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    Pd, il partito regionale a quello provinciale: “Il congresso si fa domenica 27 ottobre”. Un pensiero sulla democrazia della caciara


          Nonostante i tentativi operati dalla Picierno, l’organismo regionale ha intimato a quello provinciale di completare le procedure di convocazione. In caso contrario, già da stasera, mercoledì, eserciterà i poteri sostitutivi       CASERTA – Chi si sveglia di mattina con una nuvoletta in testa contenente una pagnotta è difficile che possa […]

     

     

     

    Nonostante i tentativi operati dalla Picierno, l’organismo regionale ha intimato a quello provinciale di completare le procedure di convocazione. In caso contrario, già da stasera, mercoledì, eserciterà i poteri sostitutivi

     

     

     

    CASERTA – Chi si sveglia di mattina con una nuvoletta in testa contenente una pagnotta è difficile che possa accettare come un fatto normale, anzi utile agli altri e a sè stesso, le regole e il perimetro condiviso della democrazia. Questa nostra ardita metafora non è direttamente collegata a quello che è successo nelle ultime 24 ore nel Pd casertano, dato che, se affermassimo questo, definiremmo una graduatoria di buoni e di cattivi che, a nostro avviso, sarebbe infondata.

    In sostanza, ma questo è un argomento che andremo a sviluppare in una riflessione che pubblicheremo nei prossimi giorni, chi in un meccanismo fondato sulla prevalenza di una tesi, di una linea, di una classe dirigente rispetto ad altre tesi, linee e candidature di classe dirigente, soccombe, non prepara la riscossa del proprio modo di vedere il partito, il governo, il mondo, ma accusa chi, in quel momento, ha i numeri dalla sua parte, di aver imbrogliato.

    Direbbero a Roma: “E nun ce vonno sta“.

    Rinviandovi a un successivo approfondimento di questo tema fondamentale per capire bene quali siano i motivi della crisi profonda di questi territori, ovvero come si passa dalla pagnotta alla ricotta, o come si imbottisce la prima con la seconda, entriamo nel vivo della notizia.

    Magari in passato lo avevano fatto gli altri, ma oggi lo stanno facendo la Picierno, Caputo e Marino, i quali, ritenendo, probabilmente, il Pd di Caserta l’ombelico del mondo, hanno velleitariamente, ma forse sarebbe meglio dire disperatamente, tentato di giocare la carta dell’annullamento del congresso provinciale di domenica prossima facendo ritirare la propria delegazione, per giunta maggioritaria, dalla commissione provinciale per il congresso.

    Evidentemente la Picierno riteneva di poter garantire ai suoi nuovi compagni di cordata la benevolenza della commissione regionale, che, di fronte alla tremenda circostanza di una componente della segreteria nazionale, accalorata contestatrice delle procedure congressuali, avrebbe bloccato il congresso di Caserta, derogando a un deliberato di convocazione della Direzione provinciale che, a sua volta, si adattava ad un calendario della Direzione Nazionale che condurrà il partito al confronto per la segreteria tra Renzi, Cuperlo, Pittella e Civati il prossimo 8 dicembre.

    Ovviamente a Napoli, ieri, martedì, non si sono fatti impressionare, anche perchè è molto dubbio, sul terreno procedimentale, che un congresso provinciale possa essere sconvocato da un organismo diverso da quello che l’ha convocato, e cioè la Direzione Provinciale.

    Risultato: la commissione regionale ha comunicato a quella provinciale che entro oggi, mercoledì, dovranno essere esaurite tutte le procedure di convocazione. In caso contrario e nel caso in cui, dunque, quelli di Caputo, Marino e Picierno dovessero disertare la riunione, la commissione regionale assumerà i poteri sostitutivi già a partire da stasera.

    Insomma, il congresso si dovrebbe tenere regolarmente domenica prossima, 27 ottobre.

    Un minimo di condizionale è sempre bene utilizzarlo, perchè con questi mattacchioni, per non dire altro, alzi molto altro, del Pd di Caserta non si sa mai.

     

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 23 ottobre 2013 ALLE ORE 11:20