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    SENSO CIVICO: “Noi cittadini di Grazzanise condividiamo la libera espressione del voto?”


    Pubblichiamo il volantino che il movimento dei mazzoni distribuirà domenica prossimo  in via C. Battisti CARISSIMI CITTADINI Votare significa essere cittadini, non vassalli. In conformità a questo principio, nei prossimi mesi, il comitato “Senso Civico” realizzerà una serie d’iniziative sul: VALORE DEL VOTO Vogliamo riflettere con voi su questo straordinario strumento che rappresenta la massima espressione […]

    Pubblichiamo il volantino che il movimento dei mazzoni distribuirà domenica prossimo  in via C. Battisti

    CARISSIMI CITTADINI

    Votare significa essere cittadini, non vassalli. In conformità a questo principio, nei prossimi mesi, il comitato “Senso Civico” realizzerà una serie d’iniziative sul:

    VALORE DEL VOTO

    Vogliamo riflettere con voi su questo straordinario strumento che rappresenta la massima espressione della libertà di un popolo e che gli consente, tra l’altro, di decidere quale società futura vuole costruire per sé e per i propri figli.

    Attenzione: non vi stiamo chiedendo di votare per noi (non ancora); vogliamo solo aprire una libera discussione con tutti per giungere insieme più preparati, più maturi e più consapevoli al momento delle elezioni amministrative, ancora sufficientemente lontane. Assegnare un voto autonomo, con accortezza, senso di responsabilità e non asservito, vuol dire facilitare i presupposti per una tangibile realizzazione dei diritti democratici di ciascuno.

    Un tempo potevano esercitare il diritto di voto solo i maschi di età superiore ai venticinque anni che sapessero leggere e scrivere e che pagavano un tributo al Regno; votavano i magistrati, i professori, gli ufficiali e gli appartenenti al “censo” (unica labile forma democratica), tutto in barba ai comuni cittadini, considerati ufficialmente solo sudditi e spettatori. Successivamente fu il tempo dei Decurioni e poi dei Podestà; i primi provenienti da famiglie possidenti, i secondi da regime dittatoriale. Poi è giunta la democrazia e con essa il suffragio universale: Costituzione Art. 48 – “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”, e i principi del voto: “Il voto è personale e uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.

    Ci chiediamo: oggi, possiamo davvero sostenere che l’esercizio del voto sia realmente libero? Possiamo affermare che il voto espresso sia coscienzioso e affrancato dai condizionamenti dei politici di turno  i quali, identificandosi spesso come l’unica parte blasonata, sapiente e progredita della società,  si ritengono possessori delle verità universali?

    Reputiamo, e qui si apre con voi un confronto, che il voto non è e non può essere privilegio di alcuni, bensì la partecipazione e la dignità politica del cittadino libero e non condizionato, umiliato o soggiogato dal convenzionalismo politico, conquistato dalle vane promesse, vinto dai compromessi, angustiato dal sottile ricatto che tale non appare, assillato dai vincoli di parentela e infine schiacciato dalla potenza economica.

    Ripercorrendo il cammino storico delle nostre votazioni, abbiamo riscontrato che:

    normalmente, quando ci sono le elezioni comunali, c’è sempre qualche condizionamento che crea difficoltà nell’esprimere il proprio pensiero come ad esempio un parente candidato che noi votiamo perché “ è della famiglia”, qualche amico che ha bisogno di risolvere un personale problema e al quale per affetto e rispetto della persona non riusciamo a dire di no, convinti di aiutarlo a risolvere la sua difficoltà, qualche politico benevolo pronto a offrirci un bel posto di lavoro (possibilmente statale, con poca fatica e un buono stipendio) suscitando in noi la speranza di sistemare qualche figlio, infine, ancora qualche buon conoscente che lavorando in un ufficio pubblico o comunque occupando un “posto importante” in altro tipo d’impiego, agevola una pratica aiutandoci a superare le difficoltà della burocrazia amministrativa. Sicuramente la necessità o la speranza di un lavoro possono spingerci a sottostare a tristi compromessi, ma è bene pensare che nell’illusione di ottenere un sollievo alle nostre difficoltà, può capitarci di peggio. Se quel nostro amico, parente, conoscente o politico non è motivato dal bene comune, avrà certamente risolto i propri bisogni, ma non riuscirà mai a risolvere quelli dell’intera cittadinanza sulla quale ricadranno i problemi delle tasse, dell’immondizia, della salute, della scuola e della mancanza dei servizi necessari utili ad assicurare una vita decorosa per tutti. Riflettendo ci si rende conto che assegnare un voto sulla base di detti principi è errato.

    Precisiamo che è nostro desiderio, riscattare il diritto di voto ponendo in essere ogni azione tesa a demolire i vecchi costumi, nella speranza di affermare il diritto di essere liberi e non prigionieri dei condizionamenti generati da pressioni di qualsiasi natura che a null’altro possono condurre se non a un appiattimento della comunità. Manifestando liberamente il voto, con senso di responsabilità, non solo si dimostra di avere a cuore le sorti del proprio paese, ma ci si rende promotori di una politica intesa come servizio al cittadino. Solo in tal senso potrà essere individuato il rappresentante politico capace di garantire una trasparente e corretta amministrazione. Quando ciò si verificherà, tutti avremo raggiunto lo scopo.

    A questo punto sorgono spontanee le domande alle quali ciascuno risponderà secondo propria saggezza e coscienza.

     Noi cittadini di Grazzanise condividiamo la libera espressione del voto? Siamo consapevoli dell’importanza che esso esercita nel determinare una buona amministrazione?  Come intendiamo scegliere i candidati al Comune cui dare il nostro voto?

    Per esprimere la tua opinione: comitatosensocivico@gmail.com

    PUBBLICATO IL: 11 ottobre 2013 ALLE ORE 16:18