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    MONDRAGONE / La Lettera: "Sul voto fate un'analisi attenta". La replica di Casertace: "Basta con le letterine, Schiappa sarà giudicato in Consiglio"


        A Casertace non interessa l’analisi di parte del voto, ma se i risultati elettorali produrranno effetti all’interno del civico consesso.    MONDRAGONE – Non immaginavamo minimamente che i mondragonesi fossero così attaccati alla politica. Email, messaggi, segnalazioni di conversazioni colorite su facebook, indicazioni mirabolanti di consiglieri comunali che sorreggono Schiappa, che hanno o […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Schiappa, Agostino Napolitano, Aristide Papa e Pasquale Marquez

     

     

    A Casertace non interessa l’analisi di parte del voto, ma se i risultati elettorali produrranno effetti all’interno del civico consesso. 

     

    MONDRAGONE – Non immaginavamo minimamente che i mondragonesi fossero così attaccati alla politica. Email, messaggi, segnalazioni di conversazioni colorite su facebook, indicazioni mirabolanti di consiglieri comunali che sorreggono Schiappa, che hanno o provano qualche simpatia per Grillo, mobilitazioni improvvise per dei dati analizzati dalla nostra redazione, inviti ad approfondire l’analisi su chi ha perso e chi a vinto… ecc.

    Ci fermiamo qui, perchè quello che interessa ora a Casertace non è tanto chi ha vinto e chi è stato bastonato a Mondragone, ma se il dato elettorale produrrà effetti nel consiglio comunale. Quello che noi sappiamo oggi, è che il presidente del Consiglio, Pasquale Marquez non potrà più rinviare la data della convocazione del civico consesso, in quanto prima del voto promise che “Subito dopo le elezioni politiche avrebbe riunito l’Assise“. Bene, è in tale contesto che si verificheranno i ruoli e i nuovi rapporti politici, non sulle analisi del voto. Possiamo anche aggiungere, che l’ex coordinatore del Pdl, e consigliere comunale Giuseppe Piazza non è assolutamente o minimamente intenzionato a sfiduciare il suo sindaco, come appare chiaro che il mondragonese Mario Landolfi, anche se critico nei confronti del nuovo Pdl mondragonese, ha lasciato il campo all’amico Gennaro Coronella da Casal di Principe nell’esplicitare commenti contrari alla nomina del nuovo commissario di circolo, Ermanno Miraglia.

    Allora non ci resta che attendere la pubblica Assise. Lì, il dato politico delle pregresse elezioni politiche farà sentire il suo peso specifico. Il voto del Pdl a Mondragone va inquadrato, poi nel trend elettorale che ha avuto il partito nell’area dell’Agro Aversano e sul litorale Domizio, non solo nella circoscritta realtà cittadina.

    Nelle foto, da sinistra, Camillo Federico e Alessandro Rizzieri

    Quel 41% di consensi ottenuti a fronte del pregresso 65% non è altro che ricollegabile ad una cultura storica, politica e sociale delle terre del Basso Volturno, dei Mazzoni e del litorale del Mito. Il caso Castel Volturno è eclatante. Senza una sezione, senza una rappresentanza locale del partito, ormai folgorata da inchieste giudiziarie e via discorrendo, il Pdl ha frenato il suo arretramento a quota 45%, un dato, certamente  superiore a quello di Mondragone. A Casal di Principe e Casapesenna, senza Nicola Cosentino, il Pdl ha ottenuto cifre esorbitanti, ben più alte di Mondragone.

    Quindi basta chiacchiere e letterine!!! Se poi vogliamo dare un merito al Pdl, questo va dato alla gestione di Giuseppe Piazza e non certo a quella Miraglia che è subentrata solo alcuni giorni prima del voto.

    Poi, c’è la questione dei centristi mondragonesi. Il dato di quel 6% che risalta su quelli ottenuti a Sessa Aurunca, a Sparanise (dove va palesata la presenza del consigliere regionale Angelo Consoli) e a Castel Volturno dove il figlio di Mimì Zinzi ha conquistato solo 70 voti, ora metterà in discussione anche ruoli e posizioni politiche all’interno di un partito abbandonato da Casini a se stesso. L’udc locale ritiene di essere andato molto bene, in rapporto alla media provinciale, ma soprattutto in rapporto a quei luoghi, che per Zinzi dovevano essere delle roccaforti, perchè quei luoghi erano presidiati da assessori provinciali e da altri potenti del partito. I casi di Santa Maria a Vico, San Nicola La Strada, Caserta capoluogo, non vengono, non compaiono nelle dichiarazioni ufficiali degli esponenti dell’Udc mondragonese, ma è chiaro che il quasi 6% raccolto nella cittadina rivierasca “senza avere nulla in mano”, per usare un’espressione che ricorre spesso, seppur a mezza voce nei commenti degli esponenti locali, rappresenta un dato che secondo l’Udc di Mondragone, a cui si associano altri gruppi civici centristi, merita di essere considerato, magari attraverso una nomina di visibilità all’interno della giunta provinciale, utile anche per rafforzare l’attività di opposizione nel consiglio comunale. Resta il fatto che con il sistema elettorale del Porcellum, per i locali è difficile spostare consensi, quindi nessuno si arroghi il titolo di vincitore o di fautore di strategie politiche locali vincenti.

    Massimiliano Ive

     

    QUI SOTTO L’ENNESIMA LETTERA INVIATACI SUL DOPO ELEZIONI A MONDRAGONE

    LA LETTERA – Un’analisi attenta del voto delle recenti elezioni politiche pone una serie di considerazioni:chiarissima la debacle elettorale della PDL gestione Schiappa Giovanni – Miraglia Ermanno (neocoordinatore cittadino del partito). Si registra, infatti, un’arretramento di oltre il 20% dei suffragi elettorali sia alla camera che al senato rispetto alle ultime elezioni politiche che vedevano come coordinatore cittadino il Dott. Gerardo Napolitano. Inoltre il 40 % ottenuto è assolutamente in linea con la maggior parte delle cittadine della provincia di Caserta, anche quelle in cui la PDL non amministra e dunque dove non gestisce il potere. Ma il dato che più dovrebbe allarmare il sindaco Schiappa è l’analisi della genesi del 20% di suffragi elettorali catalizzati dal movimento 5 stelle. Circa 2380 voti ottenuti dai grillini alla Camera dei deputati rappresentano un chiaro voto di protesta rivolto contro la sua sindacatura e contro la sua gestione del partito (inimmaginabile una protesta contro le opposizioni…).

    E’ chiaro infatti che il voto dei grillini altro non è se non un voto in uscita dalla PDL atteso che il PD subisce un lievissimo arretramento del 3-4 % e considerato che l’UDC di fatto ha ottenuto un aumento percentuale dello 0,4% rispetto ai suffragi del 2008. Allora, posto che i voti catalizzati dai grillini sono in uscita dalla PDL, perchè mai questi elettori (ben il 20% dei citttadini Mondragonesi) non hanno continuato a tributare il loro voto alla PDL? Evidentemente perche’ sono delusi dalla PDL stessa e cioè dalla recente gestione del partito culminata nella ingiustificata destituzione del Geom Giuseppe Piazza – davvero non digerita dai militanti storici – e soprattutto dalla improduttività amministrativa dell’esecutivo Schiappa. Queste le ragioni della protesta! Appare altrettanto evidente che al PD e alla Coalizione di Centro si apre la possibilità di oggettiva crescita se saranno in grado di calibrare la propria offerta politica in maniera tale da saper intercettare la protesta dei grillini interpretandone le domande politiche di rinnovamento e di discontinità soprattutto amministrativa.

    Lettera Firmata

     

    PUBBLICATO IL: 1 marzo 2013 ALLE ORE 9:05