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    La Nota / Ma ora Paolo Romano deve far dimettere i suoi uomini dal coordinamento provinciale del Pdl, altrimenti sarebbe giustamente accusato di ambiguità


      Per diversi giorni, il presidente del Consiglio regionale, che, in verità è stato sempre molto perplesso dalla decisione di tenere il congresso, ha tenuto bordone a Pasquale Giuliano, per poi fare una scelta di campo pro-Caldoro. Ma intanto, i suoi nomi li aveva dati già Caserta – La quadratura del cerchio del congresso provinciale […]

    Nelle foto, da sinistra, Angelo Di Costanzo, l’ex assessore Minoia e Paolo Romano

     

    Per diversi giorni, il presidente del Consiglio regionale, che, in verità è stato sempre molto perplesso dalla decisione di tenere il congresso, ha tenuto bordone a Pasquale Giuliano, per poi fare una scelta di campo pro-Caldoro. Ma intanto, i suoi nomi li aveva dati già

    Caserta – La quadratura del cerchio del congresso provinciale del Pdl è rappresentata dall’iniziativa che il presidente del Consiglio regionale Paolo Romano, dovrebbe assumere al più presto per fornire riscontro e spessore anche materiale alla sua posizione di non riconoscere politicamente il congresso svoltosi sabato scorso al Crowne Plaza.

    Come è noto ai lettori di Casertace, Paolo Romano è stato per qualche giorno in bilico. Non convinto dell’operazione Giuliano-Polverino, orchestrata dal solo Cosentino, ma nella condizione di non poter rompere immediatamente, perchè rompere avrebbe significato entrare in contraddizione irreversibile con Pasquale Giuliano, con cui è stato Pappa e Ciccia per anni, come dimostra la presenza del “solito” Alberto Corbello, nipote del senatore, nell’ufficio di presidenza di Romano.

    Alla fine, le iniziative concrete di Stefano Caldoro che, in 2 interviste distinte ha bollato senza remissioni il congresso di Caserta, ha indotto Romano a riparare sulle posizioni del presidente della Regione. Al Congresso non si è presentato e non ha fatto presentare nemmeno i suoi sostenitori, a partire da quelli, i vari Minoia, Di Costanzo, Pontillo di Capodrise, e forse, anche il sindaco di Mondragone Schiappa, che Romano aveva indicato a Giuliano, per il listino bloccato per il coordinamento provinciale.

    Va da se, che un atto del genere, un atto di formale disconoscimento del congresso provinciale, non può che essere accompagnato, ora dalle dimissioni degli uomini che Romano ha inserito nella lista e nel coordinamento provinciale. In caso contrario non si potrebbe tacciare di dietrologia chi tacciasse il presidente del Consiglio regionale di ambiguità politica.

    Gianluigi Guarino

    PUBBLICATO IL: 10 ottobre 2012 ALLE ORE 19:16