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    ORE 21.20 ESCLUSIVA S.MARIA C.V. – Clamorose accuse di Rauso: “I lavori del palazzo di via Mario Fiore che oggi ospita uffici della Procura, sono illegali”


    Un inizio teso dell’assise. Il consigliere di minoranza ha anche sollevato il problema della condanna di primo grado che dovrebbe portare all’allontanamento del dirigente Biondi. Seduta sospesa per 10 minuti. SANTA MARIA CAPUA VETERE - Un inizio di consiglio comunale effervescente, quello di stasera, venerdì. Un inizio di consiglio comunale monopolizzato dall’intervento del consigliere di […]

    Nella foto Stellato, Di Muro, Mattucci e Rauso

    Un inizio teso dell’assise. Il consigliere di minoranza ha anche sollevato il problema della condanna di primo grado che dovrebbe portare all’allontanamento del dirigente Biondi. Seduta sospesa per 10 minuti.

    SANTA MARIA CAPUA VETERE - Un inizio di consiglio comunale effervescente, quello di stasera, venerdì. Un inizio di consiglio comunale monopolizzato dall’intervento del consigliere di opposizione, Gaetano Rauso, il quale si è reso protagonista di una clamorosa denuncia su presunte e gravi difformità realizzate nell’opera di ristrutturazione del palazzo di via Mario Fiore, affittato dal solito costruttore edile di Orta di Atella, Pellino, all’amministrazione comunale, affinchè, al suo interno, fossero allocati alcuni uffici giudiziari.

    Un intervento, quello di Rauso, che ha messo in difficoltà la maggioranza ed ha provocato una sospensione di 10 minuti. Il sindaco si è limitato a dire a Rauso: “Denuncia tutto in procura”. Ma in effetti, non è che serva, dato che la Procura, rispetto a quello che Rauso ha detto nella sede formale ed ufficiale del consiglio comunale, che registra e verbalizza gli interventi, potrà , eventualmente, intervenire d’ufficio.

    G.G.

    QUI STOTTO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERVENTO CHE HA TENUTO GRAUSO QUESTA SERA, VENERDì, IN CONSIGLIO COMUNALE

    Il fabbricato, sito in Santa Maria Capua Vetere alla via Mario Fiore, di proprietà della soc. LIAN srl  in capo al costruttore Pellino di Orta di  Atella, concesso in fitto al comune di Santa Maria Capua Vetere  per consentirvi l’allocazione di uffici Giudiziari è stato ristrutturato in  difformità alle norme del Regolamento edilizio in vigore nella città di Santa Maria Capua Vetere. Infatti la sua ristrutturazione  è stata caratterizzata da un aumento  irregolare della volumetria preesistente  ed, inoltre, è stato aggiunto un piano alla sagoma  originale, contravvenendo a quanto stabilito dal Regolamento edilizio vigente che non consente che i fabbricati possano avere un’altezza superiore ad una
    volta e mezza la misura della sede stradale. Inoltre alla stessa società è , per consentire l’allocazione degli uffici Giudiziari, è stato rilasciato permesso di cambio di destinazione d’uso senza farle pagare oneri di urbanizzazione e senza tener conto che per ottenere il  cambio di destinazione d’uso si deve riconsiderare il rispetto degli standards urbanistici ex D.L.1444/68. Infatti a servizio dell’edificio non vi è alcuna area a parcheggio di proprietà della società che possa consentire il cambio di destinazione d’uso del fabbricato ed, inoltre la sagome originale del fabbricato è stata stravolta, consentendo la realizzazione di vani abitativi ove vi erano balconi, terrazze o casupole di legno ed eternit, che, sicuramente non potevano costituire volumetria da sfruttare, stante la non vigenza del Piano Casa.

    Oggi, sconsideratamente e senza tener in alcun conto la Legge si propone a questo Consiglio Comunale, invocando il pubblico interesse, di approvare una concessione edilizia in deroga per realizzare una volumetria già realizzata e cambiare una destinazione d’uso che già è stata cambiata quando sono stati allocati gli uffici in un fabbricato per civili abitazioni; peraltro, realizzato in difformità della Legge.

    Quale rispetto si ha delle persone che siedono in questo Civico Consesso quando, con scuse puerili le si vogliono indurre ad approvare cose già realizzate e contro Legge ?

    Si ripercorre la strada dell’illegalità, cosa che è una consuetudine a Santa Maria. Illegalità che si vuol mascherare dietro al pubblico interesse che è solo interesse privato perché da tempo si potevano trovare altri locali idonei senza spreco di danaro pubblico , per ospitare i locali della Procura i cui Giudici sono ignari di quest’ennesima irregolarità amministrativa, altrimenti non permetterebbero che si consumasse.

    Gaetano Rauso

    PUBBLICATO IL: 7 giugno 2013 ALLE ORE 21:26