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    MARCIANISE ALLE ELEZIONI/ Angelo Golino si accorda col gran nemico Fecondo e Pierino Squeglia gliene canta quattro


        Molto interessante la lettura dell’articolo pubblicato sul suo blog, dall’ex parlamentare, che parla della sua estate di fuoco con l’esponente di Sel che, a suo dire, pure di fottere Fecondo sera pronto ad allearsi anche con Zizi   MARCIANISE – Non c’è rimasto certo bene Pierino Squeglia. Non c’è rimasto bene e forse […]

    Nella foto Golino, Squeglia e Fecondo

     

     

    Molto interessante la lettura dell’articolo pubblicato sul suo blog, dall’ex parlamentare, che parla della sua estate di fuoco con l’esponente di Sel che, a suo dire, pure di fottere Fecondo sera pronto ad allearsi anche con Zizi

     

    MARCIANISE – Non c’è rimasto certo bene Pierino Squeglia. Non c’è rimasto bene e forse c’è rimasto anche un bel po’ di sasso nel vedere che Angelo Golino,  che, ve lo garantisce il sottoscritto, ha impegnato, spasmodicamente, pensieri e azioni dei suoi ultimi anni per espellere dalla vita politica marcianisana Filippo Fecondo, si sia messo d’accordo con lui in vista delle prossime elezioni comunali.

    Filippo Fecondo, per Angelo Golino, non era un semplice avversa politico. Era un nemico. Gli stava talmente sullo stomaco che unitamente al papà che ne ha sempre accompagnato con premura i passi nella sua esperienza politica, cannoneggiò l’amministrazione guidata da Fecondo utilizzando fuoco amico, dato che qualche anno prima Golino era stato eletto in consiglio provinciale proprio nella lista dei Ds, con Fecondo sindaco e dunque, molto presumibilmente, anche grazie ai suoi voti.

    Pierino Squeglia c’è rimasto male perchè, come spiega in un articolo da lui scritto sul suo blog (CLICCA QUI per leggerlo) Golino gli avrebbe fracassato letteralmente gli zebedei per un estate intera proponendogli acrobatiche coalizioni e fronti elettorali sbilenchi, al limite del milaziano, che avevano come loro unica ragion politica l’annientamento del nemico di sempre. Squeglia nel suo articolo parla addirittura di una “proposta indecente” fattagli da Golino, il quale lo avrebbe invitato a costruire insieme un cartello elettorale più vertiginoso di una montagna russa che andasse da Sel fino all’Udc di Zinzi.

    La sorpresa, lo stranimento di Squeglia plana, nell’ultima parte del suo articolo, nell’allusione rispetto a patti fondati su interessi materiali che sarebbero l’unico motivo, a suo dire, di un’alleanza che per biologia ed elezione, lui considera friabile e vulnerabile già in partenza.

    Si ha la sensazione che questa volta Fecondo e il Pd di Marcianise siano stati abili, dato che, mentre Squeglia e Golino discutevano all’ombra della canicola estiva, loro hanno bruciato le tappe, compiendo anche qualche forzatura, qualche formale fuga in avanti per sacramentare Filippo Fecondo quale candidato, mettendo tutti gli eventuali alleati davanti al fatto compiuto. Ora naturalmente la posizione dei popolari di Squeglia diventa la più problematica. Accodarsi a Fecondo senza che questo accada in un processo sufficientemente faticoso per rendere più alto il peso specifico di Squeglia nella coalizione, significherebbe assegnare all’ex parlamentare un ruolo da soprammobile, da complemento d’arredo. Dialogare con Zinzi è un problema storico che accompagna e complica molti dei decenni della vita del buon Pierino.

    Staremo a vedere.

    Gianluigi Guarino

    CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO DI SQUEGLIA SUL SUO BLOG

    PUBBLICATO IL: 2 aprile 2013 ALLE ORE 18:05