Come Piero Fassino poté salutare al telefono, con Gianni Consorte, la chiusura dell’affare, poi abortito per i noti motivi, dell’acquisizione, da parte di UNIPOL della BNL, con l’ormai celeberrima frase “ abbiamo una banca”, così stamattina ci piace, ed è divertente immaginare che Pasquale Giuliano, senatore e coordinatore provinciale del PDL, possa aver telefonato al suo amico e sodale Nicola Golia, per dirgli: ”abbiamo un direttore, anche noi comandiamo nella Sanità.”
Stanotte, si è chiusa la vicenda della nomina di Gaetano Danzi a nuovo direttore sanitario dell’ASL di Caserta. Un’ operazione di tale rozzezza lottizzatoria non era avvenuta neanche ai tempi del mitico “Ciccio a capocchia”, al secolo Francesco Testa.
Una lotta senza esclusioni di colpi, che ha visto schierati, da un lato Pasquale Giuliano, lo stesso Pasquale Giuliano, Mario Landolfi e Nicola Cosentino, dall’altro, il solo Paolo Romano, il quale, pensando, da vero ingrato, che Nicola Cosentino sarebbe finito in galera è saltato sul Carro di Caldoro pensando che questi gli si affiancasse nell’operazione, la quale , nelle sue intenzioni avrebbe dovuto condurre alla nomina alla direzione sanitaria di Diego Paternosto.
Romano ha sbagliato due volte, ha sbagliato con il pallottoliere dei parlamentari, dato che Cosentino in carcere non c’è andato, ha sbagliato pensando che Caldoro potesse e volesse interferire nella nomina di direttore sanitario ASL.
In tutto questo, un ruolo furbo l’ha giocato anche Menduni, direttore generale, che voleva Danzi perché questi è amico suo dai tempi di Roma.
Conclusione: Danzi e Paternosto due direttori di dipartimento, che “hanno scalato la fortuna” grazie alla politica e non certo grazie alla dotazione di grandi qualità scientifiche.
Entrambe erano opzioni molto scadenti. entrambi rappresentano ancora emblematicamente il marchio di una politica che continua a esistere e ad adoperare in termini di potere e non in termini di promozione della qualità dei servizi.
Gianluigi Guarino
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