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LA LETTERA S.MARIA C.V. Il cognato del sindaco Di Muro: "attacco personale contro di me". CASERTACE:"ma piantatele con queste frignacce, l'etica, politica e istituzionale in questa terra sta a zero"

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Nella foto Biagio Di Muro e Mimmo Piccolo Nella foto Biagio Di Muro e Mimmo Piccolo Caro Gianluigi, mi dispiace che non hai voluto parlare con me a telefono. Volevo semplicemente spiegarti e invitarti a visionare gli atti prima di scrivere un articolo. Tutti questi lavori ammontanti a 12.000 euro iva inclusa, alcuni svolti nei mesi scorsi rappresentano i pochi lavori che la ditta costruzioni Piccolo Pasquale ha eseguito in circa due anni e mezzo di consiliatura Di Muro dato che abbiamo iniziato a lavorare a novembre-dicembre scorso. Ti invito, ripeto a visionare gli atti visibili all’ufficio manutenzione per verificare che la sopra citata ditta è regolarmente iscritta all’albo da diversi anni è quella che ha svolto lavori per importo nettamente inferiore a tutte le ditte iscritte all’albo. Non mi ha mai interessato più di tanto partecipare a questi lavori, ma questo periodo di profonda crisi mi ha indotto legittimamente e compatibilmente a partecipare per non stare completamente fermi e perdere l’iscrizione all’albo  ditte di fiducia. Non penso che una ditta di quarantennale esperienza di onesto e laborioso lavoro non può lavorare nella sua città perché cognato di un rappresentante della società e sindaco. Questi lavori di circa 5 mila euro iva inclusa sono lavori eseguiti in più strade cittadine corredate da foto e computi metrici minuziosi per ciò che si è reso necessario eseguire. Mi ha rattristato questo tuo articolo perché da anni sono lontano dalla vita politica e non più abituato ad attacchi gratuiti. Saluti cordialmente. Mimmo Piccolo LA REPLICA DI CASERTACE Se il sottoscritto dovesse rispondere al telefono a tutti coloro che hanno qualcosa da dire su i suoi articoli, passerebbe la sua esistenza con in mano un cellulare, che diventerebbe una sorta di protesi delle proprie orecchie. Il metodo migliore per confrontarsi con il sottoscritto e con Casertace e quello di scrivere una mail, un messaggio su facebook o tweetter o Google+ oppure quello di scrivere un sms, così come ha fatto Mimmo Piccolo in questa occasione. Il sistema costituisce e costituirà sempre di più l’unico modo per ottenere udienza e per sviluppare un confronto o anche scontro di idee e di tesi con Casertace, che essendo una palestra di liberalismo, non censurerà mai un solo rigo, quand’anche questo contenesse accuse o insulti nei nostri confronti. Il lamentare, da parte di Piccolo, la mancata risposta su un telefono che oggi funge solo da segreteria telefonica di Casertace, rappresenta il dato chiaro della difficoltà, tutta culturale e che certo non appartiene solo a Mimmo Piccolo, di comprendere che, mai e poi mai, Casertace si esprimerà attraverso attacchi personali. Il rivolgersi al sottoscritto quale persona e non come direttore e giornalista di una testata che, ormai, appartiene molto di più al milione e passa di visitatori che la leggono e la frequentano ogni mese che, a chi ne è proprietario, significa esistere come imprenditore, come politico, come rappresentante istituzionale dentro a una bolla concettuale in cui le funzioni non esistono, ma che esistono solo le persone che queste funzioni manipolano e soggiogano ai propri interessi privati, individualmente rappresentati. È chiaro che a uno come Piccolo, il quale pensa che il problema dell’articolo, uscito su di lui, sia quello di ispezionare i motivi di ciò che definisce un attacco personale e non un intervento di una testata autorevole in quanto letta da 30 mila persone al giorno, a uno, dicevo, come Piccolo che la pensa esattamente come la pensa il 99% di chi viene chiamato in causa da questo giornale, non puoi replicare granchè, in quanto il suo pregiudizio, nell’accezione letterale del termine, azzera, ab origine, tutti gli elementi cardinali di quel nostro ragionamento. Noi non abbiamo affrontato,( e dico noi come funzione e non io come persona), dicevo, non abbiamo affrontato il tema relativo all’albo delle ditte di fiducia, che pure andrebbe affrontato dato che tu, caro Mimmo Piccolo, ben sai come questo sia gestito da sempre nel comune di Santa Maria C.V. Piccolo è padronissimo di concorrere a ciò che gli pare, noi siamo padronissimi di scrivere e ribadire la non opportunità della circostanza, per giunta reiterata, che un cognato di un sindaco pro tempore non è opportuno che riceva affidamenti diretti dal Comune amministrato dal congiunto, siano essi affidamenti di un milione di euro, di cento mila euro, di mille euro, di un euro o anche di un solo centesimo di euro. Perché il punto essenziale, focale della questione,Piccolo, non è costituito dalla misura, dalla entità degli affidamenti che  noi risultano, comunque, esplicitare cifre diverse dalle tue. Il problema, invece, è rappresentato dall’etica istituzionale, che fondandosi, almeno in teoria, sul mandato del popolo, di tutto il popolo, in applicazione del più sacro principio della democrazia della rappresentanza, non può, non deve contenere casi in cui, pur non collegati necessariamente alla violazione delle leggi e delle regole, assumano una valenza stonata, sospetta e opaca. Ma questi, Piccolo, sono discorsi che non appartengono alla cultura di questa terra. Ecco perché tu e tanti altri come te, continuate a prendere fischi per fiaschi nella valutazione minuta, infima che fate del lavoro di Casertace. Ma che mi spreco a fare con questi discorsi! Significa predicare nel deserto. Gianluigi Guarino CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO CHE HA INNESCATO LA REAZIONE DI MIMMO PICCOL