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    CASERTANA. Falchetti in palla contro la Berretti (6-0) in vista della festa. Accettiamo ma non capiamo il silenzio stampa


    Il giornalismo sportivo non può diventare territorio di chi ama essere un contenitore di comunicati stampa e/o analisi. Il cammino verso Melfi procede con gli attaccanti che si mettono in mostra a mister Ugolotti

    allenamento

    CASERTA - La Casertana oggi ha effettuato il consueto test in famiglia del giovedì contro la Berretti, battuta per 6 -0, con tre reti per tempo.

    In grandissima forma i due attaccanti a disposizione di Guido Ugolotti, con Favetta che nella prima frazione fa doppietta e Varriale che nella ripresa mette a segno una tripletta. A timbrare il cartellino anche Francesco Marano, autore del 2-0.

    Il mister di Massa, dopo l’esperimento del 4-3-1-2 di Messina, sembra voler ritornare al più collaudato 4-3-2-1 e ripropone al centro della difesa Salvatore D’Alterio, con Antonazzo largo a destra. Questo è stato favorito anche da un Christian Conti che non ha proprio preso parte alla partitella, ma ha effettuato solo corsa. A centrocampo, prima provato il trio Marano-Correa-Cucciniello, poi quello composto da De Marco-Cucciniello-Chiavazzo. In avanti, Alvino ha giocato tutta la partita, ruotano, invece, come detto, le due prime punte, con Mancino prima, Bacio Terracino poi a completare il tridente offensivo. Da segnalare il ritorno in campo, anche se per pochi minuti, di Giuseppe Rinaldi che è ormai sulla via della guarigione, dopo i tanti fastidi alla schiena.

    CASERTANA primo tempo (4-3-2-1) – Fumagalli; Antonazzo, D’Alterio, Idda, Pezzella; Marano, Correa, Cucciniello; Alvino, Mancino; Favetta.
    CASERTANA secondo tempo (4-3-2-1) – Fumagalli; Antonazzo; D’Alterio (Rinaldi), Idda, Bruno; De Marco, Cucciniello, Chiavazzo; Alvino, Bacio Terracino; Varriale.

    Da segnalare, come abbiamo già fatto pubblicando il comunicato stampa, che la Casertana ha indetto il silenzio stampa per “presunti attacchi denigratori da parte degli organi di informazione locali”. Questa cosa ci lascia perplessi. La decisione è legittima, non si può discutere. Ma ci chiediamo se ci si rende conto che la stampa sportiva non può diventare un grande contenitore di comunicati stampa e/o analisi, a prescindere dalla notizia e dal momento stagionale che si vive.

    Il ruolo del giornalista sportivo, ed in particolar modo del cronista che parla di calcio, è quello di informare l’ambiente che circonda la squadra, senza che questo significhi, quando si tratta di notizie spinose, destabilizzarlo. O, addirittura, denigrare una società che, come da noi segnalato, si definiva serena di fronte a delle indagini che, in questa fase della stagione, possono essere definite di rito o, per far contento chi ha indetto questo stop della parola: “vicende che non destano nessun tipo di allarmismo”. Un allarmismo creato proprio, in maniera assolutamente paradossale, da questo silenzio stampa. Un allarmismo che si è tramutato in frizione tra stampa, anzi, una parte della stampa, quella che non fa da contenitore, e i tifosi.

    Raffaele Cozzolino

    PUBBLICATO IL: 3 aprile 2014 ALLE ORE 17:26