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    MARCIANISE L’opposizione sta zitta, tanto il sindaco e la maggioranza si autodistruggono da soli. La svolta il 18 dicembre con il verdetto sul ricorso al Tar


    Chiara la strategia dell’Udc e del centro sinistra che evitano attacchi frontali allo scopo di non offrire alla maggioranza un argomento di coesione che oggi non ha. Per il giallo delle firme sempre le minoranze sono fiduciose sull’esito del ricorso MARCIANISE - Vige la consegna del silenzio nei gruppi di opposizione al comune di Marcianise. […]

    Nella foto Salzillo, Della Cioppa e Abbate

    Chiara la strategia dell’Udc e del centro sinistra che evitano attacchi frontali allo scopo di non offrire alla maggioranza un argomento di coesione che oggi non ha. Per il giallo delle firme sempre le minoranze sono fiduciose sull’esito del ricorso

    MARCIANISE - Vige la consegna del silenzio nei gruppi di opposizione al comune di Marcianise.

    Anche l’ultima sortita del capogruppo dell’Udc Salzillo, appariva più che altro una lisciata di pelo, una forma di captatio benevolentae espressa nei confronti dei gruppi di maggiornza, umiliati da De Angelis lo scorso 8 luglio.

    Parola d’ordine: non attaccare il nmaniera scomposta, perché questo darebbe a De Angelis e alla sua maggioranza un motivo per cercare di ricomporre lo strappo.

    Non hanno torto il centrosinistra e l’Udc quando pensano che questa maggioranza si fa male anche da sola e che la prospettiva di una sua implosione non sia del tutto peregrina. La strategia dell’attesa, dei toni pacati e anche del silenzio vigile dovrebbe durare, a meno di clamorose sorpresa, fino alla fatidica data del 18 dicembre, quando i giudici del Tar si pronunceranno sul ricorso presentato proprio dall’Udc e dal centro sinistra, cioè dalle liste battute, per l’ormai nota questione delle firme per la candidatura a sindaco e per le candidature all’interno delle liste del centro destra, autenticate dal presidente del consiglio provinciale Giancarlo Della Cioppa e dall’assessore Zaccariello.

    Della legislazione vigente e delle diverse interpretazioni relative alla stessa abbiamo scritto più volte. Esiste a riguardo un’interpretazione più rigida che non permetterebbe a un consigliere provinciale, seppure eletto nel collegio in questione, di autenticare, a meno che non sia residente nel comune dove si vota. Un’altra interpretazione, più flessibile, autorizza i consiglieri provinciali purché facciano parte dle collegio in cui si trova il comune. Ma una cosa, in questa storia, non si capisce sul serio: ma che ci azzecca Zaccariello, che è assessore provinciale e non più consigliere provinciale e che ora ricopre una carica per la quale non occorre necessariamente essere stati eletti in Consiglio. Booohhh.

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 17 agosto 2013 ALLE ORE 17:48