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    LA NOTA Se Paolo Romano, come ha detto ieri, è la discontinuità rispetto alla politica di Cosentino, Martin Luther King è stato un razzista del Ku Klux clan. Ecco i primi nomi di chi c’era


    Evidentemente, negli ultimi tempi, il presidente del Consiglio regionale ha affinato le sue conoscenze culturali ed è diventato un ammiratore del cinema surreale e del non sense. Più tardi, altri racconti sull’evento svoltosi ieri, venerdì, nella saletta convengni dell’Hotel Europa CASERTA - Sapete qual è stato lo slogan della manifestazione con cui Paolo Romano ha iniziato la […]

    Nella foto Paternosto, Parente, Romano e Sagliocco

    Evidentemente, negli ultimi tempi, il presidente del Consiglio regionale ha affinato le sue conoscenze culturali ed è diventato un ammiratore del cinema surreale e del non sense. Più tardi, altri racconti sull’evento svoltosi ieri, venerdì, nella saletta convengni dell’Hotel Europa

    CASERTA - Sapete qual è stato lo slogan della manifestazione con cui Paolo Romano ha iniziato la campagna elettorale per quella che lui ritiene una sicurissima candidatura al parlamento europeo? “Discontinuità”. Un motto di una sola parola, giusto per sottolinearlo ancora di più.

    Di solito chi si affida ai messaggi netti, perentori, inequivocabili, è uno che, oltre ad aver fede nelle proprie idee, dunque, ad aver fede sul fatto che idee possieda, è anche uno che crede che quello slogan possa essere divorato e digerito dagli attori del consenso in maniera rapidissima, perché del tutto evidente è la sua congiunzione con la propria esperienza, con il proprio esercizio all’interno delle agenzie della politica e delle istituzioni, con il registro univoco della propria testimonianza.

    Paolo Romano ritiene di essere l’interprete della discontinuità, anzi il suo artefice, uno che può proporsi come il leader di fatto della rediviva Forza Italia. Ma se c’è una discontinuità vuol  dire che c’è stata una stagione, un periodo abbastanza lungo segnato da una politica rispetto alla quale le nuove parole, le nuove proposte, la nuova gente, rispetto alla quale le proposte devono camminare, sostituiscono, dopo averla soppiantata, la stagione precedente.

    Insomma, Paolo Romano si ritiene l’uomo della discontinuità e questo significa che si ritiene anche estraneo alla stagione di Nicola Cosentino, di cui sarebbe prima di tutto alternativa storica e poi successore.

    Va bene, ne prendiamo atto. Piccolissimo particolare, ma proprio per dire una cosa significante: Paolo Romano è stato eletto nell’anno 2000 in Consiglio regionale grazie ai soldi di Carlo Catone e grazie ai voti di Nicola Cosentino; Paolo Romano è stato eletto nel 2005 in Consiglio Regionale grazie ai soldi di Carlo Catone e grazie ai voti di Nicola Cosentino; Paolo Romano, nel 2010, è stato eletto inconsiglio regionale per un soffio, terzo nella graduatoria del Pdl, grazie ai soldi di Carlo Catone e grazie ai voti di Nicola Cosentino; Paolo Romano, sempre nel 2010, è diventato presidente del Consiglio regionale grazie solo ed esclusivamente a una indicazione, prendere o lasciare, fatta da Nicola Cosentino.

    Dopo aver citato queste piccolissime e banali circostanze poco significative nell’auto definizione identitaria che Romano si è regalata, ieri pomeriggio, nell’Hotel Europa di Caserta, uomo della discontinuità, proprio per fare due pettegolezzi, citiamo qualche nome, ma solo alcuni, dato che ci riserviamo nelle prossime ore di scrivere altre cose su quest’evento politico, di quelli presenti in sala: Enrico Parente, ex sindaco di Grazzanise, indagato per camorra, su cui pende, in attesa dell’ultimo step in cassazione, la spada di Damocle di una decisione del tribunale del riesame che, accogliendo una tesi argomentata della Direzione distrettuale antimafia, ne ha ordinato l’arresto in carcere per la vicenda della visita medica che Parente andò a fare in Austria all’allora latitante Michele Zagaria; Giuseppe Sagliocco, per carità, persona rispettabile con 40 anni di politica democristiana, margheritina, forzista, extra Pdl e ora di nuovo forzista, vissuta in un periodo storico in cui l’agro aversano non era un cenacolo di esperienze sociali e politiche simile al land della Baviera; Diego Paternosto, altra persona rispettabile, primario dell’ospedale di Caserta, nominato ai tempi in cui Gigi Falco era sindaco del capoluogo e Cosentino comandante indiscusso del partito e delle nomine della sanità, poi direttore sanitario grazie all’indicazione del centro sinistra di De Franciscis , poi ancora direttore sanitario grazie all’indicazione di Paolo Romano.

    Che facciamo, continuiamo? Più tardi.

    Finalino. Se Paolo Romano è la discontinuità allora i registratori e le telecamere che immortalarono il famoso discorso di Martin Luther King, a Washington, erano tutti scassati. Il profeta dell’uguaglianza tra le razze non era tale, ma era un trinariciuto conservatore che avendo maledetto il padreterno di averlo fatto con la pelle nera, in realtà disse: “I have a dream, che un giorno i bambini bianchi dell’Alabama prendano a calci in culo i bambini neri, qualora questi si rifiutino di pulire loro le scarpe con la lingua”.

    Gianluigi Guarino 

    PUBBLICATO IL: 28 settembre 2013 ALLE ORE 16:29