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    CASERTANA, l’ANALISI – Vittoria pesante. Il terreno non aiuta i Falchetti ma le partite vanno chiuse


    L’analisi della partita tra Casertana e Gavorrano La Casertana batte il Gavorrano, per 1-0, grazie ad un gol del suo baby Simone De Marco, si porta a nove lunghezze dalla nona in classifica ed a tre lunghezze dalla vetta. Raccolto il massimo, con il minimo sforzo, contro una squadra, quella maremmana, che, a differenza del […]

    L’analisi della partita tra Casertana e Gavorrano

    La Casertana batte il Gavorrano, per 1-0, grazie ad un gol del suo baby Simone De Marco, si porta a nove lunghezze dalla nona in classifica ed a tre lunghezze dalla vetta.

    Raccolto il massimo, con il minimo sforzo, contro una squadra, quella maremmana, che, a differenza del Poggibonsi, nonostante il modulo, è venuto all’Alberto Pinto per giocarsi la propria partita. Soprattutto nella prima frazione è riuscita quasi sempre a ripartire, mettendo paura a Fumagalli al 23′ con un gran sinistro a giro del giovane Tempesti.

    La Casertana non riusciva ad ingranare. Vuoi per la grande intensità degli avversari, vuoi per il terreno di gioco, in pessime condizioni sin dall’inizio, e vuoi per quel modulo, col falso nueve, che contro i corazzieri maremmani, non ha reso quanto si sperava.

    Il gol di Simone De Marco è arrivato grazie all’unica azione degna di nota della prima frazione, ed il giovane centrocampista napoletano è il nono giocatore rossoblù ad aver gonfiato la rete in questa stagione.

    Il secondo tempo è stato giocato con maggiore scioltezza dalla banda di Guido Ugolotti che, senza l’assillo del gol e con gli avversari che hanno concesso qualche spazio in più, ha convinto di più, sfiorando il gol con due nitide occasioni, prima con Baclet, poi con Alvino.

    Ciò che resta dopo questa partita, oltre l’ottima classifica e la conquista della palma di squadra che, assieme a Foggia e Teramo, ha conquistato più punti in casa (21), è un dubbio. Ma questo modulo, aiuta Nicola Mancino ad esprimersi al massimo? Con il 4-2-3-1 di inizio stagione, dietro la punta, era risultato devastante. In questo 4-3-2-1, largo a sinistra, o a destra, sembra leggermente limitato e non sfruttare al massimo un campione della sua portata, sarebbe un peccato.

    Un peccato grande quasi quanto quello di non riuscire mai a chiudere le partite. Questo è il sesto 1-0 stagionale. L’importante è vincere, certo. Ma a rischiare sempre, qualche volta si paga dazio. ù

    Raffaele Cozzolino

    PUBBLICATO IL: 20 gennaio 2014 ALLE ORE 10:41