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    La virile Camilla Sgambato Stellato, un po’ Kennedy un po’ Hillary Clinton di S. Maria Capua Vetere


        Ieri sera, mercoredì, il marito ha annunciato la candidatura della consorte alle elezioni primarie del PD. Rosida Baia non l’ha presa bene e Dario Abbate l’ha placata candidandola a sua volta. S. MARIA CAPUA VETERE –  Già chiamarsi Camilla è un marchio di qualità, una garanzia di essere titolari di una buona dose […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Giuseppe Stellato, Camilla Sgambato e Rosida Baia

     

    Ieri sera, mercoredì, il marito ha annunciato la candidatura della consorte alle elezioni primarie del PD. Rosida Baia non l’ha presa bene e Dario Abbate l’ha placata candidandola a sua volta.

    S. MARIA CAPUA VETERE –  Già chiamarsi Camilla è un marchio di qualità, una garanzia di essere titolari di una buona dose di virilità dentro a un corpo femminile. Virgilio racconta di Camilla, nell’Eneide, figlia di Re Metabo, esule per volontà del suo popolo. Camilla diventa una sorte di Tarzan e cresce nella selva, insieme alle fiere, avvolta in una pelle di tigre.

    Dunque chiamarsi Camilla significa votarsi ad un destino combattivo e. tutto sommato, chi scrive lo ha capito da tempo chi porta veramente i pantaloni nella famiglia dell’avvocato Giuseppe Stellato.

    Fino ad oggi, sua moglie, Camilla Sgambato da Santa Maria a Vico, è stata dietro le quinte mordendo il freno. Ma le è sempre piaciuto ispirare, forse determinare, le azioni del marito in politica. Oggi, avendo capito che né il marito, valentissimo avvocato penalista, ma politico non certo di grande consistenza, né il figliolo Pasquale, da qualche tempo coordinatore provinciale dei giovani Democratici, hanno la tempra per spiccare il volo. E allora, via, rompere gli induci: ieri sera, mercoledì  Giuseppe Stellato lo ha annunciato agli esponenti del PD sammaritano. Alle primarie non scenderà in campo lui, non il figlio, ma Camilla Sgambato, cioè sua moglie.

    Pare, che di fronte a questo annuncio, Rosida Baia non ci sia rimasta molto bene, e, per placarla, il Segretario Provinciale Abbate l’abbia dovuta parimenti candidare all’elezione primarie . Ma questa è un’altra storia, che andremo, poi, a raccontare.

    Insomma,  una sorta di saga dei Kennedy in salsa sammaritana. Come i Kennedy, più dei Kennedy: perchè nel caso della famiglia più nota della storia d’America, le mogli, pur mai defilate, hanno vissuto da comprimarie dentro alle scene terribili e luttuose di questa stirpe irlandese,  tanto illuminata quanto sfortunata. Jaqueline rincorreva le cervella esplose del marito colpito a morte a Dallas; di Ethel moglie di Bob Kennedy si ricorda una foto rimasta nella storia mentre terrorizzata guarda il corpo del marito, colpito, a sua volta, a morte nei pressi delle cucine dell’hotel Ambassador di Los Angeles.

    Donne importanti, che però in una famiglia irlandese non potevano diventare a loro volta succedanee  dei mariti. La famiglia Stellato è un po’ Kennedy, per l’impegno dei maschi, ma è anche un po’ Clinton, perchè la Sgambato a questo punto si propone come la Hillary Rodham Clinton di Santa Maria Capua Vetere, al netto delle mortificazioni prodotte dal lavorio sotto le scrivanie, perchè l’avvocato Stellato non sarà uno statista come Bill, ma è largamente più serio dell’ex presidente degli USA.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 20 dicembre 2012 ALLE ORE 18:18