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    Paolo Romano ha deciso: voto a LegaNord-Tremonti alla Camera, Pdl al Senato


    Il presidente del consiglio regionale, dà seguito pratico a quello che aveva scritto nella famosa lettera pro-Polverino e anti-Pretenga e Sarro, nel giorno precedente alla bufera della mancata candidatura di Nicola Cosentino Caserta - L’orientamento è chiaro: paolo Romano, presidente del Consiglio regionale, del Pdl, non fa votare Pdl. Se sarà necessario, nei giorni prossimi, […]

    Nelle foto, da sinistra, Paolo Romano, Giovanna Petrenga e Carlo Sarro

    Il presidente del consiglio regionale, dà seguito pratico a quello che aveva scritto nella famosa lettera pro-Polverino e anti-Pretenga e Sarro, nel giorno precedente alla bufera della mancata candidatura di Nicola Cosentino

    Caserta - L’orientamento è chiaro: paolo Romano, presidente del Consiglio regionale, del Pdl, non fa votare Pdl. Se sarà necessario, nei giorni prossimi, di fronte ad un eventuale smentita dello stesso presidente del consiglio, elencheremo una lunga sequela di casi e di situazioni in cui il cerchio quadra perfettamente e in cui si coglie l’opera, certosina, precisa, laboriosa, degli uomini e degli imprenditori politicamente più vicini a Paolo Romano, che, alla Camera, non solo notando indicando il voto a favore della lista Lega Nord – Tremonti, ma stanno impegnandosi, con parole e anche con opere concrete, affinché questa lista cresca e si riducano i voti del Pdl.

    D’altronde, tutto torna rispetto a quello che il presidente del consiglio regionale aveva dichiarato proprio il giorno prima della bufera che ha portato all’esclusione dalle candidature di Nicola Cosentino. In quella lettera ufficiale (clicca qui per leggerla), Romano, contestava apertamente le candidature di Carlo Sarro e Giovanna Petrenga, considerando questi ultimi esponenti non all’altezza di interpretare quello che, a suo avviso, rappresentava la necessità del partito di esprimere una classe dirigente attiva e dinamica.

    Dunque, oggi, Romano rende materiale la conseguenza di quel ragionamento. Voto per Tremonti e contro il Pdl, alla Camera, per far risaltare magari una percentuale difforme per lo spoglio di Palazzo Madama e quello di Montecitorio, voto per il Pdl al Senato, per evitare che, gli strali di Berlusconi e Alfano, si abbattano su di lui e Caldoro dopo le elezioni, dato che al Senato è in atto, in questi giorni, una battaglia voto a voto tra centrodestra e centrosinistra, per la conquista di un premio di maggioranza, probabilmente decisivo, per i futuri assetti politici ed istituzionali dell’Italia

    g.g.

    PUBBLICATO IL: 14 febbraio 2013 ALLE ORE 10:15