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    Il giorno dopo le accuse del Pd di essere un amico di Cosentino, Nitto Palma è andato a trovarlo in carcere


        Per tre votazioni, i componenti del Pd della commissione giustizia non l’hanno votato creando un incidente politico, che ha fatto fibrillare anche il governo. Il magistrato all’uscita dal penitenziario di Secondigliano: “E’ un uomo provato ma pronto al giudizio della magistratura” CASERTA – “Amarezza” per la vicenda della presidenza della commissione Giustizia del Senato. Ma […]

     

     

    Per tre votazioni, i componenti del Pd della commissione giustizia non l’hanno votato creando un incidente politico, che ha fatto fibrillare anche il governo. Il magistrato all’uscita dal penitenziario di Secondigliano: “E’ un uomo provato ma pronto al giudizio della magistratura”

    CASERTA – “Amarezza” per la vicenda della presidenza della commissione Giustizia del Senato. Ma anche per le polemiche che accompagnarono la querelle sulla ricandidatura di Nicola Cosentino, che l’ex Guardasigilli conferma di aver visitato in carcere. E’ un Francesco Nitto Palma che non nasconde le sue perplessita’ quello che dai microfoni di 24 Mattino su Radio24 ragiona dicendo che “avevo sostenuto la ricandidatura di Cosentino, ma se in questo Paese non e’ possibile esprimere serenamente o liberamente un’opinione credo che, probabilmente, forse e’ opportuno andarsene. Certo, lo dico come paradosso”. “Mi rimane – prosegue passando allo stop and go sulla sua elezione in commissione a Palazzo Madama – molta amarezza per questa vicenda. E’ un Paese in cui gli insulti prevalgono spesso sulla verita’. Io credo che un prospetto di vita lavorativa di circa 35 anni non meritasse insulti generici e accuse di ‘indecenza’, peraltro non supportati da alcun fatto. Ma viviamo in questo Paese. Mi dispiace – aggiunge – per la mia famiglia”

    alma spiega di aver “incontrato Nicola Cosentino in carcere, ho ritenuto opportuno fare una visita alle carceri di Secondigliano e l’ho incontrato, dieci minuti e me ne sono andato via. Questa vicenda – sottolinea – appartiene alla mia sfera privata. Comunque, non essendomi mai sottratto alle domande, rispondo che si’, nella mia qualita’ di coordinatore regionale, dopo che il provvedimento di non revoca della misura cautelare e’ stato adottato, ho incontrato Cosentino in carcere. Nella brevita’ dell’incontro ho visto una persona evidentemente provata da una situazione a cui non e’ abituato, ma sereno, pronto al giudizio della magistratura”. L’esponente Pdl torna cosi’ sul caso della mancata candidatura di Cosentino alle ultime Politiche: “Sono convinto che gli elementi a suo carico non siano sufficienti per una condanna. Lo so perche’ ho letto le carte e sono un magistrato. Ma ora la sorte di Nicola Cosentino e’ nelle mani dei suoi giudici. E i giudici decideranno come meglio riterranno. Mi permetto pero’ di dire che nei provvedimenti nei quali non si e’ revocata la misura cautelare vi sono state delle valutazioni di carattere politico, e di carattere generale sul mio partito, che io ho fortemente stigmatizzato sulla stampa, senza che nessuno abbia osato smentirmi o obiettare qualcosa”

    PUBBLICATO IL: 9 maggio 2013 ALLE ORE 16:25