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    BASKET. JUVECASERTA, l’analisi della sconfitta con Sassari


    La sconfitta di ieri della Pasta Reggia ridimensiona gli entusiasmi dopo la partita spettacolare di Siena ma non cambia di molto la situazione nella corsa alle Final 8 che resta ancora un obiettivo a portata di mano. La Juve Caserta ha chiuso l’anno davanti al suo pubblico nel peggiore dei modi, ma la particolarità della […]

    La sconfitta di ieri della Pasta Reggia ridimensiona gli entusiasmi dopo la partita spettacolare di Siena ma non cambia di molto la situazione nella corsa alle Final 8 che resta ancora un obiettivo a portata di mano.

    La Juve Caserta ha chiuso l’anno davanti al suo pubblico nel peggiore dei modi, ma la particolarità della partita di ieri è evidente e non cambia le certezze e le insicurezze della squadra di Lele Molin. Presentando questa partita avevamo detto che sarebbe stato una esame di maturità per la Pasta Reggia per vedere se effettivamente Caserta potesse stare stabilmente ai piani alti della classifica come molti tifosi avevano sognato dopo l’exploit di Siena e da questo punto di vista non è stato superato. Caserta torna nella sua dimensione di squadra da salvezza comoda che punta ad un posto ai playoff e dopo la partita di ieri sostanzialmente non cambia la classifica in ottica Final 8: vincono Bologna e Varese ma cade rovinosamente Avellino aspettando la sfida di stasera tra Reggio Emilia e Venezia. La Pasta Reggia si trova all’ottavo posto a pari merito con Reggio Emilia, Avellino, Bologna, Venezia e Varese con lo scontro diretto a favore su queste ultime tre ed un calendario assolutamente non proibitivo con la trasferta di Cremona e la chiusura in casa con Pistoia.

    La Juve ieri è durata due quarti complice anche le difficoltà di Sassari che non trova fin da subito un buon ritmo in attacco con un Travis Diener impalpabile a causa di un problema al piede. Ma la Juve è troppo confusionaria, non fa vedere quel carattere e quell’aggressività che si era vista sempre da inizio stagione. Anche capitan Mordente non sembra il solito leone in campo come siamo abituati a vederlo, ovviamente vittima della stanchezza di tre partite in sette giorni giocate sempre con minutaggi alti. Come sottolineato da Molin nel dopo partita ha influito sicuramente il turno infrasettimanale: la Dinamo essendo impegnata in Euro Cup è certamente più abituata a giocare partite ravvicinate ed inoltre il turno di Santo Stefano aveva portato la seconda sconfitta consecutiva ai sardi mentre alla Pasta Reggia una “sbornia” difficile da smaltire in due giorni per un gruppo giovane come quello di Molin. Il secondo tempo è stato assolutamente privo di contenuti tecnici da parte della Juve che è andata totalmente in confusione dopo la “mitragliata” da tre del Banco di Sardegna del terzo quarto che in un amen l’ha portato in doppia cifra di vantaggio ed ha ucciso dal punto di vista psicologico la Juve (44-20 per i sardi è il parziale del terzo e quarto quarto).

    Insomma come ha detto Molin è stata una partita “uomini contro bambini”, una partita tra chi è già squadra matura, con una sua identità ed abituata a stare ai piani alti della classifica contro una squadra giovane ed in crescita che punta passo dopo passo a raggiungerli. La partita di ieri non passerà alla storia come una delle più belle della storia del PalaMaggiò. Molti spettatori come purtroppo spesso accade hanno abbandonato gli spalti qualche minuto prima della fine del match, complice anche lo spavento del terremoto e le difficoltà nel trovare campo per telefonare a casa.

    In conferenza stampa Atripaldi ha ammesso simpaticamente di aver avuto un po’ di paura per la scossa e di aver seguito distrattamente il primo quarto ed ha dato informazioni sullo stato del ginocchio di Moore: si attende i risultati degli accertamenti ma si conta di recuperarlo nel giro di una settimana. Probabilmente a Cremona la squadra sarà la stessa ma si attende sempre la risposta di Poeta che ancora si fa desidere.

    Emanuele Terracciano

    PUBBLICATO IL: 30 dicembre 2013 ALLE ORE 17:21