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    La versione di Emerito sulla convenzione con l’Acquedotti S.c.p.a: “Facciamo solo l’interesse della comunità”


    Il sindaco prima del consesso civico che si celebrerà domani ci preannuncia i motivi che hanno spinto la sua maggioranza a rilevare azioni dalla società ortese amministrata da Pasquale Di Gennaro

    Pasqualino Emerito

    CANCELLO ED ARNONE – Il consiglio comunale, convocato per domani, martedì, alle 12,00, in seduta straordinaria dal presidente Maurizio Di Puorto,  approverà, salvo inattesi colpi di scena, la convenzione per la gestione del ciclo integrato delle acque del paese con la società Acquedotti S.c.p.a.

    Avevamo già preannunciato ai lettori, in un precedente articolo, che, dopo aver analizzato la struttura della gruppo ortese, amministrato da Pasquale Di Gennaro, avremmo cercato di capire cosa avesse spinto Emerito a rilevare azioni di un apparato, il quale, finora, mai aveva operato nel Basso Volturno e, sostanzialmente, mai lavorato con continuità nel resto della provincia (eccetto una piccolissima parte dell’agro aversano), dato che l’Acquedotti S.c.p.a, dalla sua costituzione (avvenuta nel 2001) si è, invece, quasi sempre occupata della zona Napoli Nord.

    Lo avevamo preavvertito e promesso perché quando la cosa pubblica stipula una convenzione a lunga durata con società private, partecipate ecc., è sacrosanto spiegare al popolo le basi sulle quali è stato deciso di costruire l’accordo in questione. Dunque, consci dell’esigenza di trasparenza che ogni cittadino merita, non abbiamo aspettato la celebrazione del consesso civico di domani, ma, proprio oggi, lunedì, abbiamo chiesto, in anticipo, direttamente al primo cittadino motivi e costi dell’operazione.

    Cominciamo da quello che più, in questo nefasto periodo economico, interessa ai cittadini: il denaro.

    Cancello ed Arnone rileverà 600 quote dalla Acquedotti S.c.p.a, per un costo di 600 euro. 600 euro  più il prezzo per l’atto notarile che si aggira sui 12000 euro fa 1800. Quindi il costo totale si aggirerà sui 2 mila euro.

    “Facciamo l’interesse della comunità, – ha rassicurato Emerito. – Abbiamo optato per questa convenzione perché all’interno della Acquedotti S.c.p.a. ci sono professionalità importanti e capaci che hanno a cuore la qualità dell’acqua. Forniremo il servizio idrico con maggiore pressione e maggiore portata anche nelle zone periferiche che da 60 anni sono afflitte da disservizi. Come già annunciato dalla stampa, inoltre, acquisteremo un quantitativo maggiore d’acqua ed il consumo  sarà ripartito su 6 bollette annuali. Saranno sostituiti anche i contatori degli utenti.  Altro elemento importante – ha aggiunto il sindaco – è l’eliminazione  del consumo minimo garantito: gli utenti che non usufruiscono dell’acquedotto pubblico non pagheranno alcunché.  Ad ogni modo, la delibera per la determinazione della tariffa è stata inviata all’autority per la luce e gas e all’ato di Caserta. Posso garantire agli utenti che non ci sarà nessuna bolla speculativa, si vuole solamente ottimizzare il servizio.  Pensate – ha concluso Pasqualino Emerito – che per anni abbiamo pagato l’acqua ad un prezzo maggiore rispetto a quello determinato dalla Regione Campania,  cioè a 0,36 anziché a 0,18. Abbiamo fatto valere questo principio ed ora daremo al Consorzio il prezzo stabilito dalla Regione.”

    Quasi sicuramente la minoranza, domani, non siederà tra i banchi dell’opposizione perché impossibilitata per motivi lavorativi . E questo è davvero un peccato perché non si potrà assistere ad un dibattito sulla convenzione democraticamente argomentato e centrato sul merito.

     Giuseppe Tallino

    PUBBLICATO IL: 24 febbraio 2014 ALLE ORE 12:58