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    Zaccariello assessore, la prefettura (naturalmente!) fa come Ponzio Pilato: “Decida Zinzi”. Ma diciamo zitti, zitti a Danilo D’Angelo, altrimenti stavolta ci muore sotto


      In calce all’articolo il testo integrale sullo scontato parere di prefettura e ministero degli Interni sulla vicenda del valore che ha l’atto di notifica come espressione di volontà. Non c’è una normativa ad hoc, ma solo un principio generale a cui il presidente si deve attenere. Chiaramente, ci sarebbe una scappatoia per il Pdl, […]

    Nelle foto, da sinistra, Zaccariello, il prefetto Pagano e Zinzi

     

    In calce all’articolo il testo integrale sullo scontato parere di prefettura e ministero degli Interni sulla vicenda del valore che ha l’atto di notifica come espressione di volontà. Non c’è una normativa ad hoc, ma solo un principio generale a cui il presidente si deve attenere. Chiaramente, ci sarebbe una scappatoia per il Pdl, ma siccome Cosentino e Giuliano sono troppo intelligenti, non gliela suggeriamo

    Caserta – Io non so se i politici di qua ci sono o ci fanno. In questo caso specifico, sicuramente ci fanno. Che cavolo lo vai a chiedere a fare un parere, alla prefettura di Caserta, su un fatto politico, che solo formalmente è istituzionale? Come è sempre successo, e avemmo a scrivere alcune settimane fa, la prefettura di Caserta, ente che non ha mai inciso in nulla, se non per le ciofeche, fatte a suo tempo di un manipolo di viceprefetti, che te li raccomando, e il ministero degli Interni, ad essa sovraordinato, se ne lavernno le mani. L’avevamo previsto quando uscì fuori la storia del parere chiesto sulla qualificazione dell’atto di volontà, del consigliere provinciale Zaccariello, in relazione alla sua nomina ad assessore provinciale. La sua firma sotto l’atto di notifica del decreto di nomina è o meno un’attestazione di volontà?

    Il furbo, esperto, avveduto Zinzi sapeva benissimo che la prefettura se ne sarebbe lavata le mani, anche perchè nel ginepraio fittissimo della legislazione nazionale e locale, non esiste un rigo che specifica con precisione quali sono i requisiti affinché un atto possa essere considerato un’espressione di una volontà esplicitata in maniera inequivocabile.

    Ed è proprio questo che il ministero degli Interni e la prefettura di Caserta hanno scritto nel loro parere: la giurisprudenza e il Consiglio di Stato sanciscono che l’atto debba essere, appunto “espressione inequivocabile della propria volontà, ma non veniteci, così sembra raccontare la nota ministeriale e prefettizia, a chiedere quale atto possa essere considerabile espressione di una volontà inequivocabile, dato che noi non lo sappiamo, dato che non c’è una legge e neppure un articolo del regolamento della Provincia di Caserta che lo stabilisca.

    E allora che cosa si fa con il caso Zaccariello?

    Ponzio Pilato dopo essersi lavato le mani, sbolognò il caso al sinedrio; oggi la prefettura di Caserta dice a Zinzi: decidi come ti pare.

    Ora, se Zinzi mantiene il punto delle scorse settimane, considererà Zaccariello assessore provinciale, procedendo alla surroga di 4 consiglieri e non di 3, anche se consiglio di non farlo sapere o di dirlo con garbo, supportati da una scorta di valium, a Danilo D’Angelo da Casagiove, quarto dei non eletti nella lista del Pdl e, dunque, stando così le cose neo consigliere provinciale, al pari del sannicolese  Sortino, al pari del teverolese Gennaro Caserta e dell’aversano Elia Barbato.

    La volta scorsa, infatti, quando Zaccariello sembrava aver accettato, D’Angelo organizzò addirittura una festa a Casagiove e per poco non lo stroncò una sincope quando Pasquale Giuliano, pressato da Nicola Cosentino, dopo che lo scorso 1 agosto aveva scritto un biglietto con i 4 nomi  che Zinzi avrebbe, poi effettivamente, nominato,  compì una delle sue proverbiali giravolte, applicando le orecchie d’asino a tutti quelli che sostenevano che la semplice accettazione di un atto di notifica rappresentasse l’espressione di una verità inconfutabilmente espressa.

    Stamattina, naturalmente, l’ineffabile Pasquale Giuliano, lungi dall’arrivare alla conferenza stampa sul congresso provinciale del Pdl fornito di orecchie d’asino, ha detto, naturalmente, che il ministero non ha dato ragione a Zinzi, ma a lui.

    Dunque, ma la deduzione è nostra, Zinzi sarebbe un asino, ma un asino con i galloni da generale, dato che, mentre Giuliano continua a raccontare a tutti che la luna è quadrata e grazie a questo raccontino si avvia a candidarsi per la quarta legislatura, sarà lui, Zinzi, a decidere se Zaccariello sarà o meno assessore.

    Gianluigi Guarino

     

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA RISPOSTA DEL MINISTERO DEGLI INTERNI E DELLA PREFETTURA SUL CASO ZACCARIELLO

     

     

    PUBBLICATO IL: 1 ottobre 2012 ALLE ORE 16:48