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    La Nugnes diventa la prima scelta del Pdl per le elezioni europee. Intanto Romano, ossessionato da Antropoli, fa diventare quello di un parco giochi di provincia un caso nazionale


      La nomina ad assessore Regionale all’Agricoltura fa crescere anche il peso politico della Nugnes. Il presidente del Consiglio regionale ha pensato che schierandosi con Nitto Palma si potesse garantire la candidatura. Ma Caldoro e Alfano ormai parlano senza intermediari   CASERTA – Potrebbe essere Daniela Nugnes la candidata all’Europarlamento per il Pdl. Da assessore regionale […]

     

    Nelle foto, da sinistra, Daniela Nugnes, Paolo Romano e Daniela Nugnes

    La nomina ad assessore Regionale all’Agricoltura fa crescere anche il peso politico della Nugnes. Il presidente del Consiglio regionale ha pensato che schierandosi con Nitto Palma si potesse garantire la candidatura. Ma Caldoro e Alfano ormai parlano senza intermediari

     

    CASERTA – Potrebbe essere Daniela Nugnes la candidata all’Europarlamento per il Pdl. Da assessore regionale all’Agricoltura ha assunto forza ed autorevolezza per poter ben rappresentare la provincia di Caserta all’Europarlamento. Tra le altre cose potrebbe realizzare un ticket vincente con Aldo Patriciello, al quale Alfano, nei giorni concitati delle candidature a Montecitorio,  ha garantito la ricandidatura per Strasburgo e Bruxelles.

    A questo punto le azioni del presidente del Consiglio regionale Paolo Romano appaiono in rapida discesa. Un grave errore tattico è stato quello di considerare il ritorno su posizioni collegate a quelle di Polverino e di Nitto Palma la migliore modalità per garantirsi la candidatura alle Europee.

    Caldoro non l’ha presa bene, come non ha preso bene la pelosa visita fatta da Paolo Romano a Nicola Cosentino nel carcere di Secondigliano. Se la Nugnes sarà in grado in questo anno di rafforzarsi nel partito utilizzando l’indubbio peso che le deriva da questa sua nuova importante carica, potrà assurgere al rango di leader in grado di issare la bandiera della Provincia di Caserta nel parlamento europeo.

    Dipende tutto da lei!

    La Nugnes può contare anche sull’appoggio di Caldoro, che prima di nominarla assessore si è sentito con Alfano, ricevendo da questi  pieno avallo.

    Sono giorni complicati per Romano, il quale però, più che impegnato sui grandi temi dello sviluppo regionale della disoccupazione, della corretta interazione istituzionale tra l’azione di Governo della giunta e la fondamentale azione di indirizzo del Consiglio che presiede, si mette e non ce ne voglia, a “cazzeggiare” sulle sorti della Reggia di Caserta, rispetto alla quale la Regione Campania non ha alcun potere, dato che le Soprintendenze sono emanazioni sottordinate del Ministero dei Beni Culturali.

    Pare che nelle stanze di questo ministero, il nome di Paolo Romano sia diventato già oggetto di frizzi e di lazzi. Nei giorni scorsi ha chiesto di conoscere i compensi dei dipendenti della Soprintendenza. Qualcuno gli ha sommessamente suggerito di aprire il sito ufficiale, perchè lì sono scritti e sono a disposizione del mondo intero.

    Tutta ‘sta passione per la Reggia è venuta al presidente del Consiglio Regionale per l’altra nota vicenda tutta capuana, dell’apertura di un parco giochi. Romano, ormai ossessionato dal sindaco Antropoli, al punto da esser diventato uno stopper a prescindere, per partito preso e non per effettiva convinzione fondata su motivazioni di ordine tecnico-ambientale del Gassificatore, si è pure fissato che il parco giochi doveva essere fermato dalla Soprintendenza.

    Voi sapete cosa pensiamo della David e non ve lo ripetiamo, ma sta poveraccia come poteva bloccare l’apertura del parco giochi per bambini, se alla Soprintendenza risultavano tutti i documenti irreprensibilmente presentati con contenuti rigorosamente aderenti alla legge?

    Ma quanto tempo il presidente del Consiglio regionale sottrae alla sua funzione per articolare questi spericolati tentativi di diventare interlocutore istituzionale in materie su cui la Regione non ha alcuna voce in capitolo?

    E’ mai possibile, ma ci dicono che è possibile, che questa storia del parco giochi di Capua sia stata addirittura oggetto di un esposto al neo ministro dei beni culturali?

    Un parco giochi per bambini diventa caso nazionale.

    Il grande Totò diceva: “e io pago”

    G.G.

    PUBBLICATO IL: 23 maggio 2013 ALLE ORE 11:21