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    L’EDITORIALE – Dopo 4 giorni il Pd casertano non tira fuori cifre e documenti sui soldi incassati alle primarie. Un Ultimo appello al segretario Abbate


    Nelle foto, da sinistra, il segretario provinciale Pd, Dario Abbate e il tesoriere Giuseppe Fattopace Mettere insieme la questione di alcuni consensi bulgari con quella delle migliaia e migliaia di pre-registrazioni che non hanno trovato riscontro nell’espressione elettorale, significa voler confondere le acque. Occorre chiarezza e una condanna netta di certi fenomeni Vanno sicuramente apprezzate […]

    Nelle foto, da sinistra, il segretario provinciale Pd, Dario Abbate e il tesoriere Giuseppe Fattopace

    Mettere insieme la questione di alcuni consensi bulgari con quella delle migliaia e migliaia di pre-registrazioni che non hanno trovato riscontro nell’espressione elettorale, significa voler confondere le acque. Occorre chiarezza e una condanna netta di certi fenomeni

    Vanno sicuramente apprezzate le dichiarazioni rese dal segretario provinciale del Pd casertano, Dario Abbate, il giorno dopo il primo turno delle elezioni primarie. Apprezzate in quanto non era facile per chi ben sa che questo giochino vergognoso delle pre-registrazioni, che non hanno trovato riscontro nel voto espresso, è stato armato da piccoli e medi cacicchi locali, desiderosi di far capire a tutti, a Bersani in primis, che loro, in futuro, meritano una poltrona o una gratifica. Abbate ha detto che, a fronte dei 30 mila che domenica scorsa hanno votato, ci sono state 35 mila pre-registrazioni. Insomma quasi il 20% di quelli che, 2 o 3 giorni prima del voto, si sono prenotati per partecipare alle primarie, le hanno poi disertate.

    Dato ad Abbate quel che è di Abbate, va sottolineato che una cifra del 20% sarebbe già alta di per sé, quand’anche questa fosse distribuita uniformemente sul territorio. Il dato diventa, invece, inquietante, (e qui l’analisi di Dario Abbate diviene carente) se è vero, come è vero, che queste 5 mila pre-registrazioni,  liquefattesi il giorno del voto, si sono concentrate in luoghi ben precisi e definiti, a partire da Sessa Aurunca ed anche, seppur in misura nettamente inferiore, da Marcianise.

    Oggi è giovedì, e dalla celebrazione delle elezioni primarie sono trascorsi già 4 giorni. Il Pd casertano, se avesse voluto esprimere un consistente e, questo sì. innovativo dato di serietà e di rigore, avrebbe dovuto dimostrare documentalmente il versamento su conti dedicati e pubblicamente verificabili dei 70 mila euro che, stando alle parole di Abbate, sono stati incassati tra pre-registrazioni e registrazioni.

    Il non averlo fatto ancora dopo 4 giorni, non depone affatto bene. Il Pd, infatti, è dotato di un tesoriere provinciale, carica ricoperta dall’ex sindaco di Capodrise, Giuseppe Fattopace, anche lui bersaniano di ferro. Bene, se una struttura organizzata ha a disposizione una figura, per giunta navigata e ricca di esperienza, per assolvere solo alla delicata funzione della tesoreria, non può far passare 4, 5 giorni privando l’opinione pubblica di un’informazione tutt’altro che oziosa, dato che solamente un riscontro immediato, ad horas, delle cifre incassate, attraverso il versamento dei 2 euro di ognuno dei votanti, avrebbe rappresentato uno strumento di analisi, se non decisivo, quanto meno utile per cominciare a interpretare le anomalie che si sono verificate domenica scorsa e nei giorni delle pre-registrazioni. Farlo domani mattina, sarebbe anche inutile, perché si sa bene che il tempo è un fattore essenziale per cucire le pezze a colore, soprattutto quando nella stanza dei bottoni del Pd casertano risiedono lenze mica da ridere come quelle che vi risiedono.

    Al segretario Abbate formulo un altro appello, sperando che questo non resti inevaso, al pari degli altri che Casertace ha spedito, al leader del Pd provinciale, nei giorni scorsi: prenda ufficialmente e pubblicamente le distanze da vicende come quelle verificatesi a Sessa Aurunca e a Marcianise. Poi parli pure dei voti presi da Renzi a Casapesenna, perché no, la questione dei consensi bulgari, soprattutto in certe zone, è una questione seria. Questo vale per i voti raccolti da Renzi a Casapesenna, ma vale anche per l’urna bulgara pro Bersani di Teverola, di Carinola e di diversi altri posti.

    Ma questo non c’azzecca nulla con la vicenda delle pre-registrazioni anomale, perché quella vicenda scavalca, prescinde e aggrava il problema delle truppe cammellate e dell’identità del processo democratico, tradito a Caserta domenica scorsa. Va al di là, perché il sospetto, la sensazione è che in quelle pre-registrazioni abitino molte firme false. Su questo deve impegnarsi la dialettica del segretario provinciale Abbate.

    Casertace attende una sua lettera chiara su queste vicende e sarà lieta di pubblicarla.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 29 novembre 2012 ALLE ORE 12:36