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    L’Ira funesta del “Pasqualide” Schiappa: “Landolfi? Un frustrato. Alcuni consiglieri? Servi dei vecchi politici. La Nugnes? Dipende da Landolfi”


      MONDRAGONE – A poche ore dalle sue dimissioni che comunque potranno essere revocate entro 20 giorni il primo cittadino spara a zero sull’ex ministro e sulla consigliera regionale. La reazione delle opposizioni. Mario Fusco “Da lupo ad agnello… ora si dimetta veramente”. Taglialatela “Vada in Consiglio e se ne vada dopo aver approvato le […]

    Nelle foto, da sinistra, Giovanni Schiappa, Mario Landolfi e Daniela Nugnes

     

    MONDRAGONE – A poche ore dalle sue dimissioni che comunque potranno essere revocate entro 20 giorni il primo cittadino spara a zero sull’ex ministro e sulla consigliera regionale. La reazione delle opposizioni. Mario Fusco “Da lupo ad agnello… ora si dimetta veramente”. Taglialatela “Vada in Consiglio e se ne vada dopo aver approvato le cose fondamentali per la città”

     

    Nelle foto, da sinistra, Mario Fusco e Antonio Taglialatela

     

    MONDRAGONE – Certamente le dichiarazioni proferite dal sindaco dimissionario di Mondragone, Giovanni Schiappa, non lasciano nessun spiraglio di dialogo e di apertura al confronto politico per superare l’estenuante crisi politica della maggioranza. Dopo le dimissioni la fascia tricolore con l’uso di termini alquanto pesanti e minacciosi, ha diffuso a mezzo stampa un comunicato stampa ufficiale nel quale si sintetizzano tutte le ragioni politiche che lo hanno spinto a prendere la decisione che ormai i lettori di Casertace conoscono.

    Schiappa non risparmia nè la consigliera regionale con delega all’Agricoltura, Daniela Nugnes,Mario Landolfi e i suoi fedelissimi, nonchè i consiglieri comunali che si sono dimostrati a lui dissidenti nel tempo. “Miseri servitori dei vecchi politici…“, “ la cosa più grave è il risentimento di chi nel Pdl ha scaricato su di noi la frustrazione di non essere stato candidato alle scorse elezioni politiche”, “A ciò si aggiunga l’atteggiamento di una consigliera regionale che, invece di servire la Città che l’ha onorata e per essa l’Amministrazione comunale mediante concretezza ed attivismo, ha cercato sempre e soltanto il modo di dimostrare la sua dipendenza totale dall’ex onorevole”, sono i passaggi chiave dell’intervento di Schiappa, che addossa il 90% delle responsabilità politiche della fine del suo mandato al fronte di Mario Landolfi.

    Ma al di là delle parole di Schiappa, sussistono anche i commenti dei gruppi di opposizione della città. Mario Fusco non crede alle dimissioni, e in una nota che pubblichiamo in calce all’articolo paventa: ” Il sindaco ha messo in cantiere questa mossa alla vigilia del Consuntivo … per provare a campicchiare ricucendo una maggioranza ormai decotta oppure per provare con le larghe intese, o meglio larghi inciuci“.

    Per il socialista Taglialatela invece. “Il Sindaco approvi gli atti fondamentali per la vita amministrativa e successivamente abbia il coraggio di dimettersi realmente in aula…”

    M.I.

    QUI SOTTO IL TESTO UFFICIALE DELLE DIMISSIONI DI SCHIAPPA E LE REAZIONI DELLE OPPOSIZIONI

    Ritengo che sia arrivato il momento di raccontare la verità su quanto sta accadendo a Mondragone. Le vecchie logiche delle manovre di palazzo non possono e non devono prevaricare sul bene della nostra città. In molti parlano di bene comune ma, nei fatti, scelgono di perseguire altri fini intorbidendo le acque e non lavorando per Mondragone.

    Nel corso di questo primo anno di sindacatura, l’amministrazione da me guidata ha attraversato dei momenti in cui si è trovata di fronte a difficoltà spaventose, impossibili da prevedere. Ciò nonostante, abbiamo lottato contro tutto è tutti sforzandoci, in primis, di moralizzare l’attività del Comune e cercando di realizzare i punti del nostro programma amministrativo, ma abbiamo dovuto fare i conti con un accanimento ambiguo e a tratti feroce, non solo dei consiglieri d’opposizione ma anche e soprattutto di alcuni consiglieri di maggioranza che, invece di collaborare, proporre ed amministrare, hanno assunto il ruolo di accaniti detrattori, sempre pronti a distruggere tutto ciò che con sforzi non indifferenti veniva costruito.

    Queste persone, miseri servitori di vecchi politici arrabbiati e desiderosi di riacquistare visibilità e credibilità, hanno trascurato completamente il mandato loro affidato dal popolo, pensando soltanto a distruggere, non collaborando e  né tantomeno facendo una pur minima proposta costruttiva. Abbiamo dovuto sopportare attacchi gravissimi e gratuiti su internet e sulla carta stampata che hanno messo in discussione la nostra rettitudine e la nostra moralità pubblica o, negli ultimi tempi, veri e propri incitamenti alla sfiducia, o critiche mosse da pseudopolitici che non soltanto non sono presenti in Consiglio comunale, ma che non lo sarebbero neanche se candidati, i quali in virtù di amicizie compiacenti riescono a dare sfogo ad ingiustificabili aggressioni su pagine di cronaca locale.

    Polemiche di ogni genere, sorte con indicibile ferocia, innescate perché determinate iniziative andavano a cozzare contro gli interessi di qualche proprietario di attività commerciale che si metteva in mostra con varie etichette ed appellativi, a seconda dei casi, a seconda delle esigenze, a seconda degli interessi. Si è cercato di infangare il nostro nome  con volantini anonimi (i cui autori, a dire il vero, sono noti da tempo in Città per atti di vigliaccheria e di sciacallaggio), affidandone talvolta la distribuzione ai propri figli e nipoti, in cui ci si accusava di tutto. Ultimamente, poi, si è caduto nel ridicolo quando addirittura sono state proposte azioni che già l’Amministrazione aveva iniziato a realizzare.

    Ma la cosa più grave è il risentimento di chi nel Pdl ha scaricato su di noi la frustrazione di non essere stato candidato alle scorse elezioni politiche, facendo finta di non sapere che il suo destino era stato deciso a Roma per vicende evidentemente note all’interessato più che ai mondragonesi.

    A ciò si aggiunga l’atteggiamento di una consigliera regionale che, invece di servire la Città che l’ha onorata e per essa l’Amministrazione comunale mediante concretezza ed attivismo, ha cercato sempre e soltanto il modo di dimostrare la sua dipendenza totale dall’ex onorevole e mai l’appartenenza alla sua terra ed al suo partito, quel Pdl che le ha consentito di sedere tra i banchi di Palazzo Santa Lucia a Napoli.

    Riteniamo, quindi, che sia matura la scelta di assumere decisioni importanti, affinché chiarezza sia realizzata nei fatti senza ricorrere a scorciatoie o manovre politiche di dubbio valore che riescano a garantire galleggiamenti senza prospettive in un momento in cui la politica e’ chiamata ad un maggior senso di responsabilità.

    Per questo, di fronte ad un atteggiamento irresponsabile ed irrazionale, al limite dell’indecenza, anziché rimanere ostaggio di ipocriti che, senza rispetto per il bene comune e senza alcuna qualità morale, non hanno  voluto individuare i limiti oltre i quali non bisogna spingersi per salvaguardare i propri interessi o quelli dei loro padroni, ritengo sia opportuno rassegnare le mie dimissioni dalla carica di sindaco.

    La nostra azione, però, non può e non deve esaurirsi oggi, perché riteniamo che Mondragone e le speranze della sua gente meritino di essere servite con l’umiltà e con il grande senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e per il quale siamo riconosciuti. Infatti il prossimo venerdì 17 maggio non farò mancare la mia presenza alla firma del protocollo di intesa per la realizzazione del grande progetto ‘la bandiera blu del litorale domitio’ fortemente voluto dall’amico Governatore Stefano Caldoro.

    I problemi della nostra Città restano sempre gli stessi e, per tentare di risolverli, per cercare di  amministrare, é necessario cominciare a guardare la qualità e la credibilità non soltanto dei programmi elettorali ma soprattutto di chi deve ed effettivamente vuole realizzarli.

    Quando abbandonai la Sala del Consiglio comunale, dopo pochi mesi dall’insediamento, non era il Sindaco a lasciare l’aula, ma un cittadino di Mondragone deluso e ferito da logiche che sono lontane, o meglio lontanissime dal nostro modo di intendere la politica come servizio, valore che mi ha portato a chiedere pubblicamente scusa. Il nostro faro guida è il bene di Mondragone e a questo obiettivo non anteponiamo nulla, per nessun motivo”.

     

     Giovanni Schiappa – sindaco dimissionario

     

    LE REAZIONI POLITICHE 

     

    Mario Fusco consigliere di opposizione - Da lupo ad agnello. Dopo tanta autorità e muscoli mostrati dal sindaco, anche attraverso le parole affidate al “megafono” dello stesso, ovvero, il neo commissario del Pdl, alla fine ha dovuto cedere all’ultimatum dei consiglieri dissidenti. Nelle settimane scorse, impavido ripeteva che nulla avrebbe cambiato in giunta, per poi procedere miseramente alle proprie dimissioni, che di fatto hanno provocato l’azzeramento della stessa. Vecchi trucchi, vecchie prassi. Adesso si presenterà nudo in consiglio comunale sul bilancio Consuntivo, per provare a campicchiare ricucendo una maggioranza ormai decotta oppure a provare con larghe intese, o meglio larghi inciuci.

    La cosa più dignitosa sarebbe quella di rendere queste dimissioni irreversibili e affidarsi al popolo sovrano. Intanto la città continua ad essere in evidente stato di agonia.

    Mario Fusco di Io Amo Mondragone

     

    Antonio Taglialatela del Psi – “Il Sindaco approvi gli atti fondamentali per la vita amministrativa e successivamente abbia il coraggio di dimettersi realmente in aula, non sono ammesse ulteriori sceneggiate neomelodiche politiche. 

    Del resto, il fallimento di Schiappa rappresenta il fallimento della politica cittadina, eternamente autoreferenziale e consociata.

    Avevamo proposto nei giorni addietro una mozione di sfiducia e di sicuro la ripresenteremo, qualora il Sindaco voglia tornare sui propri passi, come crediamo che vorrà nuovamente recitare.   

    Una politica cittadina legata alle solite e medesime famiglie e ai soliti gruppi di interesse che privano la città di qualsiasi idea di promozione e di sviluppo armonico.

    Attendiamo note ufficiali del Sindaco e nel frattempo possiamo solo prendere atto di una Città sempre più sola, in balia delle onde. 

    Il gesto delle dimissioni è la logica conseguenza di una perfetta ammucchiata, senza capo e senza coda, che già lo scorso anno, durante le concitate fasi elettorali, denunciammo apertamente alla città e ai nostri cari concittadini.

    Scelsero Schiappa e l’intera armata Brancaleone del centrodestra cittadino, quello più oscurantista e legato anche alle note vicende giudiziarie del tempo.

    Oggi quei cittadini sono stati ancora una volta, come sempre, traditi dai loro palladini.

    Occorre liberare la città dai soliti appetiti famelici, soprattutto di coloro  che oggi sembrano professarsi politicamente vergini rispetto alle grosse responsabilità avute in questi ultimi 30 anni di vita amministrativa. 

    La classe dirigente fa fatica a rinnovarsi, le novità vengono subito affossate e delegittimate. Caro Schiappa, vada a casa e magari si dimetta anche dalla Provincia. 

    Per davvero.  

    PUBBLICATO IL: 14 maggio 2013 ALLE ORE 15:21