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    BASKET. JUVECASERTA, tanto rammarico dopo la 500esima in serie A


    Le palle perse della Pasta Reggia pesano come un macigno su una prestazione che poteva valere la vittoria

    A sinistra Andrea Michelori, a destra una fase dell'allenamento di sabato, prima della partenza per Roma

    A sinistra Andrea Michelori, a destra una fase dell’allenamento di sabato, prima della partenza per Roma

    La partita numero 500 della Juve Caserta in serie A lascia tanto rammarico per l’ennesima occasione persa di piazzare il colpaccio esterno che sarebbe stata davvero molto importante viste le sconfitte di Avellino e Venezia.
    apporto difensivo e a rimbalzo, anche se i suoi punti sono stati più che utili nel primo tempo per restare attaccati ad un Acea che, seppur in modo poco efficace, cercava di scappare via. A compensare negativamente la prova di Michelori ci ha pensato Tony Easley, protagonista di una partita opaca da soli 4 pt con delle palle perse davvero brutte. Finalmente anche capitan Mordente si è ripreso il suo ruolo di leader in campo con i suoi 14 pt realizzati in un minutaggio oggettivamente troppo elevato dovuto ai problemi in cabina di regia della Pasta Reggia.

    La Juve ha tirato con uno ottimo 37% (9/24) da tre punti e con il 53% (18/34) da due punti, la Virtus ha messo a segno lo stesso numero di triple di Caserta ma con quattro tentativi in meno (9/20 e il 45%) ed ha avuto meno fortuna da due punti mettendo a segno solo il 43% (16/37) dei tiri tentati. A rimbalzo il vigore di Michelori e Scott hanno fruttato 36 rimbalzi di cui 16 offensivi contro i 31 di cui 11 offensivi della Virtus.

    Come detto le palle perse sono state il cruccio di Caserta che, ogni volta che si riavvicinava pericolosamente, dava subito la possibilità agli avversari di riprendere un buon margine. Eclatanti le due palle perse da Scott nel terzo quarto facendosi scappare letteralmente la palla di mano oppure il tentativo sciagurato di alley oop tentato da Roberts, autore di una prestazione non all’altezza di quella con Reggio Emilia, sempre con Scott.

    Difensivamente la squadra ha tenuto abbastanza bene anche usando a volte le maniere forti (o almeno considerate tali da  Cerebuch, Di Francesco e Biggi), concedendo 27 tiri liberi alla Virtus contro i soli 20 tentati.

    Le sensazioni del giorno dopo non sono univoche: da un lato c’è la soddisfazione di aver venduto cara la pelle su di un campo per niente facile ma dall’altro c’è la sensazione netta che questa sconfitta sia maturata più che per demeriti della Juve che per meriti della Virtus; e forse con Duhon o comunque con un play americano che avesse saputo gestire meglio l’attacco bianconero sarebbe andata diversamente. Mordente, come detto, ha dato un apporto importante ma non gli si possono chiede minutaggi troppo elevati, mentre Tommasini ci ha messo tanto impegno ma è stato condizionato dai problemi di falli. Ieri Molin per provare a mettere una pezza alla falla nello spot di play ha utilizzato anche Vitali per portare palla con discreti risultati anche se comunque è una soluzione assolutamente di ripiego che non può alleggerire di molto il peso che devono sostenere Tommasini e Mordente aspettando di vedere il mercato cosa offrirà.

    Emanuele Terracciano

    PUBBLICATO IL: 24 febbraio 2014 ALLE ORE 16:08