Commenti recenti

    CERCA ARTICOLI PER MESE

    Categorie

    La Nota / Quarto assessore e deleghe. E Zinzi mandò a comprare il sale per la centesima volta il Pdl. Grimaldi, Di Maio e il torello morronese


      Anche stamattina, venerdì, stucchevole riunione del Pdl e stucchevole incontro tra Garofalo, Magliulo e il presidente, che ha parlato anche di una misteriosa visita fattagli da Enzo D’Anna, forse a nome di Nicola Cosentino Caserta – E’ un gioco da ragazzi per Zinzi tenere buoni quelli del Pdl di Caserta, un partito senza capo […]

    Nelle foto, da sinistra, Nicola Garofalo, Rosa Di Maio, Massimo Grimaldi e Pietro Riello

     

    Anche stamattina, venerdì, stucchevole riunione del Pdl e stucchevole incontro tra Garofalo, Magliulo e il presidente, che ha parlato anche di una misteriosa visita fattagli da Enzo D’Anna, forse a nome di Nicola Cosentino

    Caserta – E’ un gioco da ragazzi per Zinzi tenere buoni quelli del Pdl di Caserta, un partito senza capo e né coda, che continua a spedire al presidente della Provincia ambascerie, gestite da improbabili legati regi. Facendo finta di non sapere che mai e poi mai un Nicola Garofalo o un Magliulo potranno seriamente, incalzare Zinzi, costringendolo ad accettare le richieste, che poi sono sempre le stesse: quarto assessore e immediata trasmissione delle deleghe a Zaccariello, Giaquinto e Dello Vicario.

    Sapete cosa ha detto a Garofalo e Magliulo, stamattina, Zinzi?

    Ragazzi belli voi non avete le idee chiare e non avete un univoco indirizzo politico, dato che da me è passato l’altro giorno il deputato Enzo D’Anna, che a nome di Cosentino, ha suonato un’altra musica (per caso, ancora quella di Ettore Corvino? N.D.D.) per il quarto assessore“.

    Vera o falsa che sia questa affermazione del presidente della Provincia, la stessa diventa uno strumento tattico che diventa utilizzabile solo per un motivo ben preciso: il Pdl di Caserta è privo di una leadership riconosciuta come forte, lucida, lungimirante, proiettata autenticamente al bene del partito, autorevole e indiscussa.

    Insomma, Zinzi può giocare tranquillamente di rimessa, utilizzando questi fattori, queste vistose diseconomie politiche del Pdl, allungando i tempi sia della nomina del quarto assessore Pdl, sia, addirittura, della concessione delle deleghe. Un aspetto, quest’ultimo che rappresenta un autentico sbertucciamento di un partito che, a tutti i livelli, nazionale, regionale e provinciale sta mostrando tutta la sua inconsistenza, resa invisibile per 18 anni dalle capacità di Silvio Berlusconi di attrarre consenso per sé e per tutta la pletora di incapaci di cui si è circondato.

    Chi, sulla carta ha, al contrario, qualche possibilità maggiore di vedersi riconosciuto di nuovo un posto nella giunta provinciale è il Nuovo Psi. Ma non tanto per il rapporto tra Zinzi e Caldoro, che non è mai decollato più di tanto, men che meno per il rapporto tra Zinzi e Grimaldi, attestato da sempre su un valore da Ph neutro, ma per l’ottimo feeling che esiste, invece, tra il presidente della Provincia e il capogruppo Pietro Riello, quest’ultimo non lontano, per una serie di motivi, rispetto ai quali i lettori di Casertace hanno avuto la possibilità di erudirsi in passato, dal mondo collegato a Zinzi.

    Ma anche in questo caso, il presidente sta prendendo tempo, proprio per consentire a Riello di rendersi conto della situazione, che si definirà all’indomani del pronunciamento della Corte Costituzionale, che il prossimo 6 novembre dirà una parola definitiva sulla sopravvivenza della giunta provinciale, come organismo espressione del potere esecutivo.

    Solo allora, Riello scioglierà veramente la riserva: se le giunte continueranno a vivere è intenzionato ad entrare direttamente lui. Ed anche per questo, Zinzi ha detto a Grimaldi, lunedì scorso, che l’assessore del Nuovo Psi deve essere una donna.

    Ohibò, sarà mica capitato che Riello ha fatto quello che Poverino doveva fare e che, invece, non ha fatto , cioè recarsi a Casa Blanca?

    No, Riello resta confinato allo stadio biologico di torello morronese. Zinzi preferirebbe la nomina di una donna, ma se Riello insisterà non gli dirà di no, anche perchè sa bene che Grimaldi, almeno che non si inventi qualche acrobazia con Teresa Ucciero, un’idea su una donna da inserire non ce l’ha, dato che sembra non avere alcuna intenzione di far rientrare in giunta Rosa Di Maio, la quale da tempo vede come una concorrente politica nel territorio in cui Grimaldi risiede e da dove Grimaldi ritiene di dover trarre il massimo del consenso personale possibile.

    Zinzi, infatti, lunedì scorso non ha reiterato in termini trancianti la questione dell’impossibile ripescaggio degli assessori che si dimisero un anno fa. Ordunque, la Di Maio avrebbe pieno titolo a rientrare, in considerazione dello stile e dell’ortodossia dimostrata al tempo, con l’atto delle sue dimissioni, perfetta antitesi di quelli sfoggiati dalla Ucciero nella speculare vicenda della giunta comunale di Caserta. Il partito le chiese di togliere le tende e lei lo fece. Fu Grimaldi, infatti,  in persona, a chiederle di rassegnare le dimissioni senza sé e senza ma, visto che Riello l’aveva esortata a limitarsi a consegnare le medesime nelle mani del gruppo consiliare.

    Dunque, ancora una volta, come avemmo già modo di scrivere 7,8 mesi fa, se la Di Maio non tornerà a fare l’assessora provinciale, questo non dipenderà dalla volontà di Zinzi, ma, esclusivamente, dalla volontà, di sicuro legittima da un punto di vista politico, di Massimo Grimaldi. Volontà, ripetiamo legittima, ma che deve essere identificata come tale e non spacciata per altro. Una volontà politica chiara: emarginare la Di Maio.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 26 ottobre 2012 ALLE ORE 16:16