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    MADDALONI Salvate la soldatessa De Lucia: ancora una volta attacca senza pietà… se stessa


      Hanno cercato invano di non far vedere a Casertace un surreale comunicato, che pubblichiamo integralmente in calce all’articolo, con cui sindaco e amministrazione commentano i rilievi espressi dalla commissione del ministero degli interni che prende in tutela i comuni in default MADDALONI - Nella complessa confusa e molto spesso conflittuale relazione che la sindaca De Lucia ha […]

    Nella foto De Lucia e Bove

     

    Hanno cercato invano di non far vedere a Casertace un surreale comunicato, che pubblichiamo integralmente in calce all’articolo, con cui sindaco e amministrazione commentano i rilievi espressi dalla commissione del ministero degli interni che prende in tutela i comuni in default

    MADDALONI - Nella complessa confusa e molto spesso conflittuale relazione che la sindaca De Lucia ha con le passate amministrazioni, compreso quella precedente, capitanata da Antonio Cerreto, il capitolo del comunicato stampa che il comune di Maddaloni ha cercato, invano, di non far vedere a Casertace, semplicemente non inviandoglielo, dato che sa bene che questo è l’unico giornale che sa leggerlo nella sua lettera, ma anche in controluce, dicevamo il capitolo di questo comunicato stampa rappresenta un’ulteriore tappa sul percorso della ricerca, per il momento inutile, di un punto di equilibrio tra la De Lucia sindaco e la De Lucia assessore ai lavori pubblici della precedente consiliatura.

    Senza metterci a fare troppo i sofisticati sull’analisi e sulla valutazione dei misteriosi motivi politici che una commissione di burocrati del Ministero degli Interni avrebbe escluso nel quaderno delle istruzioni per l’uso consegnato al comune di Maddaloni, solo per quel che riguarda il piano di lavoro dei dirigenti, lasciando perdere, ripetiamo questa misteriosa affermazione dato che l’opera di un dirigente deve avere il riferimento di un indirizzo politico, e questo vale per quello che è stato, ma anche per quello che è, ancora una volta è il dialogo, anzi lo scontro che la De Lucia ha con il suo alter ego a interessare la nostra curiosità per la materia della psicologia.

    C’è un passaggio del comunicato stampa che per chi non conosce le cose di Maddaloni potrebbe rappresentarsi come una normale espressione di scarica barile da parte di chi ha trovato una situazione economica compromessa a carico delle gestioni passate. Ma quando una De Lucia riferendosi, evidentemente, soprattutto a Luigi Bove, che dell’amministrazione Cerreto è stato assessore all’ambiente, e oggi consigliere dissidente nel Pdl, considerandolo come tra i maggiori responsabili del dissesto, si registra un fenomeno più che di memoria selettiva, che è una furbata e un espediente spesso solo retorico, applicabile però a cronologie storiche un po’ più datate, un vero e proprio processo di estraniamento da se stessa.

    E qui semplifichiamo le parole: sindaca De Lucia, quando lei fa riferimento nel comunicato, pur senza nominarlo, all’azione di Luigi Bove, si riferisce anche ad una serie di atti amministrative che Bove poneva all’attenzione della giunta e che la giunta approvava con il suo voto favorevole. E poi, le consulenza, che pure compaiono, ripetiamo, come rituale espediente di scarica barile. Ma ‘ste consulenze chi le dava? Molte non erano approvate in giunta? E in quella giunta chi ci stava? Non ci stava lei?Che dobbiamo fare, recuperare tutte le delibere di spesa della precedente amministrazione per capire se lei ha votato o meno a favore?

    Due sono i casi: o lei, sindaca De Lucia, ci fa, e dunque prova a chiamarsi fuori dalle responsabilità, rimescolando le acque nella speranza che la materia tecnico contabile sia sufficientemente impervia, complicata, da non consentire valutazione immediate e di buon senso. Oppure lei e il suo alter ego, la De Lucia sindaco e la De Lucia assessore ai lavori pubblici dovete mettervi a braccetto e recarvi immediatamente dallo psicanalista.

    COMUNICATO STAMPA - Il presente comunicato ha lo scopo di evitare le solite speculazioni che una scarsa portata politica, ma sono quasi sempre un esercizio di disinformazione che tralascia i fatti per mettere in risalto interpretazioni unilaterali, la cui oggettività è assolutamente discutibile.
    Infatti già in precedenza, sulla delibera di rideterminazione della pianta organica, si è fatta una sistematica informazione. Del resto i giornali hanno riportato una versione, ampliamente edulcorata, del documento inviato dal Ministero. La sintesi è una sola: la rideterminazione va bene, deve solo essere messo in regola un errore formale nelle premesse. Ma la determinazione e le conclusioni non è state oggetto di osservazioni.
    Prima di entrare nel merito del bilancio bisogna dire che, da quando è stata fatta la legge per il dissesto finanziario degli enti locali, non è mai accaduto che una ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato sia stata accolta al primo tentativo senza nemmeno un’osservazione. Quindi, pur convinti di aver fatto un buon lavoro, non ci attendevamo certo un’approvazione incondizionata. Anche perché si andava ad incidere su un arco temporale abbondantemente trascorso, visto che il dissesto è stato dichiarato nel dicembre del 2012. Lavorare su una spesa già realizzata non è un esercizio semplice.
    Il Ministero ci richiede delle integrazioni documentali e la rimodulazione di alcune poste di bilancio. Si tratta pertanto di adempimenti tecnico-amministrativi che competono quasi esclusivamente al personale, e non l’amministrazione politica. E’ questa l’occasione per ringraziare tutti quelli che si sono adoperati instancabilmente per raggiungere quello che possiamo tranquillamente definire un successo – in particolare il Segretario Generale e il Responsabile dei servizi finanziari – ai quali chiediamo un ulteriore grande sforzo.
    La parte che tocca più da vicino l’Amministrazione è quella che riguarda l’entità della spesa corrente, sulla quale abbiamo continuato a lavorare anche dopo la delibera di adozione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Anche sul piano triennale di razionalizzazione delle utenze e dei mezzi abbiamo iniziato a lavorare prima delle prescrizioni ministeriali, non a caso abbiamo disdetto le utenze dei telefonini e dismesso dei mezzi mettendoli all’asta.
    Cogliamo l’aspetto positivo che il ministero ha riconosciuto all’Ente un maggior diritto, per trasferimenti, di circa 1 milione di euro l’anno a partire dal 2012, quale consolidamento finanziario. Questo ci agevolerà non poco in sede di rivalutazione di alcuni aspetti della spesa corrente.
    Inoltre ci viene chiesto di rendicontare i vecchi ruoli, per IMU e TARSU, che permetteranno alla Commissione Straordinaria di Liquidazione di gestire la chiusura della massa passiva. Su questo chiameremo i dirigenti responsabili ad adoperarsi senza lesinare sforzi.
    Il Ministero, infine, ci sottolinea che nel 2011 è stato sforato il patto di stabilità e che nel 2012 le consulenze hanno sforato la soglia ammissibile: facciamo sommessamente notare che questa amministrazione, insediata a luglio del 2013, è assolutamente nei limiti di legge e che non è nostro poter cambiare il passato. Per chiarirsi le idee basterebbe andare a vedere chi – in quegli anni – aveva responsabilità amministrative e di governo.
    E’ inutile scendere nel dettaglio tecnico che porterebbe la discussione su un piano che non è quello politico. A nostro modo di vedere è un successo che permetterà, in poco tempo, di venire a capo del dissesto finanziario.
    Naturalmente tutto prescinde da quanto riusciremo a collaborare ed agevolare il lavoro dei nuovi componenti del Collegio dei Revisori e con i componenti della Commissione Straordinaria di Liquidazione, che ci accompagneranno lungo questo virtuoso cammino di riequilibrio.
    Per quanto riguarda l’aspetto prettamente politico, questa volta, non faremo sconti a nessuno: siamo pronti ad accettare civilmente tutte le critiche, purché costruttive. Ma non accetteremo più speculazioni da qualsiasi parte esse vengano. Subiamo quotidianamente attacchi da chi ha ricoperto, nel periodo sotto osservazione, un ruolo di amministratore sia politico che lavorativo, le cui responsabilità – dirette o indirette che siano – sul dissesto, sono note a tutti.
    Ma soprattutto non accetteremo critiche da chi è in palese conflitto di interessi. Infatti nelle prescrizioni vi è l’obbligo di copertura del 36% per i servizi a domanda individuale. Anche su questo punto interverremo con dei correttivi. Ma non potremmo accettare le osservazioni di quei filosofi che vogliono spiegarci il meccanismo della copertura di tali servizi, ma che intanto non sono per niente in regola.
    Pertanto, come sempre, saremo aperti a tutti i contributi, osservazioni e suggerimenti da qualsiasi parte essi provengano. E’evidente che l’approccio “low profile” è stato mal interpretato. E’ arrivato il momento di utilizzare un nuovo approccio.

    PUBBLICATO IL: 13 ottobre 2013 ALLE ORE 15:35