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    S.MARIA C.V, Pina e Rosida, due rose piene di spine rovinano i sogni di Antonio Mirra


      Completiamo la prima analisi delle posizioni in campo nel Pd casertano e sammaritano in vista delle prossime elezioni S.MARIA C.V – Chiudiamo, oggi, domenica, come promesso, con la sua seconda puntata la storia delle prime ambizioni non enunciate, ma implicite in attività mirate da parte di chi nel Pd casertano desidera fortissimamente candidarsi alle […]

     

    Nella foto Picierno, Mirra e Baia

    Completiamo la prima analisi delle posizioni in campo nel Pd casertano e sammaritano in vista delle prossime elezioni

    S.MARIA C.V – Chiudiamo, oggi, domenica, come promesso, con la sua seconda puntata la storia delle prime ambizioni non enunciate, ma implicite in attività mirate da parte di chi nel Pd casertano desidera fortissimamente candidarsi alle prossime elezioni politiche e alle prossime elezioni regionali, fermo restando che, almeno per le prime, l’operazione si dovrebbe realizzare previo il passaggio dalle primarie.

    Ieri, sabato, ci siamo soffermati sulle non nascoste ambizioni di Antonio Mirra, consigliere provinciale che dopo una digressione para-zinziana è tornato all’ovile del Pd con un unico obbiettivo: le prossime elezioni regionali.

    Sempre ieri abbiamo scritto che qualche chance ce l’ha, visto che la sua ambizione non si scontra con quella in perenne tiro della famiglia Stellato, che tenterà per la seconda volta l’elezione di Camilla Sgambato, moglie del consigliere provinciale e comunale, Giuseppe Stellato, e madre del vicesegretario provinciale Pasquale Stellato. Non dovrebbe essere un problema per Antonio Mirra neppure l’alternanza di genere.

    Nelle liste che per effetto della riduzione dei consiglieri regionali non saranno più composte da 8 candidati, ma da 7, conoscendo gli usi e costumi del Pd casertano, troveranno spazio quattro ometti.

    Oddio, non è che di posti ce ne siano a iosa, in considerazione del fatto che nell’area della maggioranza uno dovrebbe toccare al sindaco di Villa di Briano, Dionigi Magliulo, sostenuto da Nicola Caputo, o a Caputo stesso, salvo complicazioni.

    Un altro posto andrà in quota ex Ds, e sarà occupato da uno tra Dario Abbate e Luigi Munno. Sempre in area maggioranza interna, non considera in discussione la propria candidatura il sindaco di Piedimonte Matese e presidente provinciale del Pd, Enzo Cappello.

    Rimane un quarto nome al maschile, e questo potrebbe essere rappresentato proprio da quello dell’avvocato di S.Maria C.V, riferendoci, in quest’ultimo caso, ad Antonio Mirra e non a Giuseppe Stellato, anche se è sempre meglio andarci con i piedi di piombo, viste le usanze di famiglia che non ci portano ad escludere a priori l’idea che la moglie possa gareggiare per il parlamento, il marito per il consiglio regionale e, purtroppo, per il figlio dovranno ricorrere ad elezioni col das, dato che quelle provinciali, che pure si sarebbero svolte l’anno prossimo, sono state abolite.

    Avevamo, però, annunciato un problema per Antonio Mirra. Non è quello di Stefano Graziano, il quale giocherà la sua partita alle primarie e che alle regionali proverà a non irrigidirsi mettendosi in contrasto o con questo o con quell’altro. Graziano esprimerà un candidato, ma non dovrebbe essere un candidato di rottura.

    Il vero problema per Antonio Mirra si chiama, invece, Pina Picierno, la quale si è messa in testa di candidare alle regionali una brava ragazza di S.Maria C.V, la commerciante Rosida Baia. Questo andrebbe a squilibrare la lista rendendola evidentemente sbilanciata sulla città del Foro.

    I giochi sono appena iniziati e ci sarà tempo per seguirli e per raccontarli. Noi di Casertace, ovvio, saremo sempre un passo avanti.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 9 febbraio 2014 ALLE ORE 15:45