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    Primarie del Pd ad altissima tensione: preiscrizioni ancora proibite e seggi elettorali nelle mani dei bersaniani. Così non va!


      Ieri, domenica, nuova riunione di partiti e di rappresentanti dei candidati. Piccola schiarita solo sull’aspetto del numero dei seggi elettorali.   Caserta – Restano tutti e tre aperti i nodi che discriminano le elezioni primarie del Pd da quello che dovrebbero essere, cioè una vera consultazione democratica, ad un’autentica farsa, così come diventerebbero, rimanendo […]

    Nelle foto, da sinistra, il responsabile organizzativo del Pd provinciale, Giovanni Cusano, il segretario provinciale Dario Abbate e il rappresentante per l’organizzazione dell’aria Renzi, Carmine De Lucia

     

    Ieri, domenica, nuova riunione di partiti e di rappresentanti dei candidati. Piccola schiarita solo sull’aspetto del numero dei seggi elettorali.

     

    Caserta – Restano tutti e tre aperti i nodi che discriminano le elezioni primarie del Pd da quello che dovrebbero essere, cioè una vera consultazione democratica, ad un’autentica farsa, così come diventerebbero, rimanendo queste le regole che le determineranno. A stamattina, nonostante la riunione svoltasi ieri, domenica, tra i partiti e i rappresentanti dei candidati, non si sa ancora come preiscriversi,  come compiere, dunque l’atto fondamentale e indispensabile per poter votare il 25 novembre. Qualcuno ha parlato di possibilità di prescrizione attraverso la rete, ma questo non è propriamente vero, dato che andando sul sito “Italia bene comune” proprio sul più bello, quando, dopo aver fornito generalità e altri dati personali e, quando, in tal modo, dunque, ritieni che la preiscrizione avvenga automaticamente, incocci in una chiosa raggelante che ti invita a stampare il tutto e a portarlo all’ufficio elettorale.

    E allora, ci chiediamo a che cavolo serve questa iscrizione elettorale on line se poi fisicamente bisogna passare all’ufficio elettorale?

    Insomma, qui la vicenda si sta facendo seria, perchè più ore passano, più giorni passano e più si comprime l’identità inclusiva, autenticamente orizzontale, larga, democratica, che il Pd e gli altri partiti alleati hanno strombazzato quale elemento fondante di questo momento di riqualificazione e riadattamento ai tempi nuovi della loro identità politica e del loro progetto.

    Seconda questione: nella riunione di ieri, domenica, pare che si sia fatto qualche passo in avanti sul fronte dell’allargamento delle sedi in cui si potrà votare. Sabato sera, eravamo rimasti all’incredibile notizia che avrebbe obbligato, coloro i quali avessero voluto votare nella città capoluogo, recarsi in una delle tre sedi dei partiti e cioè in via Maielli, dove abita il Pd o in quelle di Sel o dei socialisti.

    Ricordiamo che alle primarie per la candidatura a sindaco di Caserta, furono ben 16 i gazebo in cui si votò. Sarebbe opportuno riprodurre quei numeri per facilitare  la possibilità di esprimersi. Qualche apertura è arrivata, come detto. Vedremo nelle prossime ore.

    Terzo punto. Chi sorveglierà il voto? Chi starà lì per provare ad evitare che si verifichino brogli, che, con i marpioni che si ritrova al suo interno il Pd casertano, sono tutt’altro che una possibilità remota? Su questo punto passi in avanti non ne sono stati fatti nella riunione di ieri, domenica. E questo è un dato molto negativo.

    Buon senso richiede che in ogni seggio ci sia un rappresentante per ciascuno dei candidati e non solo i rappresentanti dei partiti, perchè qui – è inutile girarci intorno -,  il confronto è soprattutto interno al Pd, la concorrenza è soprattutto tra Bersani e Renzi. Dire che nel seggio ci deve stare un solo rappresentante del Pd, significherebbe, in pratica, visto che tutto l’establishment del partito sta con Bersani, non garantire a Renzi la regolarità del voto e dello scrutinio.

    Dario Abbate è una persona seria. Almeno, il sottoscritto lo ritiene tale. Questo è il secondo articolo che scrivo su questo argomento. La speranza è che a strettissimo giro di tempo, sulle tre questioni enunciate e ribadite, il Pd casertano  faccia chiarezza e le risolva in modo da fornire effettive garanzie di trasparenza al voto. Così stando le cose, segretario Abbate le garanzie non ci sono e come lei sa bene, come ricorda quando ci occupammo a lungo della barzelletta dei tesserati dei Giovani Democratici, da ammettere al voto per il congresso provinciale, quando ci mettiamo a fare i martelli, alla fine il nostro obiettivo lo raggiungiamo.

    Segretario Abbate faccia uno sforzo e organizzi centinaia di gazebo a Caserta e provincia. Consenta, anche se questo non è scritto in alcun regolamento, concepito dai troppi burosauri che abitano ancora le stanze romane del suo partito,  altrimenti queste primarie saranno l’ennesima esercitazione di una partitocrazia, che, nonostante tutto, non vuol proprio tirare le cuoia.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 5 novembre 2012 ALLE ORE 12:00