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    Se fosse stato il primo aprile ci saremmo salvati col pesce, e invece abbiamo scritto una cazzata. Purtroppo Garofalo, Stellato, Zaccariello e gli altri parassiti vivranno alle spalle dell’Italia per altri 15 mesi. Ecco i commi decisivi


    Pur avendo lavorato a lungo sulle 19 pagine del testo, ci erano sfuggite le lettere a e b del comma 79, che contengono una notizia raggelante per i cittadini di Caserta.

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    CASERTA – Di errori ne facciamo pure noi, ma succede per eccesso di generosità, per voler affrontare più argomenti complessi con il lavoro di due o tre persone nel giro di poche ore.

    Pesantissime inchieste che necessitano di analisi e studio documentale.

    Questa è stata la mattinata di ieri di Casertace, e dentro a questo difficilissimo cimento, è sfuggito ai nostri occhi stanchi un minuscolo comma del maxiemendamento, approvato dal Senato l’altro ieri in tema di riordino delle Province.

    Non avendolo assorbito, ci è mancato il riferimento normativo alla temporalità della riforma, e questo ci ha portato a ritenere che i consigli provinciali andassero verso l’abolizione tutti, sin da ora.

    In realtà, non è così: vanno a casa, e nemmeno la prossima settimana, ma nei prossimi mesi, i consigli provinciali, i presidenti delle Province e le giunte di quelle amministrazioni, il cui mandato elettorale è in scadenza durante la primavera del 2014.

    Recita, infatti, testualmente, il comma 79: “In sede di prima applicazione della presente legge, l’elezione del consiglio provinciale presieduto dal presidente della Provincia o dal commissario (si parla del nuovo consiglio provinciale, frutto della elezione non a suffragio universale, ma da parte dell’assemblea dei sindaci) è indetta:

    lettera a: entro il 30 settembre 2014 per le Province i cui organi scadono per fine mandato nel 2014“.

    Il presidente della Provincia Zinzi sostiene che il maxiemendamento parli solo delle Province in scadenza nel 2014 e, dunque, faccia rimanere implicitamente in carica gli organismi delle amministrazioni provinciali in scadenza in anni diversi dal 2014 e, dunque, anche quella di Caserta, che scade nel 2015.

    La lettera b del comma 79, invece, contiene una previsione esplicita sulle amministrazioni provinciali in scadenza negli anni successivi al 2014.

    Se, infatti, in sede di prima applicazione della presente legge è indetta l’elezione del consiglio provinciale entro il 30 settembre 2014 per le amministrazioni in scadenza durante il 2014, questa elezione è indetta, ai sensi della lettera b “successivamente a quanto previsto alla lettera a, entro 30 giorni dalla scadenza (ed eccola l’espressione decisiva) per fine mandato, ovvero (che in questo caso vale come oppure) dalla decadenza o scioglimento anticipato degli organi provinciali“.

    Insomma, se il fine mandato di Zinzi è fissato per maggio 2015, le elezioni per il nuovo consiglio provinciale da parte dei sindaci dovranno essere indette entro la metà di giugno del 2015.

    Zinzi, dunque, questo consiglio provinciale e questa giunta, rimarranno in carica per altri 15 mesi.

    Ci scusiamo con i lettori, soprattutto per averli illusi sul fatto che questa pletora di sfaccendati, che incassa soldi pubblici senza dedicare un solo pensiero al bene comune, andasse a casa già dalla prossima settimana.

    Cercheremo di stare più attenti.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 28 marzo 2014 ALLE ORE 9:22