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    MONDRAGONE NELLA PALUDE / Fallito, ieri sera, il vertice di maggioranza


      Mancavano Mascolo, Napolitano, Piazza e a sorpresa anche Michele Conte. Al momento non c’è  una maggioranza per governare, né una maggioranza per sciogliere il consiglio comunale. Un caos   MONDRAGONE – Al momento a Mondragone non c’è più una maggioranza. E il fatto che il Consiglio comunale non si riunisca più da più di 4 […]

    Nelle foto, da sinistra, Luigi Mascolo, Agostino Napolitano e la giunta Schiappa

     

    Mancavano Mascolo, Napolitano, Piazza e a sorpresa anche Michele Conte. Al momento non c’è  una maggioranza per governare, né una maggioranza per sciogliere il consiglio comunale. Un caos

     

    MONDRAGONE – Al momento a Mondragone non c’è più una maggioranza. E il fatto che il Consiglio comunale non si riunisca più da più di 4 mesi la dice lunga sulla paralisi dell’attività. Ieri sera mercoledì, un altro tentativo, attuato dal sindaco Giovanni Schiappa, è fallito, dato che alla riunione dei consiglieri di maggioranza, non solo non si sono presentati quelli che già avevano espresso pubblicamente delle forti perplessità sulla qualità dell’azione amministrativa, ma anche, a sorpresa Michele Conte, figlio dell’ex sindaco, Ugo Alfredo Conte, sulla carta primo riferimento politico e gran protettore del primo cittadino.

    Ma se non c’è una maggioranza che consenta di far funzionare il consiglio comunale, che, ricordiamo è il massimo organismo di rappresentanza democratica di ogni città, non c’è nemmeno una maggioranza pronta a chiudere la partita, votando una mozione di sfiducia al sindaco o apponendo le firme dei suoi componenti su una lettera di dimissioni dalla carica di consigliere comunale.

    Insomma, siamo in una palude. Autentiche sabbie mobili. Convulsioni di una politica fatta di traccheggiamenti, tattiche, trattative sotto traccia, caminetti, in cui l’interesse dei cittadini non è neppure l’ultimo dei pensieri.

    Le questioni in campo sono sempre le stesse. Mascolo, in un intervista a Casertace ha chiesto esplicitamente l’azzeramento della giunta, o in subordine un serio rimpasto, che consenta ad una persona della sua area di entrare. Ieri sera, mercoledì, a quanto pare anche i socialisti sono tornati a puntualizzare la necessità di azzerare la giunta, ipotizzando quindi un cambiamento del loro assessore.

    L’unico che è rientrato nei ranghi è Fabio Gallo per i motivi legati alla vicenda della “Serenissima” che abbiamo già sviscerato in un precedente articolo.

     

    PUBBLICATO IL: 28 marzo 2013 ALLE ORE 9:27