La morte di Miriam e la fede senza rituali. GUARDA IL VIDEO DEL SUO FUNERALE

Il nostro omaggio a una donna, il cui sacrificio ci ha costretti a riflettere, in questi giorni, sul senso della vita. Le mie personali sensazioni sulla cerimonia di stamattina, a San Nicola

SAN NICOLA LA STRADA- Quando della morte si parla così, quando della morte si canta così, la morte diventa dignitosa, un punto qualificante della vita, finale per chi non crede nella trascendenza, intermedio  per chi, al contrario, nella trascendenza crede.

 Ecco quello che mi rimane dentro della cerimonia funebre di Miriam Narducci, dui cui ho voluto respirare l’aria, è più che registrare le parole.
 Le ho guardate le facce dei suoi amici, di quelli che ne condividevano la stessa fede, la stessa confessione evangelico – pentecostale. Nessuno di loro aveva un viso compunto, nessuno di loro indossava una divisa emotiva di ordinanza. Stavano lì normali, normalmente tristi, tristemente normali. Ma naturali, come naturale può essere solo il viso di chi è convinto di una cosa e di chi quella convinzione ha fatto un pensiero pacifico e pacificato.
Ho paragonato, nella mia testa, questa funzione alle tantissime a cui hio assistito nelle chiese pure cristiane, ma di rito cattolico romano: lì vedi le facce e ci leggi dentro lo stanco rituale di una morte, vissuta come copia conforme di tutte le morti. Lì capisci che troppi secoli sono passati e che tutto invecchia, non la fede, ma l’espressione di una fede piuò invecchiare, fiaccandone l’autenticità.
Forse è solo una suggestione, forse perché ognuno di noi è conquistato dalle novità (e un funerale con questo rito per il sottoscritto era una novità), ma lì a San Nicola,  nella sala del tempio, trasformatasi in un vero bagno turco, non abitava solo la compostezza. Abitava la fede, prima e non certo dopo la sua espressione, prima e non dopo il suo alfabeto.

 

QUI SOTTO IL VIDEO, CHE RAPPRESENTA IL TRIBUTO DI CASERTACE A QUESTA RAGAZZA CHE CI HA COSTRETTI, COL SUO SACRIFICIO, A RIFLETTERE MOLTO SUL SENSO DELLA VITA, SUL SENSO DELLA MORTE, SUL SENSO DELL’AMORE.

Gianluigi Guarino

 



30 agosto 2011
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