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    Ora Paolo Romano non è più caldoriano. Visita Cosentino in carcere e “azzanna” la David per il nuovo parco giochi di Capua


      Da qualche settimana si era colto nei comunicati del presidente del Consiglio regionale una attitudine a lisciare il pelo a Berlusconi e al Pdl. Chiaro l’obbiettivo di riavvicinarsi al partito per ottenere la candidatura alle europee. CASERTA – Non ci sbagliavamo. Era qualche settimana che Paolo Romano lisciava Berlusconi e il Pdl in maniera […]

    Nella David, Romano e Cosentino

     

    Da qualche settimana si era colto nei comunicati del presidente del Consiglio regionale una attitudine a lisciare il pelo a Berlusconi e al Pdl. Chiaro l’obbiettivo di riavvicinarsi al partito per ottenere la candidatura alle europee.

    CASERTA – Non ci sbagliavamo. Era qualche settimana che Paolo Romano lisciava Berlusconi e il Pdl in maniera insistita dopo averne preso le distanze in campagna elettorale e fatto votare i suoi uomini sul territorio per altri partiti, allineandosi alle scelte del governatore Caldoro che si era schierato con Grande Sud, ma elaborandone in maniera più fantasiosa, attribuendo consensi, addirittura alla Lega Nord e sfiorando i confini della coalizione, con tanto di occhiolino alla lista Monti proprio negli ultimi giorni della campagna elettorale.

    La visita al carcere fatta a Nicola Cosentino rappresenta, dunque, al di là dell’aspetto umano, un ulteriore segnale di riavvicinamento alle posizioni ortodosse e berlusconiane e di un distanziamento da quelle eterodosse di Caldoro. Tutto questo accade in vista delle elezioni europee. E accade perché Romano sa bene che la candidatura gliela dovrà dare Berlusconi tramite Alfano e Nitto Palma se quest’ultimo rimarrà a fare il coordinatore regionale.

    Mentre percorre questo sentiero Romano, che se dovesse andare a Strasburgo e a Bruxelles potrebbe ben dire di essere riuscito nell’impresa di fare arrivare zero euro di finanziamento alla provincia di Caserta che ne riceveva molti di più ai tempi di Bassolino, trova il tempo anche per trasformare in bagarre l’audizione della sovrintendente Davi con la conferenza dei capigruppo.

    Più che alla Reggia, più che al problema cruciale della qualità dell’offerta culturale di Caserta e della sua Provincia  che attraversa in pieno la grande questione dello sviluppo di questo territorio, Romano si è accalorato, alla maniera strapaesana, pensate un po’ per il nuovo parco giochi di Capua. Ha affrontato a muso duro la David, chiedendo che la sovrintendenza si opponga a questa opera di importante rilievo sociale.

    Non c’è niente da fare: per Paolo Romano  il sindaco Carmine Antropoli rimane un incubo, rappresentando un ostacolo di carattere psicologico che non gli consente di cibare il suo ego, che non gli consente la piena soddisfazione di poter dire: “Io sono il presidente del Consiglio e nella città di Capua comando io”.

    Chissà cosa ha raccontato Paolo Romano nella sua visita a Nicola Cosentino. Noi ci ricordiamo bene invece quello che Nicola Cosentino ci disse di Paolo Romano prima di varcare le porte del carcere.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 7 maggio 2013 ALLE ORE 17:54