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    MONDRAGONE E IL CASO LANDOLFI / Ora, Schiappa e Piazza piangono "l'assassinio di Cesare"?


      Il sindaco prende le distanze da manifesti e vignette che attaccano il parlamentare non ricandidato, ma dichiara che Mondragone è la sua città. Piazza, invece, ottiene il sostegno dei seguaci di Romano contro Nitto Palma, ma gli occhi sono puntati sull’eredità politica lasciata dall’ex ministro. Oggi pomeriggio, venerdì, alle 17.30, incontro all’Hotel Vanvitelli a […]

    Nelle foto, da sinistra, Mario Landolfi, Giovanni Schiappa, Giuseppe Piazza

     

    Il sindaco prende le distanze da manifesti e vignette che attaccano il parlamentare non ricandidato, ma dichiara che Mondragone è la sua città. Piazza, invece, ottiene il sostegno dei seguaci di Romano contro Nitto Palma, ma gli occhi sono puntati sull’eredità politica lasciata dall’ex ministro. Oggi pomeriggio, venerdì, alle 17.30, incontro all’Hotel Vanvitelli a Caserta, organizzato dal deputato uscente

    MONDRAGONE – Quelli del Pdl di Mondragone, in queste ore, stanno facendo i conti con l’esclusione dalla competizione elettorale del deputato uscente, Mario Landolfi, che da anni, e con ruoli prestigiosi ha rappresentato la cittadina rivierasca.

    Ieri, il primo a dover dare conto che Mondragone non avrà un proprio rappresentante a Roma è stato il primo cittadino, Giovanni Schiappa, il quale , temendo di essere coinvolto in un conflitto intestino al Pdl, ha deciso di sgombrare il campo da dubbi e sospetti, in merito al fatto, che sino ad oggi, era stato, a differenza della concittadina e consigliera regionale Daniela Nugnes, l’unico a non esprimere solidarietà politica e sostegno a Mario Landolfi sulla sua mancata ricandidatura.

    L’eco della vignetta pubblicata su un mezzo di comunicazione locale che ha ottenuto anche un contributo economico dell’amministrazione comunale targata Schiappa, nella quale si anteponeva alla figura di Mario Landolfi,quella di Giovanni Schiappa; l’assenza dello stesso sindaco al consueto “brindisi augurale di Mario Landolfi”; la guerra di volantini contro l’ex ministro durante le fasi congressuali del Pdl provinciale, che  hanno visto il capo della giunta locale schierarsi nelle file dei rottamatori  del Pdl, nonchè candidarsi nella lista dei sostenitori di Nicola Cosentino, Angelo Polverino e Nitto Palma; l’ennesima assenza al convegno di Pastorano organizzato da Mario Landolfi e Gennaro Coronella, per contrastare le tesi di un congresso farsa; hanno tracciato un vero e proprio solco tra lo stesso deputato mondragonese e l’attuale capo dell’esecutivo mondragonese.

    Ora, di fronte a questa storia recente Schiappa è stato costretto a correre ai ripari scrivendo sul suo profilo facebook, che lui non condivide “la pubblicazione di manifesti e fotografie di cattivo gusto relativi alla non candidatura di Mario Landolfi. L’onorevole Landolfi resta resta un punto di riferimento politico istituzionale della città di Mondragone, la mia città

    Il messaggio, purtroppo, come si suol dire è stato stimolato da ciò che sta circolando sulla rete, non da una chiara e formale intenzione politica del sindaco Pdl di sostenere il proprio concittadino Mario Landolfi. Schiappa si è finalmente espresso sul siluramento del deputato, ma non ha scritto una parola contro la gestione commissariale del partito espletata da Nitto Palma, nè tanto meno criticato i criteri di inammissibilità alla competizione stabiliti dal Pdl, o il tentativo di concedere deroghe a Nicola Cosentino, ecc.

    Schiappa, che ha definito Mondragone “La mia (sua) città“, quindi non più rappresentata da Mario Landolfi, ma da lui come sindaco, ha tentato solo di precisare che non è lui il responsabile degli attacchi all’ex ministro… Mah!

     

    SECONDO CAPITOLO DELLA STORIA – IL COMUNICATO DEL PDL A FIRMA DEL CONSIGLIERE PIAZZA 

     

     

     

    Il coordinamento Pdl di Mondragone, a firma di Giuseppe Piazza ha inviato un comunicato stampa, alcuni giorni dopo la presentazione delle liste. Piazza e compagnia hanno deciso di uscire allo scoperto, attaccando la gestione Nitto Palma. Nel testo della nota che pubblichiamo in calce al nostro articolo, non si fa nessun riferimento alla vicenda Nicola Cosentino, ma si appioppa ogni responsabilità politica sulle candidature  e sull’esclusione dell’ex ministro,  al commissario regionale del Pdl.

    Cosa significa ciò? Nel Pdl mondragonese, l’area landolfiana (rappresentata da Piazza), in questo momento sembra essere supportata  dal fronte dei sostenitori del presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, il quale dopo il siluramento di Cosentino ha deciso di uscire allo scoperto e sferrare un colpo decisivo alla gestione politica del partito diretto da Nitto Palma (Anche se va precisato che i migliori posti e piazzamenti nella lista Pdl, sono stati concessi ai cosentiniani).

    L’esclusione di Mario Landolfi dalla competizione elettorale, assume per i berlusconiani mondragonesi, quasi i caratteri storici  dell’assassinio di Giulio Cesare. La non candidatura del deputato è usata come pretesto per ricompattare un partito lacerato da divisioni intestine. Pertanto i seguaci di Romano adesso fanno sentire la loro voce, consapevoli, ormai, che qualcuno dovrà ereditare il titolo politico e istituzionale di Mario Landolfi. Mondragone come l’antica Roma è orfana di un proprio leader.  Chi sarà il nuovo Ottaviano Augusto?

    Massimiliano Ive

     

     QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA DEL PDL MONDRAGONE

    La formazione delle liste elettorali del PdL ha raggiunto in Campania il traguardo dell’inverosimile perché chi aveva il compito di proporre le candidature al vertice nazionale, ha agito in totale spregio delle esigenze del territorio.

    Il commissario regionale, sen. Nitto Palma, è stato il protagonista indiscusso di questo autentico disastro, visibile in special modo in provincia di Caserta, la cui classe dirigente, cioè quella che negli ultimi anni ha sempre riscosso successi elettorali da primato nazionale, è stata interamente decapitata.

    Spicca in tal senso l’incredibile esclusione dell’on. Mario Landolfi, già ministro della Repubblica e due volte presidente della commissione di Vigilanza sulla Rai, che ha irresponsabilmente privato il territorio del suo più apprezzato riferimento politico e istituzionale.

    Pensiamo sia maturo il momento per il PdL nazionale di consentire al sen. Nitto Palma, generoso dispensatore di deroghe agli amici ed implacabile appositore di veti ai nemici, di dedicarsi esclusivamente ai lavori delSenato, nella cui assemblea tornerà ad accomodarsi, non grazie al voto dei cittadini e degli elettori campani ma solo grazie alla prestigiosa carica di commissario regionale che ha indecorosamente rivestito.

    24 gennaio 2013

                                                                                                   Giuseppe Piazza

    PUBBLICATO IL: 25 gennaio 2013 ALLE ORE 8:40