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S.MARIA C.V. Dino Capitelli, oltre che a parlare a vanvera, tira la volata al cognato Peppe Scialla che vuol candidarsi a sindaco

L'iperattività del neo-consigliere di Forza Italia


S.MARIA C.V. - La febbrile attività politica che segna le giornate del consigliere comunale, neo-aderente al gruppo di Forza Italia, Dino Capitelli, non è legata alla volontà di una propria candidatura a sindaco, ma è finalizzata a promuovere la discesa in campo di suo cognato, il noto e simpatico Peppe Scialla. Tutto quello che dice Capitelli, in questi giorni, ci racconta una storia che noi, in tutta onestà, non conosciamo. Eppure da 15 anni scriviamo di Santa Maria Capua Vetere, prima dal timone della Gazzetta di Caserta, poi da quello del Giornale di Caserta, poi ancora del Corriere di caserta, e ora da 6 anni e mezzo da Casertace .it e .net. Un'attività che ci ha portati a scrivere circa 2mila articoli solo relativi agli avvenimenti, ai fatti della politica e dell'economia di questa città che, ammesso e non concesso che fossimo tonti, un po' riteniamo di conoscere. Capitelli oggi si dice avversario irriducibile del sindaco Biagio Di Muro e dell'amministrazione comunale. Ma solo un paio di anni fa otteneva dalla stessa amministrazione, allora in grado di controllare con più forza il consiglio comunale, gli esiti sperati di una delle conferenze dei servizi che ha consentito alla famiglia Capitelli di allargare cospicuamente gli spazi della propria attività imprenditoriale, grazie ad un progetto seguito direttamente da Luigi Di Muro, che non ci risulta sia un avversario politico del fratello. Siccome a Capitelli, che parla a vanvera, queste cose è sempre bene ricordargliele, come è bene ricordare le peripezie politiche sue e di Peppe Scialla, che Guarino lo conosce bene ed è da Guarino profondamente conosciuto, dentro e fuori dalla politica, abbiamo voluto, per l'appunto, rinfrescargli la memoria, sperando di non leggere più certe lettere e di non sentire più certe chiacchiere, altrimenti il libro generazionale de Capitelli lo apriamo, e lo apriamo sul serio.   G.G.