Cronaca Nera

IL VIDEO E TUTTE LE FOTO. IL CRAC della famiglia Gravante. La Procura sequestra due aziende del gruppo Foreste Molisane

Secondo la ricostruzione della magistratura inquirente, il provvedimento seguito ad una lunga indagine della tenenza di Piedimonte Matese della Guardia di Finanza, il gruppo imprenditoriale tra i più noti nel settore lattiero caseario aveva messo in piedi


PIANA DI MONTEVERNA - La Procura della Repubblica di S. Maria Capua Vetere ha disposto nella giornata di oggi, venerdì, in esecuzione di una ordinanza del G.I.P. presso il Tribunale, il sequestro preventivo di due diversi complessi aziendali, del valore complessivo di oltre 6 milioni di euro, già di pertinenza della "Azienda Agricola il Tortino" s.p.a., società titolare del noto marchio agroalimentare "Foreste Molisane" e facente capo al gruppo imprenditoriale Gravante, storicamente operante nel settore della produzione, della trasformazione del latte e della lavorazione di prodotti caseari. Le indagini, condotte dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Piedimonte Matese, su delega e coordinate dalla speciale Sezione reati economici, societari eìfinanziari di questa Procura della Repubblica, hanno preso spunto da diverse denunce di imprenditori, alcuni dei quali operanti all'estero, in rapporti commerciali con le imprese Gravante, che segnalavano, a fronte della perdurante insolvenza di queste ultime, una serie di manovre volte a trasferire da una società all'altra del gruppo i beni suscettibili di aggressione patrimoniale da parte dei creditori. La complessa ed articolata attività di indagine, ancora in fase di pieno svolgimento e sviluppo, ha riguardato ben nove società, tutte controllate dalla S.A.G.I.M. s.r.l. -società in liquidazione, con socio unico ed amministratore Giuseppe Gravante, nato a Piana di Monteverna 75enne- ed ha consentito di accertare, in maniera inequivocabile, come le imprese del gruppo Gravante maggiormente esposte verso i fornitori, da tempo, avessero avviato una sostanziale opera di dismissione del patrimonio aziendale in favore delle società collegate, coperta, in una prima fase, da richieste di concordato preventivo formulate al Tribunale fallimentare volte unicamente ad ottenere il previsto blocco delle azioni esecutive individuali da parte dei creditori e che successivamente venivano fatte oggetto di rinuncia da parte delle stesse aziende richiedenti. Le misure preventive sono scattate a seguito del fallimento della "Azienda Agricola il Tortino" s.p.a., dichiarato in data 17 gennaio 2014 dal Tribunale civile di Santa Maria Capua Vetere, ed hanno riguardato sia il complesso zootecnico, del valore di oltre cinque milioni di euro, sia il comparto relativo alla lavorazione e trasformazione del latte e dei prodotti caseari, già di proprietà della società titolare del noto marchio Foreste Molisane, che nel frattempo risultavano ceduti, a vario titolo, a due diverse società del medesimo gruppo, la "Agricola del Malese" s.r.l. e la "NAT.ALI" s.r.L, questa ultima appositamente costituita in epoca recente. Gli accertamenti contabili e bancari eseguiti dalle Fiamme Gialle su delega della autorità  ancora in fase di completamento, hanno consentito immediatamente di verificare come le cessioni dei predetti complessi produttivi in favore della Agricola del Matese e della NAT.ALI' fossero in realtà avvenute senza alcuna effettiva contropartita economica per la società poi fallita e fossero in realtà mirate, unicamente, quando ormai il dissesto appariva inevitabile, alla prosecuzione sotto altra veste delle attività aziendali. L'adozione della misura preventiva si è resa peraltro necessaria a seguito della constatazione di come la stessa Agricola del Matese, cessionaria del ramo aziendale relativo al complesso zootecnico, avesse avviato negli ultimi tempi - anche essa accompagnandola, secondo la strategia già seguita per il Tortino, da una richiesta di concordato preventivo, successivamente oggetto di rinuncia- una progressiva dismissione del proprio patrimonio aziendale, principalmente in favore di terzi, con conseguente definitiva dispersione delle garanzie patrimoniali in danno dei creditori della fallita.

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