Cronaca Bianca

Cava della Valle Caudina. Il Tar annulla la delibera regionale e blocca l'estrazione di Moccia

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cava durazzano La Valle di Suessola tira un respiro di sollievo e non solo in senso figurato. E’ notizia di due giorni fa, il TAR della Campania annulla una delibera regionale, la 775/2012, con la quale si dava autorizzazione a un comparto estrattivo in località “Fossa delle nevi”, Durazzano. C’è voluta una sentenza di un tribunale, ancora una volta la politica dei politicanti ha deluso, tutti i politici regionali erano contro con le parole, ma nei fatti e nelle votazioni nulla impediva alla ditta Moccia di “bucare” le montagne che circondano la Valle di Suessola. E’ bene ricordare come in provincia di Caserta ve ne sono 442 che interessano ben 75 comuni su 104, probabilmente senza la sentenza del TAR si sarebbe fatto en plein. Tra l’altro esistono ben due cementifici importanti: Cementir e Moccia. Cementir appartiene ai Caltagirone che sono pure il secondo gruppo editoriale italiano, proprietari dei giornali “Il messaggero” e “Il mattino” curiosamente s’è creata una sorta di solidarietà con la ditta ”concorrente”, visitando la pagina on line del sito “Il mattino.it” e si cerca le parole ”Cava Durazzano” il risultato porta al nulla, anche se si cerca nella sezione “Benevento”. Il più importante organo d’informazione della Campania snobba una realtà importante come Valle di Suessola e Valle Caudina, chissà perché? Com’è giusto individuare le responsabilità in chi commette errori e soprusi a danno della popolazione e giusto pure individuarne i meriti. Qualcuno in verità come il senatore D’Anna qualche mese fa si ergeva a vate pubblicando e diffondendo un comunicato stampa datato settembre 2013 in cui si pronosticava: “ La cava non si farà”, anche se proprio questo giornale all’epoca faceva notare: “Cave, che caos. Una modifica in extremis all’emendamento sui parchi urbani salva la cava Moccia” In calce all’articolo il COMUNICATO STAMPA del senatore Enzo D’Anna al quale però deve essere sfuggita la modifica che mette al riparo dalla possibilità di cavare tutti quelli che hanno presentato istanze e progetto prima del 19 dicembre. “ Questo denota la confusione che ha accompagnato tutta la vicenda, la soluzione non poteva certamente stare nella politica regionale, bensì nel tribunale della regione, infatti avevano visto giusto sia alcune amministrazioni comunali dei territori interessati e soprattutto i vari comitati non cava che sono sorti per impedire che il territorio sia: “Ferito in modo indelebile e devastante” così come riportato in una petizione on line, una delle tante iniziative prese dai comitati. E’ certamente un duro colpo per gli affari del cementificio Moccia, già esiste purtroppo una crisi edilizia che colpisce l’Italia da anni, con probabili ricadute in termini occupazionali. Seppur vero che le montagne sono state “salvate” e così pure salvaguardata la salute dei cittadini della Valle di Suessola, è anche vero che ogni anno quelle stesse montagne sono bruciate e deturpate dall’inquinamento, la politica e i comitati di cittadini potrebbero però unirsi ancora stavolta non per dire no, ma per una proposta di utilizzo economico ed ecocompatibile dei monti che sia vantaggiosa per tutti in termini di salute, di rispetto dell’ambiente ed anche in rispetto delle esigenze turistiche e occupazionali del territorio. Alfredo Ferrara