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    SI VOTA IL 3 NOVEMBRE- ESCLUSIVA – PD, Ecco il testo integrale del verbale della commissione regionale che segna la sconfitta totale della Picierno, di Caputo e di Marino. E’ un commissariamento di fatto


      Naturalmente, non è sancita la data del congresso provinciale, ma indicando ripetutamente la clausola dei poteri sostitutivi e indicando la data del 6 novembre quale termine ultimo per la prima riunione dell’assemblea, è Napoli a stabilire, che dovrà fare Caserta CASERTA – Siamo in grado di pubblicare il testo integrale del verbale, redatto ieri, […]

     

    nella foto Caputo, Marino, Picierno

    Naturalmente, non è sancita la data del congresso provinciale, ma indicando ripetutamente la clausola dei poteri sostitutivi e indicando la data del 6 novembre quale termine ultimo per la prima riunione dell’assemblea, è Napoli a stabilire, che dovrà fare Caserta

    CASERTA – Siamo in grado di pubblicare il testo integrale del verbale, redatto ieri, venerdì, dalla commissione regionale del PD per i congressi.

    C’è una particolarità, evidentemente non casuale, legata alla sequela di prescrizioni, relative alle procedure, spedite alla commissione provinciale di Caserta: ognuna di queste prescrizioni è sempre accompagnata dalla perentoria affermazione, relativa all’esercizio del potere sostitutivo da parte della Commissione regionale.

    In poche parole, la corrente della Pina Picierno, di Nicola Caputo e di Carlo Marino non ha più alcuno spazio per tentare di realizzare quello che era il proprio obiettivo: far rinviare il congresso ed evitare la vittoria, data quasi per scontata, di Raffaele Vitale, sostenuto dall’area degli ex DS di Dario Abbate, da quella che fa riferimento all’ex parlamentare Stefano Graziano, alle quali si è aggiunta anche l’area riferibile al sindaco di Piedimonte Matese, Enzo Cappello, a cui è associata anche Lucia Esposito.

    La commissione regionale non indica mai la data precisa in cui il congresso provinciale di Caserta dovrà svolgersi. Se l’avesse fatto, si sarebbe trattato di un commissariamento formalizzato e ufficializzato. Tutto sommato, una sfumatura, dato che il commissariamento di fatto si verifica con quella lunga sequenza di affermazioni sul potere sostitutivo che entrerebbe in funzione qualora la commissione provinciale non rispettasse le date e i momenti precisi in cui dovrà assolvere a tutte le sue funzioni in merito alla convocazione di ognuno dei circoli della provincia di Caserta, chiamati a votare per il nuovo segretario provinciale.

    E che Caputo, la Piciarno e Carlo Marino non abbiano più possibilità di movimento, non possano più scaraventare la palla in tribuna, per dilazionare i tempi della loro sconfitta, è dimostrato dal paletto che la commissione regionale conficca profondissimo e che rappresenta il limite invalicabile di tutta la procedura: entro il prossimo 6 novembre, dovrà tenersi la prima seduta dell’assemblea provinciale che, naturalmente, lavorerà per la costituzione della nuova direzione, da cui verrà fuori la procedura che impegnerà anche il partito casertano da un punto di vista politico, ma anche organizzativo, in prospettiva della convenzione nazionale del prossimo 8 dicembre, che eleggerà il prossimo segretario nazionale tra i candidati Renzi, Cuperlo, Civati e Pittella.

    In poche parole, entro oggi, sabato 26 ottobre, tutto dovrà essere definito. E a questo punto, pur non avendolo mai scritto nel verbale, approvato all’unanimità, dunque anche con il voto favorevole dei componenti, a questo punto rassegnati, dell’aera Picierno-Caputo-Marino, la commissione regionale conduce implicitamente il PD di Caserta a una data ben precisa: domenica 3 novembre, che sarà quella in cui si voterà per il segretario provinciale.

    Conclusione: come avevamo facilemnete preventivato, l’anello debole, anzi debolissimo della strategia della Picierno, di Caputo e di Carlo Marino, è stata rappresentata dal fatto evidente che le procedure del congresso provinciale di Caserta rappresentano la tessera del un mosaico complessivo delle procedure regionali e nazionali, le quali dovranno essere completate improrogabilmente entro l’8 dicembre.

    E figuriamoci se le necessità di risdoganamento di Nicola Caputo e quelle di trovare un posticino al sole per qualche candidatura prossima da parte di Carlo Marino, potevano essere argomenti tanto forti da bloccare il partito a livello nazionale!

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 ottobre 2013 ALLE ORE 10:11