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    LA NOTA. Pina Picierno, da “Porcellina” a “Gallina”. E gentilmente leggetevi l’articolo perchè sono definizioni frutto di riflessioni opinabili ma serissime


    In molti le chiedono di candidarsi alle Europee, ma avrebbe il problema di misurarsi col consenso democratico vero. Al contrario, Nicola Caputo vorrebbe candidarsi ma il partito potrebbe non accontentarlo dandogli una seconda delusione dopo quella delle elezioni politiche dell'anno scorso

    PiciernoCaputoPaolucci

    Nelle foto, da sinistra, Pina Picierno, Massimo Paolucci e Nicola Caputo

     

    CASERTA – L’ala Dalemiana, Bersaniana e Cuperliana del Pd campano, quella, per intenderci, ancor meglio che alle ultime primarie per l’elezione del segretario regionale, ha votato per Vaccaro, sosterrà, alle prossime elezioni europee la candidatura dell’ex delfino e pupilla degli occhi, poi caduto in disgrazia, di Antonio Bassolino, cioè Massimo Paolucci.

    Questo è uno dei pochi punti fermi di oggi. Sappiamo, cosa faranno gli ex Ds della provincia di Caserta, cioè i vari Abbate e Giggino Munno, e, forse, anche quello che farà il pallido e il piuttosto impalpabile segretario provinciale Vitale.

    Per il resto, siamo alle solite: Nicola Caputo vorrebbe candidarsi perchè non ha timore di confrontarsi con il test delle preferenze. Ma questa sua intenzione potrebbe incrociare la difficoltà, collegata alle vicende giudiziarie, che già l’anno scorso gli impedirono una sicura elezione in parlamento.

    Dall’altra parte, in molti, anche a Caserta e anche, aggiungiamo noi, tra gli ex Ds, spingono, un po’ perfidamente, per una candidatura al femminile di Pina Picierno, la quale, allevata e costruita nel laboratorio del Porcellum, per la prima volta dovrebbe misurarsi con le preferenze e quindi con un voto integralmente democratico.

    La ragazza che non è una cima, ma a cui non manca una scaltrezza mestierante, unica attitudine che ha veramente curato e sviluppato in questi anni romani, capisce che questa candidatura potrebbe rappresentare un rischio molto serio. Perchè se da un lato il vento che ancora soffia nelle vele di Matteo Renzi in luna di miele con il Paese nei suoi primi mesi di premiership, produrrà risultati buoni o molto buoni per il Pd alle prossime Europee, risultati in grado di sostenere,di riflesso, anche i candidati a caccia di preferenze, e anche vero che l’identità della Picierno si associa immediatamente al pensiero della raccomandata, della protetta, di una che in parlamento non ci sarebbe mai e poi mai andata se non ci fosse stato il Porcellum.

    Un’associazione di idee che la Picierno non ha mai esorcizzato, esprimendo una sua personalità politica dei contenuti e delle idee che non andassero al di là della più volte da noi citata pratica del bignamino.

    Ecco perchè l’ex pupilla di Ciriaco De Mita, oggi pupilla di Dario Franceschini ha già messo le mani avanti e vuole che le venga espressamente chiesto da Renzi, dal partito nazionale, dal partito regionale, dal partito provinciale di candidarsi, con seguente esplicazione di un impegno corale a suo favore. Roba da principessa sul pisello.

    Se la Picierno, però, vuole veramente dare una dimostrazione di sé dovrebbe accettare la sfida, uscendo dalla bambagia della pollicultura.

    Ma la Pina non lo farà. Alla Pina non è piaciuto mai rischiare, non è piaciuto mai il contatto, la relazione, il confronto con le parole vere, non comode, non corrive, non accondiscendenti.

    E’ una da pollicultura e, con rispetto parlando e nella massima considerazione della qualità del metro di paragone che utilizziamo possiamo tranquillamente dire, sopportando il fio di un’altra querela, che Pina Picierno è una gallina.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 25 marzo 2014 ALLE ORE 16:10