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    ROMANO QUASI FUORI, POLVERINO NON E’ MAI STATO IN LIZZA. ESCLUSIVA – Elezioni Europee, si va verso la lista unica Ppe con Forza Italia, Udc, e sigle minori


        Certa solo la ricandidatura di Aldo Patriciello CASERTA – Tanto agitarsi nell’attività di piantare bandierine di qua o di là, di commissionare ai vari Affinito, Nicola Garofalo, Pasquale Giuliano, Sagliocco e compagnia di sorvegliare il campo e di dedicare ogni nomina di sottogoverno alla propria causa, potrebbe anche non risultare un esercizio utile, ma […]

    Nelle foto, Aldo Patriciello, Angelo Polverino e Paolo Romano

     

     

    Certa solo la ricandidatura di Aldo Patriciello

    CASERTA – Tanto agitarsi nell’attività di piantare bandierine di qua o di là, di commissionare ai vari Affinito, Nicola Garofalo, Pasquale Giuliano, Sagliocco e compagnia di sorvegliare il campo e di dedicare ogni nomina di sottogoverno alla propria causa, potrebbe anche non risultare un esercizio utile, ma una lunga e oziosa opera di preparazione di un evento che non arriverà mai.

    Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale ha fatto della candidatura alle prossime elezioni Europee, una sorta di ragione di vita, uno spartiacque da superare ad ogni costo e con ogni mezzo.

    Ma le notizie che arrivano da Roma, soprattutto quelle che arrivano da Bruxelles e Strasburgo sono tutt’altro che buone, per l’esponente politico quartese, trapiantato a Capua.

    Il Ppe vuole, finalmente dare alle prossime elezioni di maggio un vero connotato europeo, liberandole dal banale senso che hanno avuto fino ad oggi, a partire dalle prime, celebratesi nel 1979, fino a quelle ultime del 2009.

    Queste elezioni non devono essere un test straprovinciale, in cui le varie forze politiche nazionali regolano i loro conti e i loro rapporti di forza, collegando la consultazione ai temi nazionali e non a quelli europei, che di queste elezioni dovrebbero essere il fulcro fondante, ma una grande consultazione in cui i macropartiti del continente e cioè, il Partito Popolare Europeo, quello Social Democratico e le altre costellazioni minori, ambientalistiche, demagogico-populiste, euroscettiche e compagnia si confrontino solo e solamente sui temi dell’Unione, su quella che potrà essere in futuro non solo da un punto di vista economico, ma anche da un punto di vista politico, in una connessione federale che è una cosa tanto grande da poter essere realizzata solo attraverso un mandato popolare diretto ed esplicito.

    Naturalmente, le mezze figure politiche, come possono essere considerate un Romano e anche un Polverino rischiano di rimanere tagliate fuori da questi processi e dalle linee interpretative degli stessi.

    Questo, per quanto riguarda i profili di alta competenza ed esperienza politiche che servono per un tipo di consultazione di questo genere. Poi c’è anche un problema pratico: se si dovesse realizzare una sola lista del Ppe, alla quale contribuirebbe Forza Italia, l’Udc, Scelta Civica, Grande Sud, e gli altri gruppi minori della galassia berlusconiana, capiterebbe che nella circoscrizione meridionale i posti in lista si restringerebbero per tutti. Ad occhio e croce, a Forza Italia toccherebbero 5, al massimo 6 candidati, da ripartire nelle 6 regioni costitutive della citata circoscrizione.

    Alla Campania ne toccherebbero 1, al massimo 2, fermo restando la blindatissima ricandidatura di Aldo Patriciello.

    Se questa cosa si realizzerà, oggi siamo in grado di scrivere e di accettare scommesse sul fatto che né Paolo Romano, né, tantomeno, Angelo Polverino saranno candidati nella lista del Partito Popolare Europeo. Dovranno cercare posto altrove, ma col problema dello sbarramento al 4%, si tratterebbe di un vagare, somigliante a quello dantesco delle anime in pena.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 23 settembre 2013 ALLE ORE 12:15