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    Mega appalto per la gestione del servizio idrico a CASERTA, Cobianchi all’attacco, ma al dibattito partecipa solo lui


        Presa di posizione del consigliere comunale di Fli su una questione che al di dei punti di vista e delle posizioni, tutte rispettabili, dovrebbe essere partecipata da un dibattito ampio, tra voci variegate di tipo politico, istituzionale e dell’associazionismo. CASERTA– Un argomento tanto importante come quello dell’affidamento del servizio idrico della città di […]

    Nella foto Cobianchi e Mazzotti che ha stilato il bando per la gara d’appalto

     

     

    Presa di posizione del consigliere comunale di Fli su una questione che al di dei punti di vista e delle posizioni, tutte rispettabili, dovrebbe essere partecipata da un dibattito ampio, tra voci variegate di tipo politico, istituzionale e dell’associazionismo.

    CASERTA– Un argomento tanto importante come quello dell’affidamento del servizio idrico

    della città di Caserta, meriterebbe, al di là delle diverse posizioni in campo, delle diverse opinioni, delle diverse valutazioni, un dibattito tra le forze politiche, tra le associazioni rappresentative della società civile. Dentro a questo dibattito si potrebbe realizzare un arricchimento della conoscenza di tutti i cittadini sulla questione. E invece nulla. Nulla di nulla. Un comunicato articolato dell’amministrazione comunale ci informa della prossima gara d’appalto per l’affidamento del servizio, revocato alla Napoletana gas, e nessuno, tra i politici, tra i consiglieri comunali, tra le presunte e sedicenti associazioni di queste citta, di pronunciare una parola.

     

    Sfugge a questo regione del nullismo, a questa apatia incancrenita e istituzionalizzata Luigi Cobianchi, che sarà anche un rompiscatole, ma almeno svolge la sua funzione di consigliere di opposizione con puntualità e ritmi serrati.

     

    Lui è completamente in disaccordo con la scelta di privatizzare la gestione le servizio idrico a Caserta. Nella sua prosa sempre molto ricca e generosa fa anche un riferimento a una pubblicità che compare a Caserta di un’azienda del settore: da quello che abbiamo capito fa riferimento alla Metano sud. Per carità, nessuna previsione sull’esito di questa gara, solo la sottolineatura di una esperienza, come quella di Cobianchi, che potrà essere simpatico o antipatico, ma che almeno assolve al compito che gli è stato affidato da chi lo ha votato.

     

    QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLA NOTA DEL CONSIGLIERE COMUNALE COBIANCHI

     

     

    E, Adesso,… Vogliono Toglierci Pure l’Acqua…

    ….dopo aver reso l’aria irrespirabile ed i suoli incoltivabili!

    Nel mentre, con la compiacenza dei nostri rappresentanti alla Regione, le cave restano al loro posto, i soldi delle bonifiche vengono sperperati in inutili “caratterizzazioni”, il policlinico diviene un miraggio e la Città viene sepolta sotto la colata di cemento dell’Housing per ricchi, finanziato con il danaro destinato ai più poveri!

    di Luigi Cobianchi

     

    Da settimane se ne parlava, in toni “carbonari”, nelle vere stanze del potere della Casa Comunale.

    Ben noti Dirigenti, pluridecorati da rinvii a giudizio ed avvisi di garanzia, venivano incaricati di dare una veste di legittimità ad uno degli atti più vergognosi, che si ricordino a memoria, nell’Amministrazione del Capoluogo.

    E a chi, più di coloro che si sono conquistati i galloni sul campo, che hanno sviluppato, negli anni, abilità e competenze di livello specialistico, nell’espletamento di certe faccende, così alto da resistere a tutto e a tutti, poteva essere affidato un simile compito?!

    Oramai certe persone vivono e, peggio, operano nella convinzione di aver raggiunto quell’impunità assoluta che rasenta l’intangibilità dei re, soprattutto a causa del ben noto, quanto annoso problema della lentezza della Giustizia Italiana, accompagnata dal vergognoso istituto della prescrizione!

    Vero è che un reato prescritto – come ben sapeva il divo Giulio – lascia una macchia indelebile, quantomeno connessa al dubbio. Certo, chi è sicuro della propria innocenza, ma, soprattutto, di poterla dimostrare nelle Sedi competenti, può rinunciarvi, sì che il processo possa continuare, portando ad una sentenza netta, a prescindere dal suo segno.

    Ma, in vita mia, ho conosciuto un solo imputato – dico uno – disposto a seguire questa linea.

    E, allora, grazie a santa prescrizione, soprattutto nelle amministrazioni locali ci si può dare alla pazza gioia.

    Tornando a noi, dapprima timidamente, poi, con sempre maggiore tracotanza, una deliberazione è scesa dai piani alti a quelli più bassi, ove operiamo noi Consiglieri, accompagnata dal solito dictat per i Colleghi di Maggioranza: o si approva, o si approva!

    Non sono mancati squallidi tentativi di cercare sponde anche presso l’Opposizione, ma sono più che certo che nessuno dei miei Colleghi cederà a lusinghe e blandizie ancor più mielose di quelle usate, a suo tempo, per l’housing sociale!

    Perché il tema è di quelli seri, che richiede l’espressione del Consiglio Comunale: la PRIVATIZZAZIONE dell’ACQUA!

    Nessuno creda che l’atto con il quale la Giunta ha dato il suo prodromico assenso si esprima in questi termini, così volgari e brutali, che solo il cons. Cobianchi può usare.

    Giammai! Al solito si utilizzano espressioni ben più delicate ed eufemistiche, come “aborto” od “eutanasia”, per parlare della legalizzazione di un omicidio.

    Ma la sostanza questa è!

    I lettori più attenti si staranno chiedendo: non v’era stato un referendum che aveva visto soccombente il partito di chi, non avendo più alcun pudore, pretende di speculare financo sull’acqua?!

    Vero, ma – si sa – dal nucleare, al finanziamento pubblico ai Partiti, in quella commedia dell’arte che è diventata la politica italiana, la sovranità popolare ha una parvenza di vita solo nel testo della Costituzione, mentre, di fatto, un manipolo di individui ha costituito un oligopolio in cui vi sono “nuove famiglie” che permangono comunque al potere, a prescindere da chi vinca le elezioni.

    Ve lo immaginate, nel Regno Unito, il fratello della Thatcher che milita tra le fila dei Labour, piuttosto che, negli SUA, lo zio di Obama attivista Repubblicano?!

    Ma non per nulla noi siamo l’Italia, il Paese in cui tutto diviene possibile, anche la trasformazione di un Presidente della Repubblica in un Monarca, senza cambiare la forma istituzionale dello Stato (anche perché la nostra Costituzione non lo consente).

    Ovviamente un’operazione come privatizzare l’acqua muove da lontano, richiede un’opportuna preparazione dell’opinione pubblica.

    E’ un caso che sulle “Torri dei Sedili”, di cui ho parlato qualche settimana fa, capeggi la réclame di qualche azienda che si occupa proprio del settore?!

    Mi si perdonerà, qui, la citazione della più abusata tra le massime del “Divino”, ma è d’obbligo, in questa giornata in cui si celebrano i suoi funerali: “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.”.

    Anche nella fattispecie, i “precursori” del publishing ci diranno che privato è meglio, che privatizzare significa rendere efficiente, che tutto ciò che è pubblico rappresenta un dispendioso carrozzone. E’ invocando questi slogan che la Grande Italia dei Mattei, dei Giacosa è divenuta l’italietta dei nostri giorni. Nessuno più osa dirci a che posto siamo finiti nella classifica dei Paesi più industrializzati, ove fino a non molti anni fa occupavamo ancora il quinto posto.

    L’ENI distrutta, le gloriose Manifatture Cotoniere Meridionali (M.C.M.) – che arrivarono a superare anche la FIAT per numero di occupati – assorbite e smantellate dall’IRI, che, come un tritasassi, ha polverizzato di tutto e di più, da ultima ma non per ultima la gloriosa Alfa ROMEO, svenduta alla FIAT, pur avendo pronto per la commercializzazione il progetto “164”, una vicenda ben nota in cui ebbe un ruolo di primo piano anche uno dei concorrenti recentemente in lizza per la poltrona più alta d’Italia.

    Perché il nostro è un Paese strano, dalla memoria corta, che troppo spesso dimentica i Suoi veri Eroi, per premiare con due senatorati a vita collaborazionisti del regime fascista e loro discendenti, proprietari di un’Azienda che, nei pochi esercizi in cui produce utili, non li reinveste, trasferendoli nelle cassaforti di famiglia, spesso ubicate in paradisi fiscali; mentre nei molti in cui è in perdita, anziché punire il management per le sue scelte sbagliate, preferisce prendersela con gli operai, licenziandoli o cassintegrandoli, a spese della Repubblica Italiana, sicché gli errori gestionali di privati vengono scaricati sulle buste paga di ciascuno di noi.

    Oramai si sa come funzionano i referendum in Italia, peraltro già monchi per Costituzione (essendo ammessi solo quelli abrogativi): come ci ha insegnato il “baffetto” più noto del nostro Paese, basta tenerli a decantare un po’ in un cassetto e, poi, produrre una Legge “furbetta” che, anche per mera mutazione di singole parole, rispristina ciò che i Sudditi (perché questo siamo tornati ad essere, altro che Popolo Sovrano) avevano, invano, tentato di cancellare!

    A Caserta, non ci bastava il dissesto – e, quindi, l’IMU e la TARSU più alte d’Italia – cioè d’Europa.

    L’Amministrazione Del Gaudio vuole continuare a metterci subdolamente le mani in tasca. Oggi l’acqua e domani – perché no?! – l’aria, magari previa misurazione della capacità polmonare, per accertarne il consumo da parte di ognuno di noi, effettuata presso uno degli Ospedali ove svolgono la Professione Medica nostri Assessori e colleghi Consiglieri.

    Molti Casertani pensionati, a partire da Marzo, hanno registrato un’improvvisa riduzione della propria pensione, fino a quasi cinquecento euro per quelle più alte. Qualcuno ha pensato ad un errore, altri ad una nuova tassa del Governo Monti, altri ancora ad un preventivo intervento di Giuliano Amato, in qualità di candidato-premier, il quale già una volta intervenne di notte, allorquando girano per strada solo i ladri.

    No, miei cari Concittadini in quiescenza, niente di tutto questo: si tratta dell’applicazione dell’addizionale IRPEF regionale e comunale. Se volete ringraziare qualcuno di tutto questo, non alzate lo sguardo a Roma: fermatevi a Napoli, presso i Consiglieri Regionali che avete eletto – e continuate incredibilmente a sostenere – ovvero nella nostra Caserta, nella persona del Sindaco che avete scelto.

    E sappiate che questo prelievo, d’ora innanzi, durerà, anno per anno, da Marzo a Novembre: in altre parole, prenderete per “intero” (si fa per dire!) la pensione che vi siete pagati con il lavoro ed il sacrificio solo per tre mesi all’anno, mentre i descamisados della politica italiana già… vestono Prada e, a chi gli chiede di rinunciare alla diaria, rispondono, con la raffinatezza che li contraddistingue, a mezzo di un ben noto gesto del braccio, atteso che non possono rilasciare interviste (così ha stabilito la “voce del padrone”)!

    Rivolgo un accorato appello alle Associazioni Casertane, soprattutto a quelle che più sono sensibili a questi temi: dimostriamo di non essere sudditi! Mai come in questi momenti la Politica sana ha bisogno del sostegno del Popolo Sovrano. Ove occorresse, anche in piazza.

    PUBBLICATO IL: 8 maggio 2013 ALLE ORE 16:56