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    Ora Nicola Caputo non è più un cattivone. La pasionaria Pina dalla tricoteuse delle ammiratrici di Robespierre al garantismo di Cesare Beccaria. E c’è anche Marino


      Questo lo schieramento che si va prefigurando nell’assemblea provinciale convocata per lunedì prossimo CASERTA – Trasmette letizia ad un cuore, come quello del sottoscritto, che ancora sussulta quando sente pronunciare la parola “Liberale” la fase autorevisionista che sta attraversando la mente, sicuramente cospicua, di Pina Picierno. Fino a tre o quattro mesi fa riempiva le […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Pina Picierno, Nicola Caputo e Carlo Marino

    Questo lo schieramento che si va prefigurando nell’assemblea provinciale convocata per lunedì prossimo

    CASERTA – Trasmette letizia ad un cuore, come quello del sottoscritto, che ancora sussulta quando sente pronunciare la parola “Liberale” la fase autorevisionista che sta attraversando la mente, sicuramente cospicua, di Pina Picierno. Fino a tre o quattro mesi fa riempiva le caselle di posta elettronica di comunicati scritti non con la penna, né con i tasti di un personal computer, ma con gli schizzi di sangue che colpivano l’antico attrezzo con cui le massaie francesi della rivoluzione lavoravano la maglia per ingannare il tempo, in attesa dell’inizio della mattanza dei ghigliottinati: la tricoteuse.

    Oggi la Picierno non è più una giacobina pronta ad additare al pubblico ludibrio ogni politico, ogni persona colpita da un avviso di garanzia o da un sospetto di connivenza con la criminalità organizzata.

    La nuova Pina potrebbe benissimo stare a contemplare le pandette da cui Cesare Beccaria acquisì un alto senso dei diritti civili e della presunzione di innocenza che compendiò nella sua famosa  opera dei “Dei delitti e delle Pene“, culla del pensiero giuridico liberale. In questo modo la Pina si è riconciliata anche con Alessandro Manzoni, di cui qualche settimana fa citò, concedendosi una licenza poetica piuttosto libertina, un verso tra i più importanti dei Promessi Sposi.

    Insomma, Pina la garantista molla Robespierre e abbraccia Beccaria, il nonno di Manzoni.

    Ma da cosa ci siamo accorti di questa vera e propria trasformazione genetica?

    Facile: la sua alleanza con Nicola Caputo, finalmente sdoganato dalle tante accuse ingiuste, dai processi sommari, a cui certo la Picierno non si sottrasse, quando, all’indomani dell’avviso di garanzia ricevuto alla Regione Campania, lo stesso Caputo fu ghigliottinato e rimosso dalla lista del Pd.

    Liberale e garantista. Pronta, la deputata di Teano, a sostenere addirittura una eventuale candidatura dello stesso Caputo a segretario provinciale.

    Ma non finisce qui, dato che Caputo si prende un’altra soddisfazione: l’intesa con il capo dei rottamatori di Caserta, quel Carlo Marino che ai tempi in cui non si rottamava nulla se non le Fiat allo scopo di far campare parassitariamente la famiglia Agnelli, stava, come si dice, “nel bottone”. Ipercosentiniano, iperfalchiano, gran maestro dei lavori pubblici della città di Caserta.

    Marino, Caputo, Picierno. Non c’è che dire: questo trio che si presenterà compatto all’assemblea provinciale convocata per lunedì prossimo 17 giugno, garantisce al partito Democratico di Caserta, innovazione, cultura liberale e gestione trasparente.

    Gianluigi Guarino

     

    PUBBLICATO IL: 12 giugno 2013 ALLE ORE 17:48