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    L’EDITORIALE/ Macchiette esilaranti, brogli comprovati e nuovi parlamentari votati dal meno del 3 per cento dei casertani, da meno di un decimo di quelli che voteranno Pd


    Farebbe bene Bersani ad interrogarsi sullo stato morale del suo partito dopo quello che è successo stanotte a Sant’Arpino dove gli sarebbe subito utile Pietro Grasso, a Francolise, a Maddaloni e in altri luoghi dove si sono verificati EVIDENTI BROGLI. Le tre donne seguono Caputo in classifica. CASERTA – Pier Luigi Bersani ha una mission […]

    Farebbe bene Bersani ad interrogarsi sullo stato morale del suo partito dopo quello che è successo stanotte a Sant’Arpino dove gli sarebbe subito utile Pietro Grasso, a Francolise, a Maddaloni e in altri luoghi dove si sono verificati EVIDENTI BROGLI. Le tre donne seguono Caputo in classifica.

    CASERTAPier Luigi Bersani ha una mission subito pronta per la sua autorevolissima new entry Pietro Grasso. Solo il super Procuratore Antimafia ha, infatti, possiede, almeno sulla carta, la cattefra morale e le conoscenze tecniche per aprire l’urna di Sant’Arpino che, stamattina, domenica, dopo una lunghissima notte che il sottoscritto ha trascorso al fianco del PD  casertano, non sapendo se ridere o piangere, scompisciandosi, a volte dalle risate, e, in altri momenti, chiudendosi nel proprio io  interiore per riflettere sui destini drammatici di questa terra, dicevo, stamattina, il caso Sant’Arpino di cui abbiamo fatto cenno nella lunga diretta live di ieri sera e stanotte sulle primarie del PD, è ancora al centro delle polemiche.

    Questa la scena: dalla registrazione di tutti i presenti, risultano aver votato alle 21.00 di ieri sera, a Sant’Arpino 308 elettori. Nell’urna, però, di schede ce ne sono 600. Il presidente del seggio, a questo punto, pensa bene di prendersi i verbali e svignarsela. Si fa refertare in ospedale e chi si è visto si è visto.

    Beh un caso del genere giustificherebbe la famosa frase mutuata dal film di Superman, adattandola alla bisogna: ” questo è lavoro per Grassman”.

    Va da sé che quello che è successo a Sant’Arpino, unitamente a quello che è capitato a Piedimonte Matese, dove Piero Grasso farebbe bene a portarsi  a presso il miglior perito calligrafico, per verificare la calligrafia, a quanto pare identica di almeno 200 schede votate Caputo-Esposito.

    Va, ancora una volta, da sé che quello che è successo a Maddaloni  (anche qui 200 schede in più nell’urna, conclave tra i sospetti imnroglioni e poi, grszie anche al via libera di Nicola  Caputo, vjr s mezzaotte aveva la certezza di essere primo e, dunque non era più interessato ad attivare contestazioni, tutto è stato messo a tacere) e a Francolise, (dai registri, orechestrati e gestiti dal frastello di Pasquale Di Biasiom risultano 400 votanti in un seggio fantasma che nessuno ha mai visto aperto), rende ai modesti occhi di Casertace queste pseudo primarie un atto di malversazione della democrazia. Era molto meglio che i candidati li scegliessero i papaveri di Roma.

    15mila votanti (ma a nostro avviso ne hanno votato due o tremila in meno visti i comptovati rigonfiamenti di molte utnre), cioè meno del 3 % del corpo elettorale casertano che il 29 dicembre vanno in seggi ristretti e disagevoli per votare i loro deputati e i loro senatori. Questo accade, nella maggior parte dei casi, con elenchi che sono scomparsi, con persone che alle primarie di novembre hanno votato e a cui stavolta è stato proibito di votare, proprio perché quegli elenchi erano scomparsi. Poi, apri le urne e su quattro cinque Comuni, ti accorgi che il numero dei voti del ticket maschio-femmina è identico o quasi identico, della serie imbrogliano e non lo sanno nemmeno fare.

    Insomma, nel cuore della notte, finanche quei fresconi di Angelo Polverino, Nicola Cosentino, Pasquale Giuliano, Carlo Sarro, il quale mi dicono ieri sera ha accolto Nicola Cosentino con la ” banda di musica” e i fuochi artificiali, dicevo, pure questi virgulti del centro destra indigeno, mi sono apparsi, stanotte, delle mammolette. E questo onestamente, non avrei mai creduto che mi potesse accadere una sola volta nella mia vita.

    Per la cronaca, ma solo per la cronaca, la graduatoria di queste strane elezioni, è la seguente:

    Primo Nicola Caputo, che a questo punto sarà candidato sicuramente al Senato e diventerà, pure sicuramente, un collega di Mario Monti e di Carlo Azeglio Ciampi, a Palazzo Madama.

    Seconda Lucia Esposito, impiegata amministrativa all’università. Una che si era portata avanti con il lavoro già ai tempi delle elezioni regionali, quando con grande sagacia, aveva ben sfruttato la regola del voto di genere.

    Terza Pina Picierno, che dovrà portare un prosciutto alla settimana a casa di Gennaro Oliviero per tutta la prossima legislatura, impegnando il suo vate Dario Franceschini in almeno tre pellegrinaggi all’anno allo splendido Duomo di Sessa Aurunca.

    Quarta classificata la Hillary Clinton di S. M. Capua Vetere: Camilla Sgambato capace di mettere a valore una sua biologica attitudine alla determinazione emotiva, creando un link vincente con le autorevoli clientele, (mi riferisco alle clientele professionali) di suo marito, che, come è noto, è un valente penalista che di nome fa Giuseppe Stellato.

    Quinto Dario Abbate, che se l’è cavata alla grande concentrando fondamentalmente il consenso il tre luoghi: nella stessa Sessa Aurunca, dove ha preso esattamente gli stessi voti della Picierno;  a Marcianise dove ha letteralmente sbancato, superando i 1100 voti e a Macerata Campania dove ha usato l’arma totale, costituita dal suo amico Sindaco Luigi Munno. Caputo è sicuro, la Esposito pure. La Picierno se non è cura ce la faranno diventare. Per quanto riguarda la quarta e il quinto classificato, cioè Sgambato e Abbate, molto della partita si giocherà nell’applicazione nel principio dell’alternanza di genere nella lista. Diciamo che, la Sgambato è arrivata prima, mentre Abbate potrebbe contare sul riequilibrio azzurro della lista, paradossalmente una perequazione del numero dei candidati maschi rispetto alle forze preponderanti femminili.

    Ma di questo parleremo nei prossimi giorni. Lo sconfitto di queste primarie è Stefano Graziano al quale dopo due anni e mezzo di freddo assoluto da parte nostra, regaliamo un pensiero positivo dato che a noi i perdenti ci stanno simpatici per definizione. Potrà dire Stefano, per una volta, parafrasando la famosa canzone di Pierangelo Bertoli, ritornata di moda nel remake di vari artisti dentro al concerto per i terremotati dell’Emilia, di aver affrontato la vita a muso duro”, di aver combattuto e di averlo fatto in un contesto non certo favorevole, dato che lui, al pari della Picierno, è fondamentalmente disancorato da questa realtà territoriale e, in questo caso, a differenza della Picierno, non ha avuto un protettore politico potente in grado di chiamarsi i socialisti, mettendogli a disposizione i voti di Oliviero a Sessa Aurunca e in tutte le altre aree geografiche in cui Oliviero è rappresentato.

    Ottimo settimo Carlo Marino, che supera ampiamente i 3500 voti. Tutti i renziani sono nelle retrovie, ma se si esamina la tabella dei voti, si vede che quello di Marino appare un pizzico più genuino degli altri, dato che è diffuso quasi in tutto il territorio, seppur in piccole dosi.

    Dunque, niente truppe cammellata, con Carlo Marino che ieri sera tardi aveva definito e metabolizzato la analisi promuovendo la facile motivazione di una sconfitta determinata, solo ed esclusivamente dal fatto di non aver potuto attuare un ticket sistematico con una donna che potesse portargli in dote 1000, 1500 voti.

    Solo comprimari testimoniali di queste elezioni il coraggioso Franco Capobianco, la Zagaria e la poco consistente Loredana Affinito, assolutamente inutile alla causa di Carlo Marino.

    Questo è tutto per il momento. Altre ve ne racconteremo. Ma tutto questo che via abbiamo già raccontato, ha dimostrato, almeno per quel che riguarda Caserta, che il Pd non è un partito serio che si può votare in nome di un vero non retorico cambiamento.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 30 dicembre 2012 ALLE ORE 13:58