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    GRAZZANISE Paolo Parente sventola bandiera bianca e offre la pace a Raimondo. Se armistizio ci sarà ecco chi ci andrà a guadagnare


    L’area Raimondo valuterà la proposta di Paolo Parente dopo Ferragosto. La pace tra il presidente della commissione provinciale di garanzia e il segretario “congelato” del circolo Jotti andrebbe a modificare sostanzialmente anche gli scenari amministrativi GRAZZANISE – Paolo Parente negli ultimi mesi ha inanellato una serie di scelte politiche discutibili, una sequenza di mosse caratterizzate […]

    Nella foto Raimondo, Conte e Parente

    L’area Raimondo valuterà la proposta di Paolo Parente dopo Ferragosto. La pace tra il presidente della commissione provinciale di garanzia e il segretario “congelato” del circolo Jotti andrebbe a modificare sostanzialmente anche gli scenari amministrativi

    GRAZZANISE – Paolo Parente negli ultimi mesi ha inanellato una serie di scelte politiche discutibili, una sequenza di mosse caratterizzate da eccessiva variabilità progettuale.

    Paolo Parente ha deciso di non seguire una strategia, ha preferito non tracciare un percorso per poi sagacemente seguirlo, ma si è affidato, invece, solo all’istinto. Se un piano c’è o c’è stato, con tutta onestà, noi non l’abbiamo capito, eppure, ve lo garantiamo,  ci siamo sforzati non poco per cercare di dare logicità a certe manovre.

    Quando l’ex segretario locale del Pd aveva lanciato messaggi di rottura con Nuovi Orizzonti, l’ambizione e il progetto che gli aleggiavano in testa erano, sotto certi aspetti, decisamente apprezzabili. Il patatrac si è registrato quando per Grazzanise è giunta la certezza del non voto. E’ stato proprio in quel momento che Paolo Parente ha cominciato a ripiegare.

    L’errore dell’avvocato non è stato tanto quello rientrare nella compagine di Conte ( anzi, nella fattispecie, la sua è stata una mossa corretta, di realpolitik, dato che, guardatosi intorno, aveva percepito che elementi reali  disposti a sostenerlo da leader non ce ne erano a sufficienza), Paolo Parente ha toppato, piuttosto, nel momento in cui ha deciso di ritornare con Nuovi Orizzonti ponendo condizioni utopiche.

    Tira e molla, tira e molla e alla fine Paolo Parente ha riabbracciato Conte, Raimondo, Vaio e Pezzera, addirittura lo ha fatto a condizioni zero, annullando tutte le  pretese di svecchiamento e di azzeramento dei vertici del cartello elettorale, arrivando persino a sconfessare le proprie pregresse dichiarazioni di spaccatura.

    Mentre si consumava l’epopea Parete-Nuovi Orizzonti, in contemporanea, andava in scena, con lo stesso protagonista, la saga Pd.

    Paolo Parente, terminata l’ esperienza da coordinatore locale, decise di non ricandidarsi alla carica più alta del circolo Jotti. Gli successe Roberto Parente che, dopo il caos delle primarie optò  per le dimissioni.

    In quel momento si è ripresentata nell’animo del civilista grazzanisano la  voglia di Pd sostenuta da Giovanni Abbate.

    L’incarico provinciale di presidente della Commissione di garanzia però lo hacostretto a non esporsi nelle beghe di partito in prima persona.

    Iniziano le polemiche con il facente funzione Rullo, successivamente parte  la richiesta di allargamento del direttivo, poi la tiritera congresso si congresso no. Alla fine, nonostante le disposizioni provinciali l’assembra si fa e l’area Parente non partecipa nemmeno alle elezioni  durante le quali viene acclamato segretario Pasquale Raimondo. E  si dà il via alla lotta dei ricorsi che portano al “congelamento” proprio del neo eletto Raimondo

    Veniamo ai giorni nostri. Pasquale Raimondo si è appellato alla decisione della commissione provinciale che aveva disposto l’annullamento del congresso ricorrendo alla commissione di garanzia regionale. Il verdetto è ancora ignoto.

    La notizia è questa: per evitare l’ennesima bufera “democratica” sarebbero stati, questa volta, i vertici del Pd provinciale a muoversi per far si che la lotta interna al circolo Jotti terminasse  senza creare danni irreparabili.

    Qualche settimana fa, infatti, Paolo Parente ha incontrato Raimondo mettendo sul tavolo una proposta di pace chiedendo in cambio l’allargamento del direttivo.

    In pratica Paolo Parente con il suo ennesimo passo indietro e con l’ormai suo prevedibile cambio di strategia in corsa ha sventolato bandiera bianca.

    La proposta sarà valutata dopo Ferragosto. Qualora Raimondo l’accettasse, senza aspettare il verdetto della commissione regionale, questa, per il segretario “congelato”, rappresenterebbe lo stesso una vittoria, di certo non eclatante, ma pur sempre una vittoria, anche se dovrà poi convivere con un direttivo al cui interno entrerebbero militanti che non lo amano troppo. Non è da scartare l’ipotesi anche di un’ intesa a condizioni zero, e sarebbe la seconda, cioè la celebrazione di un armistizio senza accettare le richieste di Parente.

    Putacaso rifiutasse la pace Raimondo andrebbe verso, invece, lo scontro finale che porterebbe però alla definitiva risoluzione del problema. In pratica si saprebbe quale anima del Pd locale ha il controllo del circolo.

    Quello che è sfuggito all’area Parente è che le lotte vanno combattute nei partiti, nelle sezioni, a botte di tessera. Una visione pragmatica, forse un po’ troppo meccanica la nostra, ma questo è il mezzo che deve essere usato e che è a disposizione di tutte le correnti che vogliono sfidarsi in un sistema partitocratico.

    In caso di pace chi ne potrebbe realmente beneficiare è, paradossalmente, Federico Conte. Nuovi Orizzonti ha una questione aperta col Pd. Raimondo da coordinatore si è chiamato fuori dal cartello elettorale e Parente dice di essere candidato nella civica non in quota partito.

    In una compagine serrata come quella che dovrebbe essere Nuovi Orizzonti 2.0, con le fondamentali e strategiche quote rosa, qualcuno sta già tentando di piazzare la sua, se le cose non cambiano, allo stato attuale difficilmente l’area Raimondo  ci entrerebbe.

    La soluzione all’arcano è questa:  con la armistizio tra raimondiani e parentiani potrebbe uscire un solo candidato dal Pd. Magari Paolo Parente, non troppo desideroso di riprovare la candidatura da consigliere, visto che al momento presupposti per una sua lista non ce ne sono, potrebbe saltare il giro dando spazio ad altri, magari proprio a Pasquale Raimondo, magari o ad un suo vicino.

    Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 13 agosto 2013 ALLE ORE 20:29