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    BASKET – JUVECASERTA, i 5 fattori della vittoria contro Montegranaro


    Stephon Hannah mostra le sue qualità, il 50% dall’arco, difesa, i cambi tattici di Molin ed il fattore ‘M’ Michelori&Mordente, le chiavi del fondamentale successo casertano Finalmente la Pasta Reggia Caserta è tornata al successo con un perentorio 94-77 sulla Sutor Montegranaro facendo rivedere le cose positive dei primi due successi e, in maniera decisamente […]

    Stephon Hannah mostra le sue qualità, il 50% dall’arco, difesa, i cambi tattici di Molin ed il fattore ‘M’ Michelori&Mordente, le chiavi del fondamentale successo casertano

    Finalmente la Pasta Reggia Caserta è tornata al successo con un perentorio 94-77 sulla Sutor Montegranaro facendo rivedere le cose positive dei primi due successi e, in maniera decisamente più attenuata, quei soliti difetti che però non hanno inficiato l’esito della gara. Si possono identificare cinque fattori che hanno portato al successo che tutti “all’ombra della Reggia” si augurano sia l’inizio di un nuovo campionato per la Juve. Primo fattore chiave: Stephon Hannah (foto), al quale non abbiamo risparmiato critiche in passato, ma che ieri, forse per la prima volta dal suo approdo alla Juve, ha fatto vedere tutte le sue qualità, eliminando quasi le forzature che gli erano valse qualche imprecazione da parte dei tifosi nelle partite precedenti. Il rischio concreto di taglio che ha vissuto nell’ultima settimana forse lo ha spinto a rendersi conto del campionato in cui gioca e ad adattarvi il suo basket: infatti, ha fatto girare l’attacco bianconero in maniera ineccepibile, evitando inutili forzature del contropiede e selezionando in modo efficace i tiri. Aldilà dei 17 pt segnati, un Hannah così può tornare decisamente utile, ma non può bastare una sola partita per recuperare in modo totale la fiducia della società.
    Il secondo fattore è stato il tiro da tre punti: Caserta non tirava con queste percentuali da molto tempo, un 50% (9/18) che, confrontato con il 35% (8/23) avversario, da l’idea di quanto abbia pesato la mano calda dall’arco dei 6,75 m. Questa statistica ci consegna anche l’immagine di una squadra che ha imparato anche a selezionare meglio i tiri, segnale del diverso modo di attaccare rispetto alle ultime cinque sconfitte. Ovviamente, come avevamo sottolineato commentando le percentuali molto più scadenti di Avellino qualche settimana fa, il tiro è un fattore molto individuale in cui a volte conta anche l’essere in serata e la fortuna, ma conta anche la costruzione del tiro attraverso una manovra corale per arrivare ad una buona conclusione invece che ad una forzata per assenza di movimento dei compagni. Molto bene dall’arco oltre ad Hannah anche Roberts ed il ritrovato Scott. Per completezza va detto anche che la difesa a zona di Montegranaro ha sicuramente un po’ prestato il fianco alle conclusioni dal perimetro di Caserta, ma ciò non cambia la sostanza di quanto detto in precedenza.
    Terzo fattore, come sempre nelle vittorie bianconere, è stata la difesa: pochi parziali subiti e mai superiori ai dieci punti, nelle azioni chiave della partita, soprattutto nel terzo quarto, i ragazzi di Molin hanno messo in campo difese energiche che hanno impedito agli avversari il sorpasso e quindi hanno evitato di mettersi in situazioni analoghe a quelle delle ultime partite, quando la Pasta Reggia aveva dovuto eseguire grandi rimonte e giocare dei finali punto a punto in cui si sono sempre visti i limiti di esperienza e carattere della squadra.
    Il quarto fattore potremmo rinominarlo fattore Molin. Il tanto criticato tecnico in quest’incontro è stato capace di far variare gioco alla sua squadra, non solo più squadra da contropiede, ma anche da gioco in cinque contro cinque, inoltre è riuscito a porre una pezza alla quasi totale assenza di Cameron Moore giocando con efficaci quintetti piccoli, sfruttando l’atletismo di Roberts e di Brooks nell’andare a giocare in post, in modo tale da poter dare minuti di indispenasabile riposo ad un monumentale Michelori.
    Quinto ed ultimo fattore è il fattore “M”. Il detto popolare dice che gallina vecchia fa buon brodo e le prestazioni di Andrea Michelori e Marco Mordente di ieri (16 pt a testa) sono un eclatante dimostrazione di ciò. I due veterani si sono presi la squadra sulle spalle già nelle difficili partite precedenti facendo di più di quello che viene richiesto a degli ultra trentenni per dare una mano ai più inesperti compagni.
    Emanuele Terracciano

    PUBBLICATO IL: 2 dicembre 2013 ALLE ORE 18:38