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    BASKET, JUVECASERTA AMARCORD: la Mão Santa


    La storia de "O Rey" bianconero.

     

    Oscar Daniel Bezerra Schmidt

    Oscar Daniel Bezerra Schmidt

    Se vi trovate a fare un giro per il centro di Caserta ed entrate in un bar troverete ragazzi che tra una sigaretta e un drink cercano certezze per il futuro, ma troverete anche sicuramente quella persona anziana che ha così tanto passato alle spalle che neanche ci pensa al futuro: magari sta leggendo il giornale o sta giocando a briscola con qualche altro pensionato. Se avrete la sfacciataggine di avvicinarvi a quell’uomo e di chiedergli chi è per lui il più forte giocatore che abbia mai vestito la canotta della Juve Caserta la sua risposta no sarà univoca: vi parlerà di uno “scugnizzo” casertano che con un ginocchio malconcio è diventato il primo italiano a segnare in NBA, poi vi racconterà di un altro che in Europa ha vinto sostanzialmente tutto ed adesso gira l’Italia per vedere i figli seguire le sue orme, ma sicuramente vi dirà di quell’uomo venuto dall’altra parte del mondo che tirava da Dio e che è entrato nei cuori dei tifosi casertani.
    Oscar Daniel Bezerra Schmidt nasce a Natal, capitale dello stato del Rio Grande do Norte nel nord-est del Brasile, il 16 febbraio 1958. La sua avventura cestistica inizia nel 1974 nelle fila del Palmeiras dove militerà fino al 1979 prima di andare a vivere tre anni nella polisportiva Esporte Clube Sìrio ed una breve esperienza all’America RJ, mentre nel 1978 vince una medaglia di bronzo con la sua nazionale ai mondiali nelle Filippine. Nella stagione 1982/83 l’allora Indesit Caserta centra la promozione in A1 grazie all’approdo sulla panchina bianconera di un innovativo allenatore dell’est: Bogdan Tanjevic e con lui arriva all’ombra della Reggia anche la “Mão Santa” che nella sua prima stagione italiana fece registrare 29,9 pt di media con il 50,6%(446/882) e l’84,2% (96/114) ai tiri liberi con 8,7 rimbalzi di media a partita (non era ancora stata introdotta la linea da tre punti). La Juve di quegli anni è ricordata come l’eterna seconda, infatti inizia una serie lunghissima di finali perse: con Roma nel 1986 in Coppa Korac, con Milano ai playoff scudetto dello stesso anno, l’anno successivo stesso copione sempre con Milano, ma nel 1988 arriva finalmente il primo successo: la Coppa Italia conquistata ai danni di Varese. In questi anni Oscar è sempre più leader della squadra con la sua straordinaria classe ed il suo tiro infallibile che inizia ad essere considerato sempre di più una sentenza dai suoi avversari. Nel Draft 1984 è la scelta numero 15 del 6° giro dei New Jersey Nets ma non arriva mai a giocare nella lega americana, il suo ambiente naturale è l’Europa e Caserta in particolare. Il 14 marzo 1989 al Peace and Friendship Stadium di Atene va in scena la finale di Coppa delle Coppe tra la Snaidero Caserta di coach Marcelletti ed il Real Madrid: è questa la partita di cui il signore del bar su citato sicuramente vi parlerà. Caserta perde dopo un supplementare per 117-113: Oscar ne fa 44 ma dall’altra parte c’è un certo Drazen Petrovic che ne fa invece 62 in una partita che resterà negli annali della pallacanestro europea. La maturazione di Nando Gentile ed Enzino Esposito portano nell’estate del 1990 la società di Giovanni Maggiò a riflettere sulla possibilità di salutare il suo campione brasiliano e responsabilizzare maggiormente i due valentissimi prodotti del suo settore giovanile ed infatti Oscar non sarà parte della squadra che conquistò lo storico scudetto a Milano il 21 maggio 1991. O Rey continuerà a giocare in Italia a Pavia fino al 1993 prima di trasferirsi al Valladolid e poi tornare in Brasile. L’8 dicembre 2003 presso il PalaMaggiò si disputa una partita amichevole con i migliori giocatori italiani e stranieri dell’epoca di Oscar per celebrare il suo addio alla pallacanestro giocata alla veneranda età di quarantacinque anni, il suo discorso in lacrime di quella sera ai tifosi casertani resterà nella memeoria di tutti i presenti ed anche di chi ama il basket ma, per motivi anagrafici, non c’era quella sera e che avrà sicuramente visto almeno una volta il video su internet.
    Oscar è il detentore del record di punti segnati in carriera con 49.737 pt in ventisei anni di attività, il secondo posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre nel campionato italiano secondo solo ad Antonello Riva che però conta un numero nettamente maggiore di presenze. Oscar è il giocatore straniero che ha segnato di più nel nostro campionato (34,6 pt di media a gara), ha superato 28 volte quota 50 pt in una partita in 403 gare. L’ultimo successo del campione brasiliano è stata la gra del tiro da tre punti nell’All Star Game del 2003.
    Dal 2011 è impegnato nella dura lotta contro il tumore che lo ha portato due volte sotto i ferri nel 2011 e nel 2013, la città di Caserta si sta dimostrando emotivamente vicina ad un campione che ha fatto la sua storia sportiva.
    In definitiva se chiedete al vecchietto del bar chi è stato il giocatore più forte che abbia mai vestito i colori bianconeri lui vi citerà tanti nomi, ma alla fine dirà che Mão Santa sarà sempre O Rey di Caserta.
    Emanuele Terracciano

    PUBBLICATO IL: 12 marzo 2014 ALLE ORE 20:57