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    LE PRIMARIE AL MICROSCOPIO / Caserta capoluogo, primatista d’Italia per i voti a Renzi che recupera 5 punti rispetto al primo turno


    Mentre a livello nazionale, Bersani si è attestato a una percentuale di soli due punti inferiore alla somma dei voti raccolti al primo turno, anche da Vendola, Puppato e Tabacci, che poi l’hanno appoggiato, mentre a Napoli il travaso dei voti degli sconfitti è stato totale, da noi lo scostamento è del 5%.  Caserta – […]

    Nelle foto, da sinistra Carlo Marino e Dario Abbate; rispettivamente primi riferimenti di Renzi e Bersani nel Casertano

    Mentre a livello nazionale, Bersani si è attestato a una percentuale di soli due punti inferiore alla somma dei voti raccolti al primo turno, anche da Vendola, Puppato e Tabacci, che poi l’hanno appoggiato, mentre a Napoli il travaso dei voti degli sconfitti è stato totale, da noi lo scostamento è del 5%. 

    Caserta – Punto primo: il dato del ballottaggio delle elezioni primarie può rappresentare, sia da un punto di vista squisitamente statistico, sia da un punto di vista politico, una struttura paragonabile e confrontabile con i dati del primo turno. Questo perché l’erosione dei numeri dei votanti tra primo e secondo turno è minima. Solo quattromila unità che non rappresentano un fattore decisivo per rendere incerto l’analisi dei fattori determinanti del voto di ieri.

     Proprio per questo motivo appare credibile un collegamento politico e, appunto, aritmetico tra i voti raccolti da Bersani al primo turno e quelli raccolti dallo stesso candidato al secondo turno. Collegamento con il travaso del consenso acquisito dal neo candidato premier da coloro che il primo turno avevano votato per Nichi Vendola, la Puppato e Tabacci. In poche parole, se quasi tutti sono tornati a votare al ballottaggio, quei voti vanno ricollocati e riattribuiti. Fata la premessa possiamo guardare con una certa serietà cognitiva e con un rassicurante rigore scientifico all’esito dell’urna.

    Bersani al primo turno raccoglie in tutta la Provincia il 50,57%; Vendola si attesta sul 16,75%. La Puppato raggiunge quota 1,13%, mentre Tabacci conquista il 4,64. La somma è pari al 73,09%. Equidistribuendo il quattromila che non sono tornati a votare, tra le varie opzioni di consenso del primo turno, era questa la percentuale che B ersani avrebbe dovuto raccogliere in Provincia di Caserta.

    In un meccanismo di trasmissione che ha avuto quasi simmetrico riscontro nei dati nazionali del ballottaggio che assegnano a Bersani un 61% dei voti a fronte dei 63% che rappresentano la somma dei consensi raccolti dal segretario Pd più Puppato, Vendola e Tabacci.

    In Provincia di Caserta le cose sono andate in maniera sostanzialmente diversa, rispetto al dato dato nazionale e rispetto ad una provincia vicina come quella di Npoli, in cui la somma degli apporti di Bersani, Tabacci, Vendola e Puppato ha fatto sì che il primo raggiungesse quota 75%.

    Il dato finale di Caserta e Provincia ha attestato Bersani al 68,3% circa cinque punti in meno rispetto alla somma dei voti raggiunti dal gruppo formato da Bersani e i tre esclusi del primo turno.

    Renzi, ha raccolto al secondo turno 31,68% cioè circa 5 punti in più rispetto al 26% e rotti raccolti al primo turno. In poche parole Renzi, a differenza del resto della Campania, a Caserta e Provincia ha recuperato voti.

     Ma il dato ancor più interessante è quello che riguarda il capoluogo dove al primo turno, Renzi ha raccolto il 42% a fronte del 58% preso da Bersan ie dagli esclusi. Al ballottaggio è finita 53% a 47%. Dunque, anche in questo caso, con un recupero di 5 punti da parte del sindaco di Firenze. Ma l’elemento che fornisce originalità al capoluogo è costituito dal fatto che solo in alcune città toscane Renzi ha raccolto percentuali migliori di quelle raccolte a Caserta. In poche parole, Caserta è stato il capoluogo di Provincia che, al di fuori delle suggestioni collegate al radicamento personale del sindaco di Firenze è stata maggiormente generosa con i voti nei suoi confronti. E questo non può che essere ascritto al lavoro compiuto da Carlo Marino, Edgardo Ursomando e dai suoi collaboratori.

    g.g.

    PUBBLICATO IL: 3 dicembre 2012 ALLE ORE 12:40