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    L'EDITORIALE/ Capacchione Ministro, vediamo se 'sti fessi del Pd campano si fanno sfuggire questa storica occasione


        La scelta di Bersani di ergere la giornalista anti camorra a simbolo di quello che il suo partito vuole essere e vuole rappresentare in questa terra, rappresenta già il compimento della metà dell’opera. Ora c’è da fare l’altra metà. E qui cascano… gli asini.   Caserta – L’occasione è storica e sarebbe veramente […]

    Nella foto, la candidata del Pd al Senato, Rosaria Capacchione

     

     

    La scelta di Bersani di ergere la giornalista anti camorra a simbolo di quello che il suo partito vuole essere e vuole rappresentare in questa terra, rappresenta già il compimento della metà dell’opera. Ora c’è da fare l’altra metà. E qui cascano… gli asini.

     

    Caserta – L’occasione è storica e sarebbe veramente un peccato lasciarsela sfuggire.

    Uno può avere un’opinione più o meno buona, più o meno lusinghiera nei confronti di Rosaria Capacchione, ma è chiaro che la scelta operata da Bersani di individuarla come emblema politico del suo partito nella terza regione d’Italia apre una porta, anzi un portone verso una storica presenza di un casertano all’interno del prossimo governo nazionale.

    Non è certo detto che il centro sinistra vincerà l’elezioni, ma al momento resta la prospettiva più probabile. Nella candidatura della Capacchione il candidato premier Pierluigi  Bersani ha sintetizzato quello che il Pd intende rappresentare per la Campania, un partito che prima ancora delle ragioni di una costruzione del consenso politicista e clientelare, guarda alla necessità di una politica che tenti di connettere nella società i valori che la Capacchione ha indubbiamente testimoniato nella sua attività professionale.

    Insomma, la metà dell’opera è compiuta. Capolista al Senato, icona del partito in Campania, leader di valori, più che di organizzazione del consenso, dunque, considerata dal partito importante al di là di un suo bacino di voti personali. Conseguentemente poco esposta o meglio, sarebbe più opportuno dire, riparata dalle dispute correntizie,

    L’intelligenza  del Pd campano dovrebbe consistere nel costruire intorno alla Capacchione un’unità di intenti e di motivazioni che, partendo da un impegno ancor più forte, perché il centro sinistra si aggiudichi il premio di maggioranza in questa regione, continui dopo le elezioni a tenere alte la voce e la testa affinché la pronvincia di Caserta possa condurre nel prossimo governo i valori di cui la Capacchione è portatrice.

    A occhio e croce, conoscendo la valenza degli altri candidati campani del Pd e la fertilità di ingegni che li contraddistingue, la vedo duretta. Ma se in questo partito c’è ancora qualcuno che ragiona in termini politici, dovrebbe fin da ora indirizzare ogni suo discorso di questa campagna elettorale verso una prospettiva possibile, perché possibile l’ha resa Bersani nel momento in cui ha dato a Rosaria Capacchione le chiavi della rappresentazione del suo partito in questa terra.

    Staremo a vedere.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 2 febbraio 2013 ALLE ORE 13:38