concessione, di quelli che il popolo e i cittadini coglioni di questa città non hanno concesso, appunto, alla impresa di Natale padre e figlia che, anni fa, si trasferirono dalla natìa Casaluce a Caserta, cominciando a lavorare, nei primi tempi, anche grazie al contributo significativo di Nicola Ferraro. Riscossione di tutti i tributi e l'applicazione della prima "frivolezza" originale nel suo genere: l'aggio applicato per il recupero forzoso, che è quello più difficile e , identico all'aggio applicato per la riscossione ordinaria. Una furbata, una sorta di giro di cappa, in cui la percentuale applicata sul forzoso, apparentemente moderata, viene compensata da quella applicata per l'ordinario, che, in nessun caso al mondo, dovrebbe esprimere lo stesso livello aritmetico. La stessa Publiservizi, quella che saluta nei suoi ranghi dipendenti, la neo-nuora di Maurizio Mazzotti, che si va ad unire alle varie mogli (Paolo Marzo, per ricordarne una a caso), ai vari cugini, ai vari zii, per non parlare poi di quelle che amiamo definire, ricordandoci certe situazioni di Luciano De Crescenzo, "parentele d'amore, di cui si è arricchito ultimamente, e i lettori più avveduti e accaniti di Casertace sanno bene di chi parliamo, l'ufficio, che è solo uno degli uffici di Publiservizi, di Corso Giannone. Ora, dopo la cessione farsa del ramo di azienda Publiservizi a Publiparking, la cui governance è, di fatto, ugualmente nelle mani della famiglia Natale, finalizzata ad azzerare prospettive e ambizioni di quei poveracci dei parcheggiatori, che continuano ad essere trattati come dei numeri, come carne da macello, e che, passando passando, ha consentito ha questo gruppo rampante di papparsi anche l'affidamento della rimozione forzosa dei veicoli in sosta in città, si aspetta solo la celebrazione dell'ultimo baccanale, dell'ultima orgia del potere reale di questa città: l'atto di genuflessione  e di sottomissione del popolo bue casertano, il quale dovrà sottostare all'ultimo disonore, piegando la testa al cospetto della dismissione totale ai poteri forti, in un atto emblematico, attraverso il quale alla Publiservizi non sarà dato più l'80% di aggio - si fa per dire aggio - su ogni centesimo di euro incassato nei parcheggi a pagamento, ma il 100%, dentro ad una spirale impazzita, in cui la partnership nella gestione dei servizi pubblici tra Comune e privato si trasforma in una annichilimento del ruolo, del significato e del diritto naturale del cittadino. E quando, tra qualche anno, la Corte dei Conti verrà a spostare tutta la merda accumulatasi e farà del caso Caserta un caso di scuola, sarà giusto comunicare ai giudici contabili che le percentuali per la città, le parti di competenza pubbliche, il monopolista di Casaluce, antico sodale di Nicola Ferraro, le ha pagate in un altro modo, e basterà farsi dare l'elenco degli assunti nella Publiservizi, per capire su che terreno la città ha consumato i soldi che in quota parte, in termini di riduzione fiscale, in termini di riduzione dei prezzi dei parcheggi, avrebbe dovuto introitare. A quel punto tutti alzeranno le spalle, e nessuno avrà il diritto di prendersela con i Gigi Falco, con i Nicodemo Petteruti, con i Pio Del Gaudio, con la famiglia Natale, perchè noi ricorderemo a tutti che questa gente, lì sopra a comandare, ce l'hanno mandata la maggioranza dei casertani, che meritano, dunque, la particolare pratica, biblicamente citata e attuata, nel caso specifico, senza l'ausilio di alcun lenimento lubrificante. E questa è la prima parte del racconto. La seconda parte ve la scriveremo tra mezz'ora, in attesa poi, diciamo tra un'oretta, di presentarvi la madre di tutte le porcate di questa città, a cui nessuno pensa, a partire dai suoi cittadini, non ne parliamo proprio poi le cosiddette autorità preposte.     Gianluigi Guarino