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    Trasporti di studenti e pendolari, da oggi è guerra aperta e dichiarata tra Zinzi e Caldoro sull’affare Clp


    La Provincia ha annunciato ufficialmente che non parteciperà più alle riunioni dell'organismo di indirizzo. Tutto iniziò quando certi uffici della Regione peronarono non poco l'avvento a Caserta dei chiacchierati imprenditori napoletani, colpiti dall'anno scorso anche da un'interdittiva antimafia

    zinzi

    CASERTA - Lo strappo è totale, definitivo e, in pratica, pone fine a decenni di cogestione dei trasporti pubblici su gomma da parte della regione Campania e dell’amministrazione provinciale di Caserta.

    Iprodromi della rottura definitiva di oggi sono stati parecchi. Non è un mistero che all’amministrazione provinciale di Caserta non sia andata giù quella che, agli occhi di Zinzi, è sembrata una vera e propria imposizione, cioè l’aggiudicazione agli imprenditori napoletani Esposito di Clp del servizio di trasporti passeggeri, ereditato dalla decotta e fallita Acms. A peggiorare ulteriormente il clima c’è stata anche l’interdittiva antimafia che ha colpito qualche mese fa Clp, ma oggi, con questo comunicato, Zinzi vuole porre una linea di demarcazione chiara, netta, invalicabile: il trasporto su gomma dei passeggeri, dei pendolari, degli studenti della Provincia di Caserta è esclusiva competenza della Regione Campania. Questo viene formalizzato nero su bianco dalla decisione ufficiale di non partecipare più alle riunioni del comitato di indirizzo e monitoraggio dei servizi di Tpl, a quello che è il sostanziale organismo di compartecipazione gestionale in cui la Provincia di Caserta, soprattutto a causa della forte ipoteca che certi ambienti tecnocratici della Regione Campania hanno voluto esercitare al momento dell’aggiudicazione della gara, ha contato sempre di meno, visto che, diciamocela tutta, Esposito e Clp se ne sono sempre altamente strafregati degli indirizzi di Zinzi e dei suoi uomini, si sentivano blindatissimi dalle protezioni vantate nei già citati uffici regionali.

    G.G.

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA CON LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ZINZI 

    La Provincia di Caserta non parteciperà più alle riunioni del comitato di indirizzo e monitoraggio dei servizi di Tpl (Trasporto pubblico locale) istituito dalla Regione Campania. Questo il messaggio contenuto nella missiva inviata dal presidente dell’Ente di Corso Trieste, Domenico Zinzi, e dall’assessore provinciale ai Trasporti, Giovanni Mancino, al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, ai presidenti delle altre Province campane e al direttore generale per la mobilità della Regione Campania.

    La decisione trova motivazione nella totale sottrazione delle competenze di amministrazione attiva in materia di trasporto pubblico locale in capo alle Province della Campania operata sul piano normativo dalla legge regionale n. 5 del 2013. Nella nota si legge che “appare irrazionale l’attribuzione di una mera facoltà (tra l’altro non compiutamente determinata) di concorso ad attività di pianificazione e programmazione di servizi che non si accompagni alla possibilità di incidere, in modo concreto, sull’assetto organizzativo e sul concreto svolgimento degli stessi”.

    “Poiché le attribuzioni sono state interamente attratte e centralizzate a livello regionale – prosegue la lettera della Provincia – pare coerente che tutte le scelte relative al Tpl abbiano un unico centro di imputazione, con conseguente assunzione delle relative responsabilità, senza surrettizi tentativi finalizzati alla realizzazione di una condivisione, meramente formale e priva di ogni contenuto sostanziale, di decisioni assunte in altri sedi”.

    “Resta fermo – conclude la nota – che l’atteggiamento della Provincia muterebbe di segno qualora la Regione, anche alla luce dei numerosi contenziosi giurisdizionali tuttora pendenti, ritenesse di recuperare un ruolo effettivo, nell’ambito del Tpl, alle Province”.

    PUBBLICATO IL: 22 marzo 2014 ALLE ORE 13:03