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    Ricorso ufficiale di Landolfi e Coronella per ottenere l’annullamento del congresso. Attacco a Nitto Palma, ma se la fanno addosso quando devono fare il nome di Cosentino


      Abbiamo dato un’occhiata al testo del ricorso, che, riportiamo integralmente in link, in calce a questo articolo. Molto di quello che è scritto, è già conosciuto, su qualcosa abbiamo voluto ragionare un po’. In conclusione, Coronella e Landolfi sposano la posizione di Casertace, che sin dal primo minuto ha chiesto la pubblicazione dei nomi […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Roma, Gennaro Coronella e Nicola Cosentino

     

    Abbiamo dato un’occhiata al testo del ricorso, che, riportiamo integralmente in link, in calce a questo articolo. Molto di quello che è scritto, è già conosciuto, su qualcosa abbiamo voluto ragionare un po’. In conclusione, Coronella e Landolfi sposano la posizione di Casertace, che sin dal primo minuto ha chiesto la pubblicazione dei nomi dei quasi 7000 presunti votanti

    Caserta –  Il testo del ricorso presentato da Luigi Roma, fedelissimo di Gennaro Coronella, finalizzato a far annullare il congresso provinciale del Pdl, non esprime contenuti molto diversi da quelli che hanno riempito le prese di posizione del gruppo dei landolfiani all’indomani dell’assise del Crowne Plaza.

    Si fa riferimento, infatti, alla ormai già vexata quaestio delle sole 4 ore di dibattito a fronte delle 10 ore di votazione, si fa riferimento, ancora, alla epurazione dello stesso Coronella dalla carica di vice-coordinatore e alla esclusione premeditata di tutto il gruppo storico degli ex An.

    Un paio di cosette, però, vanno rilevate, dopo la lettura del testo del ricorso, che pubblichiamo integralmente nel link in calce a questo articolo: i landolfiani additano Nitto Palma come l’unico responsabile della operazione che ha portato alla celebrazione di un congresso, preconfezionato e soprattutto finalizzato ad escludere una parte sostanziosa e politicamente ponderosa del partito.

    Ad un certo punto della lettera, viene scritto: “… la responsabilità di quello che e’ avvenuto nel PdL di Caserta, è riferibile al malsano attivismo del commissario regionale Nitto Palma che, ha scientemente ideato, organizzato e realizzato i suoi immotivati propositi di rottura tradendo clamorosamente il ruolo ed il territorio che fiduciariamente il vertice nazionale del PdL gli aveva assegnato”.

    Ora, di Nitto Palma si può dire tutto. Si può dire che è stato l’esecutore materiale del congresso; si può dire che  è stato sciente, ma non incosciente. Si può dire che abbia organizzato e realizzato la rottura, ma non si può dire che l’abbia ideata lui, perchè Nitto Palma è un amico di Nicola Cosentino e di Denis Verdini, ma non è che poi gli freghi granché se il vicecoordinatore lo fa Polverino, oppure Coronella.
    Dunque, il simpatico Gennarone, ancora una volta, non è riuscito a superare un tabù, che gli inibisce una compiutezza e una autentica consistenza di analisi: Nitto Palma ha realizzato, ma non ha ideato l’architettura del congresso che Coronella considera farlocco.
    L’unico ideatore, l’unico artefice politico, l’unico deus ex machina di tutto si chiama Nicola Cosentino e Coronella non ha il coraggio di fare il suo nome. Questo lo sanno tutti, anche chi delle vicende della politica non si interessa. Si tratta dell’ennesima, rituale espressione di una sorta di rispetto reverenziale e reverenziato. Si tratta di un punto insuperabile per chi, come Coronella, è di Casal di Principe, parimenti a Cosentino. Questa carenza, proprio perchè riguarda un tratto essenziale di questa vicenda, avvolge nell’inadeguatezza l’intera lettura dei fatti, realizzata dal senatore e da Mario Landolfi.
    L’ultima parte della denuncia, riguarda le vicende comiche che si sono verificate nelle ultime due ore del congresso, quando i votanti sono passati dai circa 3000 registrati ai quasi 7000 e rotti, senza che negli sterminati locali del Crowne Plaza camminasse anima viva.
    I landolfiani non dicono chiaramente che il congresso è truccato, ma, molto eufemisticamente, dicono che è “rettificato“, invitando ancora una volta a rendere pubblici i nomi dei 7000 presunti votanti.
    Questo, in sintesi, il contenuto del ricorso firmato da Luigi Roma.
    Per quanto riguarda l’opinione di Casertace, ribadiamo il concetto: “Quello che si è svolto al Crowne Plaza, il 6 ottobre, fino a quando non saranno tirati fuori i nomi dei quasi 7000 che avrebbero votato, è un congresso truccato, falso, oltraggioso per la politica e per l’etica pubblica“.
    Gianluigi Guarino
    CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE DEL RICORSO PRESENTATO

    PUBBLICATO IL: 17 ottobre 2012 ALLE ORE 17:14