Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    JUVECASERTA, L’ANALISI: Ai bianconeri in trasferta manca quella “cazzimma” che li contraddistingue in casa


    La truppa di Molin in trasferta cede troppo mentalmente al clima di un palazzetto ostile ed alla difesa dura degli avversari

    1250

    Potremmo dire che la Juvecaserta è un po’ come dottor Jekyll e Mr. Hyde: cattiva, spietata in casa, molle e poco reattiva in esterna.
    La partita di ieri contro una Virtus Bologna, formazione tutt’altro che irresistibile, ha confermato tale tesi. Infatti si è passati in soli sette giorni dalla vittoria di personalità in casa contro Cantù, terza forza del campionato, alla sconfitta di ieri contro Bologna che si trovava più in lotta per non retrocedere che in proiezione playoff.

    Ieri è stato lampante, come poi ha anche confermato Molin in conferenza stampa post partita, che la Juvecaserta pecca di maturità in trasferta. Quella maturità e freddezza mentale che ti permettono nel momento in cui non riesci a trovare il canestro, di stringere le maglie difensive e di andarti a prendere qualche tiro libero, e soprattutto segnarlo, anche nei momenti più complicati a livello ambientale, che ti fa rimanere attaccato alla partita. Lo stesso coach, senza giri di parole, ha confessato che se Caserta vuole arrivare alla post season, in queste ultime partite, di cui ricordiamo solo due in casa e tre in trasferta, deve riuscire a completare quello step di crescita per poter vincere almeno un match in esterna.

    Ma questa immaturità è anche fisiologica per un gruppo formato per la maggior parte di ragazzi poco più che ventenni. Sta allora a Molin e ai senatori Mordente e Michelori di inculcare questa “cazzimma” anche negli altri componenti della squadra. La mentalità che ti porta ad avere una faccia tosta di fronte a qualunque squadra si acquisisce solo con il lavoro comune e con partite come quella di ieri o come quella a Roma e a Brindisi, dove capisci che, fondamentalmente, la partita l’hai buttata tu regalandola ai padroni di casa.

    Ieri è accaduto anche ciò che lo stesso Lele Molin venerdì, in conferenza stampa, aveva detto di temere. Ovvero, la Virtus Bologna, ha chiuso benissimo la propria area pitturata, tagliando completamente fuori dai giochi i lunghi di Caserta, costringendo spesso e volentieri gli esterni ad azioni estemporanee o a tiri da oltre l’arco dei 6.75 che, non avendo la Juvecaserta Ray Allen come tiratore, la maggior parte delle volte finivano solamente sul ferro permettendo, quindi, ai ragazzi di coach Valli, di correre in transizione.
    Molin ha provato ad aprire l’area utilizzando il duo Brooks-Scott, ma la Virtus è riuscita ad adattarsi benissimo in particolar modo con un Ebi in serata di grazia.

    Ma dall’impianto di Casalecchio di Reno arrivano anche delle note positive. In primis Ronald Moore, sempre più leader silenzioso di questa squadra che sa sempre cosa fare nei momenti decisivi. Più volte ieri, il folletto da Philadelphia, ha tolto le castagne dal fuoco segnando più di un tiro pesante, smazzando qualche assist illuminante o mettendo in campo una difesa arcigna. Insomma, come confermanto da Molin, il ragazzo piace e cresce sempre di più, sia a livello di personalità che a livello tecnico. Altra nota lieta è la crescita di Michele Vitali. Il bolognese ieri tornava nel palazzetto che lo aveva visto protagonista con le giovanili ed ha fatto vedere la propria faccia tosta ed il proprio talento fin dal primo passo sul parquet. Bene così.

    Nota dolente, invece, è ancora una volta, purtroppo, Tony Easley. Lele Molin ha confessato che il ragazzo non è tranquillo e che soffre molto questa situazione e lo si è visto in modo lampante ieri quando ha sbagliato un paio di appoggi ed una schiacciata solo sotto canestro. “Slim” Tony ha dato una grande mano da quando è stato chiamato a sostituire Cameron Moore ma, in questo momento, dove non si può sbagliare nulla ed il bene della squadra viene prima di tutto, è forse giusto pensare ad alternarlo proprio con il rientrante Moore, se questo dovesse essere in condizioni fisiche ottimali. Non si può nascondere che il divario tecnico tra i due c’è ed è molto marcato e, se Cameron dovesse avere quella brillantezza mentale e fisica che aveva mostrato fino a dicembre, con il duo Moore-Moore, Caserta potrebbe pensare seriamente di andare a giocare i playoff e, nel caso dovesse prendere Milano, non partirebbe nemmeno sconfitta al 100%.

    Fatto sta che in questa settimana di preparazione alla seconda trasferta consecutiva, a Varese, lo staff deve necessariamente far capire alla squadra quale deve essere l’approccio fuori le mura amiche. Il tempo c’è, la posizione in classifica anche, ma non bisogna rischiare di perdersi proprio sul finale.

    Andrea Massimo Canzano

    PUBBLICATO IL: 31 marzo 2014 ALLE ORE 10:11